365 giorni, Libroarbitrio

Scavando – Gianfranco Ravasi

Isola Tiberina

(Gli occhi per il cuore osservano / l’opposto della riva / dell’imposta vita – Isola Tiberina –  L.L.)

Tra l’indice e il pollice
riposa la mia penna tozza e comoda

sotto la finestra
il suono netto e stridulo della vanga
che affonda nella terra ghiaiosa:
mio padre e suoi uomini che scavano

Io non ho la vanga
per seguire uomini così.
Tra l’indice e il pollice ho la penna.
Scaverò con quella.

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365 giorni, Libroarbitrio

Quantequantequantequantequante!

– Quante verità esistono?

365 giorni, Libroarbitrio

Cosa.Casa L.L.

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voglio lasciare ogni Cosa
tutte quelle Cosa che non servono proprio a niente
– devo fare questa Cosa
– aspetta non ho capito hai detto Cosa?
– vali meno di questa Cosa
– devo avere quella Cosa
– questa Cosa è mia!
infinità di Cosa d’abbandonare all’istante
e correre al capezzale
di quegli uomini e di quelle donne
– quelli lì, sì quelli lì, li vedete!
che la vita sta abbandonando
e ascoltare loro ogni ricordo
e raccontare loro più di un sorriso
più di un pianto
accompagnandoli nella morte
che non si sentano soli
– alla fine uno può essere d’improvviso figlio e ad un figlio corrisponde un genitore!
e io voglio esserlo
ed appropriarmi del loro amore
di quello che un padre e una madre devono
morire di dolore con loro
perché forse questa è l’unica morte che conosco
l’unica praticabile sul colpo
restando inermi
in attesa
che arrivi il cambio del paziente genitore
nuovo padre nuova madre nuovo figlio nuova morte
e mai mai mai mai mai
avere una Casa vuota dove far ritorno.

L.L.