Libroarbitrio

.LaRossa. – di Lié Larousse per l’opera pittorica di Antonio Conte

La Rossa di Antonio Conte per Lié Larousse

.la vedi, sai guardarla,
le scivola fuori dal corpo
l’anima incandescente
ai piedi della notte
in un’ombra iridescente
per impossessarsi di tutto di tutti,
d’altro e dell’altrove,
d’altronde, sorridi perché di lei
t’accarezza ancora il pensiero
eccitato soffia leggero il vento
sulla tua tela i suoi colori
e scolpisci il ricordo
tanto presente ora
che pare sia qui ancora
e non essere invece
appena passato
e pensa se non fossi passato
non avresti questo liquido
estroso dolce piacere dipinto
bello, su di lei.

Lié Larousse

DuediRipicca
poesia di Lié Larousse per l’opera pittorica
#LAROSSA di Antonio Conte

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365 giorni, Libroarbitrio

INFOGLIAMOCI – DUEDIRIPICCA PER SALVATORE GRAF

INFOGLIAMOCI - SALVATORE GRAF

Linee, semplici ma sinuose, sensualità, espressione artistica capace di comunicare una storia all’interno di una storia, così il disegno di Graf diventa la cornice di un racconto ancora non scritto ma che trova la sua narrazione nell’immaginario nostro mentre osserviamo l’opera, nelle reazioni alle emozioni che ci smuovono dentro le fragili figure femminili nate dalla mente dell’artista e possiamo vedere come delle piccole foglie riescano a prendere vera e propria forma da contorsioniste, ma anche di un suonatore di violino, o di un uomo al rientro dal lavoro, immagini che risuonano di fertilità e creatività, della voglia dell’artista di esprimersi abbandonandosi alle pulsioni dell’animale essere umano, senza giudizi né censure ma con la delicatezza del suo tratto. Ecco perché i soggetti di INFOGLIAMOCI sono una fusione tra la morfologia umana e quella vegetale, e possono spaziare dalla forma chiara di una pianta dai riflessi umani, a una silhouette di donna radicata fino a nascondersi in un albero. Il filo conduttore di queste opere è la linfa vitale che anima tanto la mobilità, le attività degli uomini, quanto l’immobilità quasi passiva del mondo vegetale, e le storie raccolte al suo interno sono molteplici, come molteplici sono le emozioni che sappiamo provare, mutabili, come la foglia scossa dal vento, come la gioia soppiantata dal dolore, il bene e il male che si sovrastano camuffandosi l’uno con l’altro, passando attraverso sensualità, desiderio, fertilità, romanticismo, ma anche sacrificio e cruda quotidianità, lasciando l’impressione che, come l’animo umano, la tavolozza dell’artista, sia un corpo intriso di forme e colori il più variegato possibile.
Salvatore Graf, capace di intrappolare ingredienti metafisici in immagini semplici, come il sale della terra, con la sua schiettezza e semplicità torna spesso a ricordarci che se le nostre radici concrete sono ben piantate in terra possiamo nonostante tutte le difficoltà protendere le fronde verso l’infinito, lasciando che il vento ci solletichi l’anima facendoci ballare le foglie.

Scritto da Gianluca Pavia e Lié Larousse per INFOGLIAMOCI mostra personale di Salvatore Graf Visual Artist che avrà luogo durante il POKER D’INCUBI LIVE TOUR sabato 10 giugno dalle ore 20:00 all’ Archeobar Caffè letterario ospiti della serata l’autore Ottavio Mirra e il collettivo Extravesuviana

DuediRipicca
#ARCHEOBARPOKERDINCUBILIVETOUR
Miraggi EdizioniAlter Ego Edizioni

L’evento lo trovate cliccando il link di seguito
https://www.facebook.com/events/2061503510743532/?notif_t=plan_edited&notif_id=1496933476842627

365 giorni, Libroarbitrio

.l’ispirazione dei poeti. – Lié Larousse

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

.cari poeti
che mi lasciate interdetta
non riesco a capire
aiutatemi voi
se sei mora o bionda
allora sei una gran fica a priori?
una dea
una musa
una ninfetta
che merita nota
e cascate d’inchiostro
e lacrime di sangue e fango
e struggimenti
per i vostri racconti?
ma se il pelo è ramato
nessun verso gli viene accordato
allora con gran pena
già dico addio alla vostra penna
a corde di violino
e assoli di chitarra
poi però
per fortuna penso
l’obiettivo e il pennello
ci hanno sempre amate
giovani pittori
pazzi illustratori
addirittura fotografi  in bianco e nero
c’hanno svelato
incantato
loro sì
ci scoprono, ci divorano
ogni giorno
in ogni tonalità
di colore
odore
visione
senza censura
ecco però perché
siamo in via d’estinzione
sono pochi di numero loro
a confronto vostro
ma ci voglio credere ancora
e mi sto domandando
non è che forse
non ne avete mai vista una
di rossa
in carne ed ossa
o che v’accarezza in sogno
al bisogno
un bisbiglio, un abbaglio?
no? certo è un peccato
che se mai ci sarà memoria di noi
sarà solo attraverso il colore
di oli e stampe
ma non in quello
di poetiche parole
ed è troppo triste per me
perciò vi saluto
ma mi raccomando poeti cari
correte, andate,
tenetevi strette le vostre more
e le vostre bionde,
non sia mai scegliessero
un altro ennesimo poetucolo con abduzione
e a voi poi non tocchi
di perdere l’ispirazione.

