365 giorni, Libroarbitrio

“Nuovi Argomenti” William Cliff

angelo-dell amore-olio-su-tela

in alto più in alto un’antenna più in basso c’è la chiglia
che dovrebbe risparmiarci dalle scosse più violente
fra queste i piani abitati sono dipinti di bianco
di nero quelli più in basso dove riposa la merce

su diversi livelli anche gli uomini si dividono
scarafaggi viscosi di pece strisciano invisibili
in fondi dove mai ho arrischiato il mio piede tremante
il capitano alloggia sulla sommità della nave

la mia cabina è sotto la sua poi c’è il capo macchinista
più in là l’ufficiale superiore tutto ruota intorno al gran chiasso
che fanno al centro notte e giorno i pistoni delle macchine

le scale scendono rapidamente verso certe zone
colpite da un divieto che me le rendono inaccessibili
ma dove credo  che la gente si batta e si uccida a volte

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365 giorni, Libroarbitrio

Vivian Lamarque la poetessa di grazia ingenua (ultima parte)

Roma 14 ottobre 2013

Vivian Lamarque è nata nel 1946 a Tesero, un paesino della Val di Fiemme, in provincia di Trento, ma dall’età di nove anni vive  a Milano.

Negli anni Settanta ha pubblicato poesie su varie riviste come “Paragone”, “Nuovi argomenti”, “I Quaderni della Fenice Guanda”.

A partire dagli anni Ottanta sono uscite presso varie case editrici le sue raccolte poetiche: Teresino (1981), Il signore d’oro (1986), Poesie dando del lei (1989), Una quiete polvere (1996).

Vivian Lamarque  ha curato inoltre la traduzione di poeti francesi quali Prévert e Valéry ed è autrice di ninne nanne e fiabe.

Il poeta e critico Giovanni Raboni presenta la poetessa ai lettori della rivista “Paragone” con queste parole:

“…di assolutamente suo, e abbastanza raro, la Lamarque ha questa grazia, questa ingenuità di scrivere poesie come se si trattasse di scrivere un gesto che non ha nulla a che fare con la letteratura”.

Vivian Lamarque

Lontano, in una casa assolata, pigro e paziente, aspettando di essere trovato , in un angolino, il signore d’oro luccicava. 

Vivian Lamarque

A domani

LL