365 giorni, Libroarbitrio

.favela romana. – Lié Larousse

promo-lie libro per discografia e editoria IULM MILANO

 

.conosco il sapore dell’asfalto
a lacerare la pelle, a rompere ossa
e quello del sangue nella bocca,
l’immondizia a macerare in strada
a marcire sotto casa
a parte la puzza di merda, e i vermi e i topi
questo non è niente
preoccupati invece
di quella che trovi nel cervello della gente
di chi si spaventa facile e strilla forte
perché sa pure stare zitto
che per quelli come me
la paura s’è fatta pietà e ha indossato
i panni infami della morte giovane,
e tu potrai sentirti forte quanto ti pare
ma se vedessi da dove vengo io
camminando le mie strade
prendendoti questi occhi e questa testa
messo piede qui
ti tremerebbero le gambe
ma tu non m’ascolti
e visto che tanto insisti
che vuoi farti un giro turistico a tutti i costi
per selfare la nostra miseria, lo schifo e la povertà
non devi arrivare fino in Brasile
né andare tanto lontano
né Napoli, né i sotto borghi di Milano
metti via il portafogli
e prendimi per mano
che dove vuoi andare tu
ti ci porto io
e te lo giuro
il biglietto è gratis
e solo andata.

_______*______

Il mio nuovo romanzo sta arrivando, di cosa parla?
È la storia di un guerriero, un giovane uomo che combatte a mani nude,  corre l’anno 1885 e HA FAME. #boxingnews
_______*______

@lielarousse #poetry #ritratto #like4like#photography #free #roma#photooftheday #words #instagood#poesia #leggere #followme #picoftheday#blackandwhite #sunday #scrittore#editorial #hot #frasi #money#contemporaryart #art #writer #reading#night #girl #photo di @gabriele_ferramola_photo progetto letterario di @duediripicca @gianluca_pavia #booklover #romanzo

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.LaRossa. – di Lié Larousse per l’opera pittorica di Antonio Conte

La Rossa di Antonio Conte per Lié Larousse

.la vedi, sai guardarla,
le scivola fuori dal corpo
l’anima incandescente
ai piedi della notte
in un’ombra iridescente
per impossessarsi di tutto di tutti,
d’altro e dell’altrove,
d’altronde, sorridi perché di lei
t’accarezza ancora il pensiero
eccitato soffia leggero il vento
sulla tua tela i suoi colori
e scolpisci il ricordo
tanto presente ora
che pare sia qui ancora
e non essere invece
appena passato
e pensa se non fossi passato
non avresti questo liquido
estroso dolce piacere dipinto
bello, su di lei.

Lié Larousse

DuediRipicca
poesia di Lié Larousse per l’opera pittorica
#LAROSSA di Antonio Conte

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INFOGLIAMOCI – DUEDIRIPICCA PER SALVATORE GRAF

INFOGLIAMOCI - SALVATORE GRAF

Linee, semplici ma sinuose, sensualità, espressione artistica capace di comunicare una storia all’interno di una storia, così il disegno di Graf diventa la cornice di un racconto ancora non scritto ma che trova la sua narrazione nell’immaginario nostro mentre osserviamo l’opera, nelle reazioni alle emozioni che ci smuovono dentro le fragili figure femminili nate dalla mente dell’artista e possiamo vedere come delle piccole foglie riescano a prendere vera e propria forma da contorsioniste, ma anche di un suonatore di violino, o di un uomo al rientro dal lavoro, immagini che risuonano di fertilità e creatività, della voglia dell’artista di esprimersi abbandonandosi alle pulsioni dell’animale essere umano, senza giudizi né censure ma con la delicatezza del suo tratto. Ecco perché i soggetti di INFOGLIAMOCI sono una fusione tra la morfologia umana e quella vegetale, e possono spaziare dalla forma chiara di una pianta dai riflessi umani, a una silhouette di donna radicata fino a nascondersi in un albero. Il filo conduttore di queste opere è la linfa vitale che anima tanto la mobilità, le attività degli uomini, quanto l’immobilità quasi passiva del mondo vegetale, e le storie raccolte al suo interno sono molteplici, come molteplici sono le emozioni che sappiamo provare, mutabili, come la foglia scossa dal vento, come la gioia soppiantata dal dolore, il bene e il male che si sovrastano camuffandosi l’uno con l’altro, passando attraverso sensualità, desiderio, fertilità, romanticismo, ma anche sacrificio e cruda quotidianità, lasciando l’impressione che, come l’animo umano, la tavolozza dell’artista, sia un corpo intriso di forme e colori il più variegato possibile.
Salvatore Graf, capace di intrappolare ingredienti metafisici in immagini semplici, come il sale della terra, con la sua schiettezza e semplicità torna spesso a ricordarci che se le nostre radici concrete sono ben piantate in terra possiamo nonostante tutte le difficoltà protendere le fronde verso l’infinito, lasciando che il vento ci solletichi l’anima facendoci ballare le foglie.

