365 giorni, Libroarbitrio

“L’amore e il cranio” Charles Baudelaire

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Sopra il cranio dell’Umanità siede
Amore. E lì, assiso
come sul trono, lui, profano, ride
d’uno sfrontato riso,

ride e soffia bollicine rotonde
che si levano in alto
come volessero approdare a mondi
sotto celesti volte.

Il globo fragile, luminoso,
si slancia con veemenza,
vomita l’anima leggera esplosa
come aurata parvenza.

A ogni bolla con lamentosa voce
io sento il cranio dire:
questo gioco ridicolo e feroce
quando potrà finire?

Perché quello che la sua bocca espelle,
crudele, e in aria spande,
è, o mostro assassino, il mio cervello,
la mia anima, il mio sangue.

L’AMOUR ET LE CRANE

L’amour est assis sur le crane
De l’humanité,
Et sur ce trone le profane,
Au rire effronté,

Souffle gaiement des bulles rondes
Qui montent dans l’air,
Comme pour rejoindre les mondes
Au fond de l’éther.

Le globe lumineux et frele
Prend un grand essor,
Crève et crache son ame grele
Comme un sogne d’or.

J’etends le crane à chaque bulle
Prier et gémir:
– ” Ce jeu féroce et ridicule,
Quand doit-il finir?

” Car ce que ta bouche cruelle
Eparpille en l’air,
Monstre assassin, c’est ma cervelle,
Mon sang et ma chair!”

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Il canto di me stesso” Walt Whitman

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Il falco maculato mi saetta accanto, mi accusa,
riprende le mie chiacchiere e il mio indugio.
Neanch’io sono stato domato, sono anch’io intraducibile,
Scaglio il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.
L’ultimo rapido raggio del giorno si attarda per me, 

Proietta la mia immagine dietro le altre, come qualsiasi altra esatta sui deserti d’ombre,
E mi attrae nella bruma e nel crepuscolo.
Mi allontano come l’aria, scuoto i miei bianchi riccioli al sole che fugge,
Effondo la mia carne dentro, vortici, la trascino dentro brecce frastagliate.
Mi abbandono ai rifiuti della terra per crescere con l’erba che amo,
Se ancora mi vuoi, cercami sotto la suola delle scarpe.
Difficilmente comprenderai chi sono o che cosa significo,
Ma non di meno sarò per te la salute, 
E filtrerò e rafforzerò il tuo sangue.
Se non riuscirai a trovarmi subito, non perdere coraggio,
Se non mi trovi in un luogo cercami in un altro, 
In qualche luogo mi son fermato ad attenderti.

365 giorni, Libroarbitrio

“Kant”

20101110_russi

Il bosco smeraldo un sortilegio quando il vento
shhhh
fate piano foglioline
o poveri i rami si spezzeranno per il vostro troppo ciondolare,
non sono mica burattini di pezza e legno,
e filo di spago nei vostri sottili piccioli!
Il mare argenteo un sortilegio quando il vento
shhhh
fate piano onde
o povere le acque si dissiperanno dal vostro troppo giogo di cavalcare ,
non sono mica fonti per abbeverarsi
e bocche di spuma nella vostra impercettibile perturbazione!
E voi tutti quale prodigio quando
shhhh
la materia è assente
l’equazione è cielo spazio tempo
il fenomeno la vibrazione
e di nulla si teme in bilico
perché sull’alluce sei equilibrio!

L.L.

“Secondo Kant, gli uomini non possono conoscere la realtà in sé, ma possono soltanto avere l’esperienza possibile di essa. I fenomeni costituiscono il mondo così come appare ai nostri sensi, e non come esso è. Questa concezione del fenomeno ha molto influenzato il modello psicodinamico della psicologia, e le teorie che studiano le interazioni tra mente, cervello e mondo esterno.”

365 giorni, Libroarbitrio

Ride L.L.