Lié Larousse

 

365 giorni, Libroarbitrio

Le tre fasi degli spazi vuoti – Edvard Munch

Munch-Edvard - Madonna
Che il pezzo di carbone più grosso si rompe facilmente
Se trovi la venatura e martelli con l’angolo giusto.
Il suono di quel colpo rilassato e lusinghiero,
La sua cooptata e obliterata eco,
Mi hanno insegnato a colpire, insegnato a smettere,
Insegnato tra il martello e il pezzo di carbone
A far fronte alla musica. Mi insegni ora ad ascoltare,
A dare i colpi giusti dietro il nero lineare.
Se no si scioglie,
Il burro si deve tenere via dal sole.
E non fare briciole. Non ballare con la sedia.
Non prendere. Non puntare il dito. Non far rumore quando giri.
Pensavo di camminare girando e girando uno spazio
Assolutamente vuoto, assolutamente una sorgente
Dove il castagno adorno aveva perso il suo posto
Schegge bianche saltavano e saltavano e schizzavano alte.
Sentivo il taglio accurato e differenziato
Dell’accetta, lo schianto, il sospiro
E il crollo di quello che era stato lussureggiante
Attraverso i percossi resti e frantumi di tutto quanto.
Piantato a fondo e da molto andato, mio coetaneo
Castagno da un vasetto di marmellata in un buco,
La sua massa e quiete diventate un lucente non luogo,
Un’anima ramificante e per sempre
Silenziosa, oltre ascoltato silenzio.
365 giorni, Libroarbitrio

Poesia dura e guerriera – Roberto Ferri/L.L.

LIBERACI-DAL-MALE-olio-su-tela-150-x-150-cm-anno-2013 Roberto Ferri

Creatura
angelo dai capelli rossi
prigioniera di lacrime non piante
che non sai distinguere
il bene dal male.

Perché non posso.
Perché non voglio.

365 giorni, Libroarbitrio

Increspature – Lindze

Paolo Troilo

Ieri,

nell’anima della notte

ero affacciato a godermi

una tazza di tè fumante

e il freddo

pungente dell’inverno.

Un grido inatteso

lungo e inarticolato  

ha mandato in frantumi

il quieto oblio

di una città

finalmente addormentata.

Nessuno sa  

se fosse disperazione

oppure dolore.

Ma dopo quell’urlo il silenzio

non era più lo stesso

come invisibili increspature

di un sasso gettato

sulla superficie di vetro

di un immobile lago montano.

Un brivido

ho serrato

la finestra

lasciato fuori quella

eco lancinante

e ringraziato

il silenzio

che permeava

la nostra casa.

Ti ho sussurato

qualcosa

sprofondando

con un sospiro

in quel caldo buono.

365 giorni, Libroarbitrio

silenzio – Rodolfo Cubeta

silenzio - Rodolfo Cubeta - olio,acrilico, sabbia e resina su tela 40x50-

olio, acrilico, sabbia e resina su tela 40×50

ti dono il mio corpo e il mio spirito
le mie verità e le mie bugie
le parole dette e quelle non dette
il sale del dolore e l’illusione dell’amore
la sabbia e il mare della mia coscienza
ecco.
infine ti dono il prezioso silenzio

R.C.

Grazie Rodolfo Cubeta,
Lié

365 giorni, Libroarbitrio

“Come se il mare separandosi” Emily Dickinson

Gabriel Pacheco

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero

d’un infinito di mari
non visitati da rive –
il mare stesso al mare fosse riva –
questo è l’eternità.

365 giorni, Pubblicazioni

Lo so, non sai se hai voglia di picchiarmi o di baciarmi…

Lei da che parte sta?
Dalla dove sto sempre, la mia.
Non è in lutto per Labbra?
Sì, porto biancheria nera…
Avrei il diritto di portarla al distretto e farla sudare sotto le luci dei riflettori.
Io sudo molto meglio al buio

SoloOpera pittorica di Solo
1×1 m, tecnica mista su tela
Solo si è liberamente ispirato a Dick Tracy personaggio creato dal fumettista Chester Gould,
pellicola preceduta da quattro film della serie Dick Tracy Amazing Adventure dal 1945 al 1947,
iniziata con l’omonimo Dick Tracy di William Berke giunto sugli schermi italiani nel 1990.
L’opera pittorica dell’artista fa parte della collezione privata di Vittorio Storaro.

www.facebook.com/h4solo

365 giorni, Libroarbitrio

“Futuro” Billy Collins

Fabian Perez - SABA ON THE STAIRS

Quando alla fine ci arriverò –
e ci vorranno molti giorni e molte notti –
mi piace pensare che ci saranno altri in attesa
e che vorranno perfino sapere com’era.

E così mi abbandonerò al ricordo di un cielo particolare
o di una donna con un accappatoio bianco
o della volta in cui ho visto uno stretto molto angusto
dove si era svolta una famosa battaglia navale.

Poi squadernerò su un tavolo
una grande mappa del mio mondo
e spiegherò al popolo del futuro
dagli abiti sbiaditi com’era –

come le montagne si alzavano tra le valli
e questa era detta geografia,
come le navi cariche di merci percorrevano i fiumi
e questo era detto commercio,

come il popolo di questa zona rosa
si spostava in questa zona verde chiaro
e come si incendiava e uccideva chiunque trovasse
e questa era detta storia –

e loro ascolteranno, con lo sguardo gentile e in silenzio
mentre altri arriveranno ad unirsi al cerchio,
come onde che non si allontanano,
ma si muovono verso un sasso lanciato in uno stagno.