365 giorni, Libroarbitrio

Freud e “il complesso di Edipo”

Roma 28 settembre 2013

Che cosa determina la psicologia degli esseri umani?

Il complesso di Edipo

Nel complesso di Edipo, di certo la più popolare fra le dottrine psicoanalitiche, Freud sintetizza la sua rivoluzionaria visione dell’infanzia.

Il bambino non è quell’essere puro e asessuato descritto dalla tradizione; se pur del tutto inconsciamente anche il fanciullo, come l’adulto, è dominato dall’istinto sessuale. 

Anzi, più precisamente, il bambino vive una sessualità “perversa”, ossia egocentrica, fissata negli oggetti d’amore e totalmente “desiderante”, ossia indifferente al principio di realtà.

L’oggetto dell’amore infantile  è in particolare la madre, l’oggetto della sua gelosia il padre, il cui posto egli vorrebbe occupare.

Freud scorse nell’antica tragedia di Edipo un mito fortemente rivelatore dei meccanismi dell’inconscio: nella storia di Edipo, che sposa senza saperlo la madre dopo aver ucciso il padre, anche in questo caso senza piena consapevolezza del proprio atto, è contenuta una fantasia inconscia attraverso cui ogni bambino è destinato a passare.

Dice Freud:

“Come Edipo, viviamo inconsapevoli dei desideri, offensivi per la morale, che ci sono stati imposti dalla natura, e dopo la loro rivelazione noi tutti vorremmo distogliere lo sguardo dalle scene della nostra infanzia”.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

La novella Rosso Malpelo di Giovanni Verga

Roma 14 agosto 2013

Rosso Malpelo Verga

Questa novella sviluppa i motivi fondamentali dell’arte verghiana: l’attenzione al mondo degli umili, perseguitati e vittime  del sopruso dei più forti, la visione pessimistica del mondo, il procedimento assolutamente  oggettivo  della narrazione, la scelta  di un linguaggio popolare che tende a ricreare i modi del parlato, l’abolizione della figura del narratore.

lo studio della teoria evoluzionistica, secondo la quale sopravvivono in natura solo gli individui  più forti  che riescono a imporsi sugli altri, e la consapevolezza  che negli strati più bassi della società umana si manifestano  con più evidenza  le leggi fondamentali della vita, condussero il Verga  all’elaborazione di questa storia esemplare.

Rosso Malpelo  è un ragazzo infelice,  precocemente indurito dal lavoro in miniera, dalla miseria e dai soprusi subiti dagli adulti.

Non avendo conosciuto l’affetto, se non quello  del padre morto  in miniera, non è capace di esprimere  i suoi sentimenti.

Ciò che ripropone nel rapporto con gli altri  è la dura legge dell’accettazione  della violenza  da parte dei più forti  e dell’oppressione   dei più deboli.

Il destino gli riserba la stessa condanna  subita dal padre, la morte in miniera, che non ne restituirà nemmeno il corpo.

Nel racconto è avvertibile la profonda pietà dell’autore nei confronti del suo personaggio, il cui comportamento, anche quando assume un atteggiamento brutale non suscita nel lettore né disgusto né antipatia.

Giudicato cattivo dai cattivi, Malpelo assume una sua eroica  e orgogliosa  dignità che non lo salva dal proprio destino  ma gli assegna per contrasto, una dimensione di vera umanità.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Robert Burns: “il valzer delle candele”

Roma 27 maggio 2013

Robert Burns nasce nel 1759 in Scozia.

Primo di sette fratelli, figlio di contadini, riceve un’ottima educazione scolastica dal padre, da un maestro assunto privatamente e dalla nutritrice che come egli stesso scrive in una sua lettera:” Betty Davidson è colei che lo aiuterà a coltivare i semi latenti della Poesia”, affascinato da Ella che  possedeva la più vasta collezione in tutto il paese di storie e canzoni sulle creature soprannaturali della tradizione popolare scozzese.

Robert inizia a scrivere a quindici anni nonostante le fatiche che lui e la sua famiglia attraversano dovendo lottare contro la povertà e la stanchezza del lavoro nei campi.

La lettura delle opere di Robert Fergusson e di Allan Ramsay protagonisti della rinascita dello Scots come lingua poetica, ispirano Robert a comporre versi su personaggi ed episodi della vita agreste nella lingua e nelle forme tradizionali scozzesi.

In questo stesso periodo inizierà a soffrire di endocardite reumatica,  malattia che lo porterà  alla morte.

Avrà una vita sentimentale molto travagliata e sarà padre di dodici figli da cinque donne diverse.

Intorno al 1786 emigra in Giamaica dove lavorerà come bibliotecario presso la piantagione di un compatriota. Vedrà pubblicare nello stesso anno le sue poesie, il suo primo volume col titolo Poems, chiefly in the Scottish dialect,  al costo di tre scellini.

L’enorme inaspettato successo che vede esaurire nel giro di un mese la prima edizione, lo porta ad Edimburgo per curare la seconda edizione del volume.

Accolto con entusiasmo nei circoli culturali troverà  le forze economiche per viaggiare e tornare nella sua Scozia  dove produrrà una raccolta scritta di canti tradizionali dei luoghi visitati durante i suoi viaggi.

Con l’incisore James Johnson intraprende una straordinaria avventura, creando e pubblicando una raccolta di canzoni scozzesi. Il progetto prevede due volumi, che poi diventeranno sei, per questo lavoro Burns non vuole alcun compenso. diverrà un vero e proprio capolavoro, un opera di enorme importanza perché recupera l’eredità  culturale scozzese, compromessa dopo la Riforma protestante, che aveva scoraggiato la musica secolare.

I testi di Burns sono giunti  fino a noi, basti pensare alla canzone “Il valzer delle candele” famosa in tutto il mondo.

Robert Burns muore nel 1796. La Scozia ne celebra ogni anno il compleanno, il 25 gennaio, festeggiando con i cibi e le bevande cantati dal Bardo scozzese, degustando il  piatto tipico haggis: interiora di pecore e spezie cotte nello stomaco dell’animale  e whisky.

Buon viaggio a tutti!

A domani

LL