365 giorni, Libroarbitrio

.un giorno magari. – Lié Larousse

Sergio Martinez Painter

.quanta tristezza fa
rincorrere a forza la felicità
se solo la si lasciasse andare
forse si lascerebbe afferrare
accarezzare
respirare
tipo a colazione
in un bar
col sole di traverso negli occhi
una vetrata piena di ditate
e lui
che mi viene incontro sorridendo
ad un appuntamento
che non c’eravamo dati.

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365 giorni, Libroarbitrio

VOGLIO – Gianluca Pavia

Kush

Voglio saturarmi gli occhi
dell’intero possibile,
l’overdose mistica
di un pendolo sfuggente
tra l’uragano e l’arcobaleno,
tra asfalto e nuvole
e pioggia acida dentro un bicchiere.

Cogliere ogni frutto,
purché proibito,
giocare con il libero arbitrio
e scottarmi le dita come un bambino.

Le rughe di un vecchio
il canto di un folle
la stretta che ti coglie
tra i vicoli di una terra lontana,
e non pensare al ritorno
né alla distanza
volare a stile libero
senza ali
né rotta da seguire.

Gianluca Pavia
DuediRipicca
#VLADIMIRKUSHTHEDREAMLAND

365 giorni, Libroarbitrio

KILL AND RUN – DuediRipicca

mario-sanchez-nevadoaegis

ho finito ora, sei ancora sveglio?
casa tua è il cuore dismesso della notte
amante di nessun amore di cui bevo
dolce succo d’arsenico
nel bus abbandonato abbracciati
vestiti di carne cruda
non hai niente da darmi se non
il tuo delirio e la sua sofferenza
non ho niente da darti se non
questi occhi per guardare
te, e il mondo fuori dai vetri appannati,
so già
questo tozzo di pane non basterà per tutti e due e il vino
diventerà aceto colpevole di gelosie,
mentre non taci e sfidi la gente delle case vicine
ci gridano che stiamo calpestando le loro teste sane
i loro cuori puri, le loro anime sante,
stiamo storpiando le loro canzoni, sgrammaticando le loro poesie
– kill and run, mormori mentre t’imbocco, mangiamo pane caldo
questo cielo duro e ogni sua disastrata speranza
– ingoiami pure, ti dico,
– kill and run! kill and run!, piangi.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Lei – Charles Bukowski

roberto-ferri

Dietro quel seno, quelle labbra da baciare
al sapore di pesca, si chiudeva a chiave
e si portava dentro una
piccola dispettosa bambina di cinque anni
lei che non voleva crescere,
che non aspettava altro che
le rimboccassero le coperte calde.
Lei era
magia incompresa, ma io l’avevo capito.
Lei.
C’erano i sogni.
C’era la realtà.
C’era lei che li faceva incontrare.
Occhi.
Quei maledetti occhi mi fottevano sempre.
Ci facevo l’amore solo a guardarli.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Amo la notte con passione – Guy de Maupassant

Luka Lukich Luki

Amo la notte con passione.
L’amo come si ama il proprio paese  e il proprio amore.
D’un amore istintivo, profondo, invincibile.
L’amo con tutti i miei sensi,
con i miei occhi che la vedono,
il naso che la respira,
le orecchie che ne ascoltano il silenzio,
con tutto il mio corpo che le tenebre accarezza.
La notte,
la guardo infittirsi,
la grande  e dolce ombra discesa dal cielo
sommerge la città come un’onda
impalpabile e impenetrabile,
nasconde, cancella,
distrugge i colori,
le forme, circonda le case,
le persone e i monumenti con il suo
impercettibile tocco.
In quei momenti vorrei
strillare di piacere come le civette,
correre sui tetti come i gatti,
e un invincibile desiderio di amare
si accede impetuoso nelle mie vene.

 

365 giorni, Libroarbitrio

SEI TU – Paulo Coelho

L'attesa L.L.

Mi spingi oltre i miei limiti
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità
la mia insicurezza
i miei sensi di colpa
le mie paure
la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore,
un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì
nel profondo della mia anima
ho compreso
ho provato piacere
orgoglio
nel capire quello che provo
nel sapere e adesso so
che amo le cose belle
e so che una di quelle
sei tu…

365 giorni, Libroarbitrio

Versi sparsi & Presto che è tardi – Gianluca Pavia

Mammina

Gli uccelli cantano
la pioggia tintinna
le nuvole rombano
e tu
su un prato verde
o forse un letto,
magari un sacco,
sorridi…

…qui
sulla pista da ballo
una vertigine di luci e sguardi
solo per noi
solo per te.

…mi ha donato
abbastanza pazzia per sopravvivere
mi ha lasciato
mani tozze con cui sopravvivere.

Ce ne andiamo presto
noi che amiamo
sgasare in curva
colpire duro
e brindiamo sempre
in fondo al bancone.
Leviamo in fretta le tende
perché la vita
è un pic-nic
e l’amiamo
ad un centimetro dall’asfalto
un secondo dal k.o.
ad un soffio dalla morte.
Ci siamo presi il meglio
di questi anni
ruggendo come leoni
e chiudiamo la partita
prima che il gioco si faccia duro.
Siamo rimasti per poco
e con poco ce ne andiamo
lasciando forse troppo
negli occhi
e nelle parole
di chi ci saluta
con un fiore.

365 giorni, Libroarbitrio

CON FUOCO GRIDO – Giuseppe Ungaretti

odore di mani

Con fuoco d’occhi un nostalgico lupo
Scorre la quiete nuda.
Non trova che ombre di cielo sul ghiaccio,
Fondono serpi fatue e brevi viole.

Giunta la sera
Riposavo sopra l’erba monotona,
E presi gusto
A quella brama senza fine,
Grido torbido e alato
Che la luce quando muore trattiene.

365 giorni, Libroarbitrio

“Solo” Edgar Allan Poe

Tramonto sul mare di Ostia G.P.

Fotografia di Gianluca Pavia

Da bambino non ero come gli altri,
non vedevo come gli altri vedevano,
né le mie passioni scaturivano
da una fonte comune, e le mie pene
non avevano la stessa sorgente.
Il mio cuore, poi, non si destava
alla gioia in armonia con gli altri.
Io, tutto ciò che amai, l’amai da solo.
Allora, nell’infanzia, nell’aurora
d’una vita tempestosa, trassi
il mistero che ancora m’imprigiona
da ogni abisso del bene e del male,
e dal torrente o dalla sorgente,
dalla roccia rossa della montagna,
dal sole che tutto m’avvolgeva
nel suo autunno colorato d’oro,
dal fulmine del cielo che improvviso
mi sfiorava, scoppiava accanto a me,
dal tuono, dalla furia della pioggia,
e dalla nube che prendeva forma
di un dèmone ai miei occhi,
mentre il resto del cielo era sereno.