Scritto da Gianluca Pavia e Lié Larousse per INFOGLIAMOCI mostra personale di Salvatore Graf Visual Artist che avrà luogo durante il POKER D’INCUBI LIVE TOUR sabato 10 giugno dalle ore 20:00 all’ Archeobar Caffè letterario ospiti della serata l’autore Ottavio Mirra e il collettivo Extravesuviana

DuediRipicca
#ARCHEOBARPOKERDINCUBILIVETOUR
Miraggi EdizioniAlter Ego Edizioni

L’evento lo trovate cliccando il link di seguito
https://www.facebook.com/events/2061503510743532/?notif_t=plan_edited&notif_id=1496933476842627

365 giorni, Libroarbitrio

Ed eccoci freschi di stampa per la MIRAGGI EDIZIONI!!!

cover Spietate speranze & .LIE'.
In attesa di scaffali e banconi potrete acquistare le primissime copie già il 10 giugno a Napoli all’Archeobar Caffè letterario durante il Live reading che si terrà per la mostra “INFOGLIAMOCI” personale di Salvatore Graf con gli amici del Premio Racconti nella Rete 2016 , e il collettivo Extravesuviana; e il 16 giugno a Roma presso la Mondadori Store all’Eur dove gli autori firmeranno le copie e vi parleranno di queste due nuove raccolte di poesie: “Spietate speranze” di Gianluca Pavia e .Lié. di Lié Larousse, scritte questa volta singolarmente, il tutto con un POKER D’INCUBI più che servito…
https://www.amazon.it/PokerdincubiDuediRipicca/dp/8893330644

Fotografie di Gabriele Ferramola
www.gabrieleferramola.it

Gianluca Pavia – Lié Larousse
DuediRipicca   
#spietatesperanze
Miraggi Edizioni

 

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VERSILIA LIBRI – POKER D’INCUBI – intervista a Lié Larousse e Gianluca Pavia – DuediRipicca

copertina-poker-fb

VERSILIA LIBRI – Sabato 18 marzo alle ore 12 su Radio Versilia fm 103.5 va in onda la rubrica “Versilia Libri” a cura di Demetrio Brandi. Ospiti DuediRipicca con “Poker d’incubi” (Alter Ego Edizioni). In replica mercoledì alle 12. Il programma si può ascoltare in diretta streaming suwww.tgregione.it .

Tempo da lupi, si direbbe, e da mostri − tutti troppo umani. Fremiti, brividi, respiri che si spezzano. I personaggi di questa raccolta − un inconsueto prosimetro contemporaneo − hanno paura o fanno paura. Qualcuno potrebbe tirare fuori la parola noir, ma forse a sproposito − perché se c’è qualcosa di nero in questi (guarda caso) 17 poesie più 17 testi perturbanti, è il nero che è già nelle cose. Gli autori lo fanno risaltare giocando con l’idea di incubo, ma si tratta in molti casi di incubi fatti da svegli. Dalla prefazione di Paolo Di Paolo

DuediRipicca sono Gianluca Pavia e Lié Larousse, autori di racconti, romanzi e poesie, a due e a quattro mani. Vincitori del Premio “Racconti nella Rete 2016” e di altri importanti titoli singolarmente, creano la prima mostra itinerante di poesia su tela; collaborano con riviste letterarie, pittori, musicisti, e registi. A livello nazionale promuovono e organizzano eventi artistici culturali.
Attualmente in tour per la promozione di POKER D’INCUBI

Per richiedere il reading INCUBI LIVE nella vostra città scrivete a: duediripicca@yahoo.com

Intanto acquistate POKER D’INCUBI
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lo trovate anche sugli scaffali nelle migliori librerie, e al bancone, dei peggiori bar.

DuediRipicca
#POKERDINCUBILIVETOUR

 

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La Regina della Notte – DuediRipicca

La regina della notte - Napoli agosto 2016

La Regina della Notte scivola liscia
sulla superficie increspata delle ombre
per poi struccarsi all’alba
con due gocce di vodka
e lacrime amare.

E’ regina di picche
quando la incontri per strada
e i suoi sguardi affilati
ti si piantano dentro,
sempre senza troppi problemi.
E’ regina di fiori
per una tomba ancora da scavare
e un uomo morto che cammina
sempre sotto braccio,
ma no,
lei non è mai
una regina di cuori.

La Regina gioca con gli uomini
come una Dea capricciosa,
è Eva la prima notte del mondo
con lava nelle vene
e occhi da Medusa
per pietrificarti meglio,
è Elena alla prua della nave
l’unico motivo sensato
per dichiarare guerra al mondo
giustiziando poi per primi
proprio se stessi.