Rocky

E quando ci penso la domanda che le faccio è sempre questa:

ma cosa credi sia la vita? Cosa vorresti da lei bambina astronauta?

Ali di petali di tulle indaco vorrei

mani e sorriso per carezzare le lacrime di chi ingiustamente piange

vorrei essere io quella Lei a cui L’etere insaziabile scrive lettere mentre la notte gli si rovescia liscia addosso

eliminare il palcoscenico dal mondo coi suoi attori e le loro maschere e costumi

 città senza catrame

aria che non puzzi d’avidità umana.

La bambina astronauta è sempre accovacciata nell’angolo

con le braccia strette alle ginocchia

e quel casco troppo grande che è diventato il suo rifugio

e allora vado a prenderla per mano

le dico che in fin dei conti ci sarà sempre chi reciterà una miserabile parte ma non importa

perché c’è e ci sarà sempre anche chi lotterà per inseguire i propri piccoli giganteschi irreali sogni

che sa che si farà tanto male per realizzarli ma pure questo non importa

Lui si darà forte contro ogni raggiro

e con un gancio finale ogni inganno crollerà a terra esanime

come in un incontro di pugilato

perché chi vince duro

vince solo per KO.

E la bambina astronauta ride ed io con lei.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

10.000 e più grazie per voi con “Scrivo” Gianluca Pavia

mare ghiaccio

Inseguo parole che svaniscono

tra le labbra,

– non è il momento giusto -,

dico.

È lo stress

i cazzi, i smazzi

e il talento allora?

Il genio?

Non dovrebbero essere più forti?

È che le persone mi stanno sul cazzo

scrivo il mio mondo per perdermici dentro

un labirinto

senza filo da seguire.

Ma anche gli artisti, gli intellettuali

non li tollero proprio,

vomitano paroloni in pose da divi

aforismi stantii e tartine marce

flash e autoscatti

torture medievali chiamate reading.

Tutti fulgidi geni,

tutti a districare l’inestricabile,

tutti senza nulla da dire.

Allora me ne sto a casa

stappo un rosso

e guardo fuori dalla finestra

il mondo fuori di testa

e scrivo

scrivo il mio mondo per perdermici dentro.

G.P.

 

Vi ringrazio tutti 10.156 lettori cari,
per chi è stato solo di passaggio,
per chi si è soffermato su qualche verso
e per chi invece mi segue imperterrito
con tutta la benedizione della Dea della pazienza!

Buon divertimento
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

 

Ebbrezza- dipinto col vino

Folle.

Non peccatore né deviante

straordinario uomo

percosso

dal paradossale

avvento della vita

con le sue gioie ed infelicità

enigmatiche da interpretare

quando t’investono

folli

rottura di due mondi

il vostro irreale incostante credervi vivi

il suo quando ne descrive l’irrealtà vera del viverlo

il suo quando essere lui è essere me

e divenire un tutto quando pensarlo è tremore ovunque

e divenire un tutto quando desiderarlo è tremore ovunque

e divenire un tutto quando sognarlo è squarcio di luce nell’abisso

e divenire un tutto quando scindendoci saremo liberi

ma mai dalla follia liberati.

Folle.

 

L.L.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Nell’acqua” Rezophonic & Caparezza

Ogni astrofisico pensa che la vita sia nata
Con l’esplosione di un’immensa infinita granata
Per i credenti, nada
La Terra fu creata
Da un essere supremo in meno di qualche giornata

Ebbene si, lascia che seguano libri di Genesi
Anche se c’è chi si dilegua come Phil coi Genesis, si
I testamenti dispensano nemesi ma
In fondo sono popolari più di Elvis in Tennessee

Mi chiedi: “Credi a quelli là?
O credi a questi qua?
Dimmi qual è la verità
Chi la merita?”
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua

Né là né qua, ma nell’acqua
Né là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!

