365 giorni, Libroarbitrio

Il coraggio d’avere paura – Alessandro Parronchi

Libellula e grano

noi mossi di luce dietro il chiaro vetro.
paesaggi dipinti
sono così belli, che rimasi intento
a seguire i loro contorni
variati e, – mi piacerebbe
percorrerli, perdermi
con te per quelle strade!

il pensiero nemico,
ho conosciuto
solo brevi dirupi,
coste solitarie, piccole finestre su
aperte campagne.

si muore, anche da vivi, a tante cose.
ed ora quando s’apre in mezzo al verde
sentiero ignoto,
una come te, paese
che respira nel silenzio,
vivo intorno alle case,
e un brivido mi prende
se mai il piede tenta l’erba fluttuante.

365 giorni, Libroarbitrio

“Billie’s Blues” Willem M.Roggeman

A.S.

In ogni camera d’albergo incontra
ogni volta un altro io in ogni specchio.

Allora Billie Holiday alza una mano
come per scacciare velocemente la luce.

Una domenica bianca di eroina
la luna scende nel suo corpo.

Nel night club da secoli il mito
l’attende al varco.

Sente il fruscio delle ali degli angeli
mentre canta il dolore e i frutti esotici.

E ogni giorno lei diventa più sottile e molle.

Il suo corpo si fa valanga.

La sua voce si scioglie lentamente.

Poi il mondo si fa tutto muto
e azzurro.

365 giorni, Libroarbitrio

“Levati” Bill Manhire

Quello che veramente ami
è la tua vera eredità
Ezra Pound

alors on danse

Tanta parte del pianeta è fragile:
cose che sbattono sul filo,
oggetti su un piatto, una macchina che sbanda sui campi…

Cioè: brusco, condizionale
e, come al solito,
breve: così che ancora una volta si prende il proprio posto.
Ma metti che un giorno guardando fuori

dalla finestra aperta
si vedesse la mortalità
nel grigio scarabocchio
d’un ragazzo con in mano una mela?

Fragilità. Brevità. Bellezza, persino.
Luce dello spazio a disposizione.
E cos’è la gioia?
Persino una matita lo può indicare.

365 giorni, Libroarbitrio

“La Casa di Dio” Henrik Nordbrandt

Lié disegno 2008

“Avevo afferrato un lembo di Dio nel vuoto
ma la mia mano scivolò”
Matteo 9,20

<<Ana ‘al haqq>>, dicono i sufi:
<<Io sono Dio>>. E questo
è per loro il massimo riconoscimento,
perché Dio creò il Mondo
come un mondo di specchi
nel quale ammirare la propria bellezza.

Quando lo vedo consegnare
una delle sue solite spiritosaggini
in forma di <<News Week>>,
una vedova che fruga nei secchi della spazzatura
in cerca di qualcosa di commestibile
o un gattino
che i bambini di sei anni del paese
hanno abbandonato alla morte per inedia,
mi convinco che
Dio è un umorista, non un esteta.

E quando rido, la casa ride
dieci volte più forte
e continua a lungo dopo che io ho smesso.

Sei proprio una canaglia, Dio.
Rimani quello che sei.

365 giorni, Libroarbitrio

“Le Lettere” Sharon Olds

incastrata nella tela del ragno

La macchina entrò nel vialetto al crepuscolo e si fermò.
La donna scese sotto i giganteschi alberi neri,
andò in giardino e sentì che c’era qualcuno,
qualcuno furioso. Gli alberi erano inzuppati di oscurità
e i germogli cacciavano fuori i loro coltelli.

Rimase fuori del suo giardino
e vide come i fusti flettevano i loro muscoli
e tutto l’appezzamento sembrava una tomba
dalla quale qualcuno stava  tentando di uscire.

All’improvviso
sentì alzarsi un’ombra enorme
e correre via – la sua mano andò al collo
bianca come una radice.

Lei fu casa, poi.
Questo era il suo luogo, quello fra tutti gli altri
dove aveva paura di camminare, dove c’era sempre qualcuno
arrivato prima, che lo occupava contro di lei
ad ogni costo.

365 giorni, Libroarbitrio

“Nuovi Argomenti” William Cliff

angelo-dell amore-olio-su-tela

in alto più in alto un’antenna più in basso c’è la chiglia
che dovrebbe risparmiarci dalle scosse più violente
fra queste i piani abitati sono dipinti di bianco
di nero quelli più in basso dove riposa la merce

su diversi livelli anche gli uomini si dividono
scarafaggi viscosi di pece strisciano invisibili
in fondi dove mai ho arrischiato il mio piede tremante
il capitano alloggia sulla sommità della nave

la mia cabina è sotto la sua poi c’è il capo macchinista
più in là l’ufficiale superiore tutto ruota intorno al gran chiasso
che fanno al centro notte e giorno i pistoni delle macchine

le scale scendono rapidamente verso certe zone
colpite da un divieto che me le rendono inaccessibili
ma dove credo  che la gente si batta e si uccida a volte

365 giorni, Libroarbitrio

“Molti passi” Tomas Transtromer

in cima con le stelle

Si posero le icone nella terra rivolte in su
e la terra fu calpestata
da ruote e scarpe, da mille passi,
dai passi pesanti di diecimila scettici.
In sogno scesi in un fosforescente bacino sotterraneo,
una messa fluttuante.
Che forte nostalgia! Che speranza idiota!
E su di me il calpestio di milioni di scettici.

tratto da “Poesia del Silenzio”

365 giorni, Libroarbitrio

“Testo a fronte” Pascal Riou

foglia

Spesso rientrando la notte, l’Orsa
sopra il cammino,
la sua grande casseruola che scivola lungo le ore
sul piano celeste
– poi, perduto, nascosto nel folto degli alberi
l’ammasso delle Pleiadi
come un fuoco dentro una bruma distante.
Sì può sempre, la testa imbottita di sistemi,
non sollevarla troppo
e irridere i secoli che camminarono
guidati dalle stelle – ma è miseria
quando la meraviglia ritorna ogni notte,
miseria simile a non vedere più l’autunno
che avanza con i suoi stracci reali
nel mormorio di ali intorpidite,
che avanza, disfacendoci, un pezzo alla volta,
dei giochi di scena e dei fasti del sapere
e lasciandoci, l’anima quasi nuda,
per certo a brandelli e straripante di vuoto.