365 giorni, Libroarbitrio

Pezzi di allora – Andreas Finottis

Rick Genest

In certe cose ci si perde e ci si ritrova
contemporaneamente,
si perde quello che si è diventati
e si ritrova quello che si era.

Sono cose non cose queste.

Sono attimi eterni ma sfuggenti
che restano dentro
durando per tutta la vita
nascosti, poi appaiono all’improvviso.

Ogni tanto ne vedo qualcuno
appare, scompare,
evanescente
fantasma della mente
ricordi, sono quel pezzo di tempo
con tutto il contorno
odori, sapori, rumori
sensazioni, pensieri
c’è tutto e mi porta dentro
questa bolla di spazio/tempo
estasiandomi
per sparire all’improvviso
per lasciarmi
deluso
frastornato
nel 2016
cercando
di trovare ancora
quei fantasmi.

Li cerco, nei vecchi bar
tra sentieri di terra battuta verso i boschi
lungo i fossi tra il gracidare delle rane
negli angoli dimenticati dei parchi pubblici
e in ogni luogo in cui vedo un filo
che parte dalla realtà
per allontanarsi verso il sogno.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Perdersi” Loris Giorgi

Sara anne Johnson - Artwork
In un giorno nero come la notte
stentano i sorrisi come fossero rinchiusi.
Posso percepirne l’eco
dagli angoli dei miei pensieri
lontani,
opachi,
muti
i miei sorrisi in attimi sbagliati.

365 giorni, Libroarbitrio

“La Débacle, temps gris 1880” Claude Monet

Roma 5 febbraio 2014

Claude Monet

“La Débacle, temps gris 1880”

Vanno perdendosi le ore del sonno in luoghi dove l’irreale si piega al ticchettio invisibile delle ere costellate da disfatti astri brandendo le forme sinuose di compromessi che disserrano segreti vergini racchiusi in labirinti di fanga plasmando circostanze in corsa a degradare la ragione tuttavia sopraggiunge da un inedito mondo un tacito soffio di vento a spazzare altrove l’immaginifico dall’insana mente e in una spirale d’assenso le ore si riavvolgono al suo volere maestoso a quietare il sonno di colei che lo ambisce.

Lié Larousse