La Regina della Notte ti stende con un sorriso,
una smorfia,
il tremolio di un labbro,
ma poi, di giorno, dentro al suo castello
chiede allo specchio quante lacrime costi
essere la più bella del reame.

Estratto dalla raccolta poetica 
Spietate Speranze,
di Gianluca Pavia

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“La paura dell’inverno” Vicenc Llorca

Treccia Lié per E.G.

No, non dire alla foglia che si fermi:
deve venire l’inverno.
Ammucchia la legna, mangia e aspetta,
aspetta l’ora della neve.
Patire il freddo ti condurrà alla casa dell’anima,
ti farà ricordare
il calore di un corpo in un altro corpo,
e il valore della resurrezione.
Forse non credi che dietro l’onda
che muore contro lo scoglio
sta nascendo la forma di una spiaggia,
una baia, un porto?
Quel che rende così duro il morire
è ignorare per sempre la vita,
come un pianeta
traccia l’ellisse di una luce più grande.
Che temi? Forse il non avere occhi,
che ti sfugga l’intenzione
di possedere le cose,
smettere di creare nella creazione?
Allora, come un aedo,
recita il tempo
nel tempo delle sillabe e dei fatti.

tratto da Canto d’autunno
tradotto da Emilio Cocco

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Vittoria Aganoor (seconda parte)

Roma 21 ottobre 2013

Vittoria Aganoor Pompilj

Di origine armena, Vittoria Aganoor nacque a Padova nel 1855.

In questa città conobbe e frequentò il poeta Giacomo Zanella, che la introdusse nel mondo della poesia.

Trasferitasi a Napoli, fu seguita nelle sue prime prove poetiche dal letterato Enrico Nencioni.

La natura autobiografica dei suoi versi inizialmente la trattenne dal pubblicarli e infatti solo nel 1900 la sua prima raccolta Leggenda eterna vide la stampa.

L’anno successivo conobbe il letterato e uomo politico perugino Bruno Pompilj, che, pieno di ammirazione per i suoi versi, si innamorò di lei e le  chiese di sposarlo.

Poetessa colta dallo stile un po’ classico e un po’ decadente pubblicò nel 1908 Nuove liriche.

Vittoria Aganoor Pompilj  morì prematuramente nel 1910 e il marito, in preda alla disperazione, si suicidò sulla sua tomba poche ore dopo la sua sepoltura.

Postume, nel 1921, vennero date alle stampe le Poesie complete.

 

Noi parliamo, ma so io
quel che pensate
veramente? E voi sapete
quello ch’io penso?
Vittoria Aganoor

A domani

LL

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La comicità dialettale nella poesia II parte

Roma 20 aprile 2013

“Io canto quanto belle, e vertolose

so’ le Vaiasse de chesta cetate;

e quanto iocarelle, e broccolose

massema quanno sogno ‘nnamorate…

Ma non faccio li vierze ‘ntoscanese

azzò mme ‘ntenna onnuno a sto paiese.”

La Vaiasseida, come abbiamo già letto nei post precedenti, racconta le vicende e i costumi delle donne di servizio napoletane, parla dei loro amori, dei loro congressi e delle loro rivolte contro i padroni.

Il matrimonio di Renza, i consigli delle comari, la nascita di una bambina, intrighi di fattucchiere, tutto si riaggiusta in una gran mangiata al Cerriglio per il propizio intervento di Micco Passaro.

La misura del modello letterario e la presenza del ritmo italiano impediscono in queste prove in ottava rima nella forma del poema quella più sicura possibilità di distinzione che la prosa può offrire agli scrittori italiani.

In questo processo di riduzione dell’eroico e insieme risoluzione e integrazione del popolaresco nella cultura e negli schemi della poesia e della società neo-feudale sino agli estremi del Seicento.

A domani

LL

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Cortese il cantastorie

Roma 18 aprile 2013

Giulio Cesare Cortese dopo aver conseguito la laurea in diritto, gli viene affidato l’incarico di assessore a Trani ma dopo la morte del padre si reca a Firenze ed entra in servizio del granduca Ferdinando de’ Medici.

Torna a  Napoli e a distanza di poche settimane viene nominato governatore di Lagonegro.

Durante questo periodo di maggiore serenità inizia la sua produzione letteraria.

Diviene nel tempo autore di Una Vaiasseide poema delle serve napoletane , in dialetto si pronuncia vaiasse, poi di Micco Passaro’nnamurato, storia di un “guappo” probabilmente realmente esistito, e del poema in ottave Viaggio di Parnaso, in parte ispirato dall’opera omonima di Cervantes.

La comicità di Cortese, che accosta materia e lingua dialettali alle forme della letteratura aulica, risiede nella considerazione pessimistica di quanto sia vano ogni tentativo di mutamento sociale.

Benché protagonista dei suoi poemi, infatti, la plebe napoletana è rappresentata da Cortese come semplice imitazione caricaturale della classe aristocratica.

A domani

LL