Sono un credente, eccome! Io credo in Poseidone
Perché se l’acqua scompare… dopo un po’ si muore
Io nella commedia della vita voglio recitare
Anche una particella elementare come Positrone

Perciò non credo a quelli là
Né credo a questi qua
Tu vuoi da me la verità?
Bè, la verità
La verità non è là
La verità non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua

Né là né qua, ma nell’acqua
Né là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!

Né là né qua, ma nell’acqua
Né là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!

E io non seguo gli schemi
Di chi mi crede nato dagli atti osceni degli alieni
Non credo nella cometa
Che fecondò questo pianeta
In un colpo di reni

Io venero Atraua
Dio dell’acqua degli Aztechi
Ti condanna se la sprechi
Se ti ci anneghi e la neghi
Se dici che te ne freghi
Sedici Mesi di siccità
E allora capirai che la vita non sta

Né là né qua, ma nell’acqua
Né là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!

Né là né qua, ma nell’acqua
Né là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!

Ma nell’acqua…
Ma nell’acqua…

Né là né qua, ma nell’acqua!
(Né là né qua, ma nell’acqua!)
Ma nell’acqua
(Né là né qua, ma nell’acqua!)
Ma nell’acqua
(La vita non è là, la vita non è qua)
Né là né qua, ma nell’acqua!

Ma nell’acqua…
Ma nell’acqua…

365 giorni, Libroarbitrio

Bambina Astronauta

Questo pomeriggio ho camminato nelle scarpe di qualcun altro.
Ho bevuto alcool puro con la bocca di un altro.
La mente si ingrigiva annerendosi in un altro misero minuscolo cranio.
Poi il vagito di una bambina si è elargito nelle mie orecchie
io con esse ho ascoltato il volto suo spaventato
che si è presentato in versi ai miei occhi che hanno visto.
Tutti i nessuno.
E mi sono costruita questa tana
per accomodarmi dal mondo
è piccolissima
posso starci sola ed in ginocchio
ho indossato un casco d’astronauta
ho creato un vortice d’etere grandissimo
e ci ho rovesciato il mondo al suo interno
le attese con i loro attimi
il nudo con l’essere e i suoi cenci
le urla senza vocali
la memoria senza aspetto ed incolore
il silenzio zitto.

Mi sono costruita questa tana
ed ora comoda
non c’è nessuno
il pericolo è niente.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Straniero alito di mare”

Roma 2 marzo 2014

Mare di ghiaccio F.C.D.

Da sospiri di corallo voi scintillio d’argento dal fiato della marea voi straniero alito di mare venite spinto a sovrastarci tutti tra onde impietose a scontrarvi col cielo per farlo vostro vostro soltanto ed essere dell’etere dominatore creato da turbine di sale e sabbia concepito dalla mente di Costei che con irrequieta vertigine narra le vostre gesta mio Signore con liquido indelebile inchiostro per farvi al mondo conoscere alla sua digiuna gente e ora che di voi scrivo ogni tutto temo più dell’attimo prima dell’originario terrore mio nel contemplare la vostra oscura luce più del primo udire voi voce musicata da blu abissi voi magnificenza della perfezione quale ritraete e sì è vero siete il mio Dio e sì è vero siete il mio Demone e io sono la Terra già vostra grafite tra gli astri destinatavi da epocali ere percossa dalla opalescente salsedine saliva vostra che irrora questo terreno corpo costellato da spiragli di universi infiniti segreti celati introvabili pure per Costei che lo possiede e voi masticate vento nelle mascelle digrignando fogli madreperla scolpiti nell’apice dell’essere dell’umanità tutta corroso dell’intemperia che tenta di scalfirvi ma nulla può contro la volontà vostra di combattente e nulla può contro la volontà mia di devota dell’incontrovertibilità d’agognarvi qui nel culmine scalfito dall’immondo desiderio quando di solennità altera sopraggiungete donandomi la pace che solo la perdizione adula.  

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Senza di te che cosa sarei stato” Novalis

Roma 22 febbraio 2014

Novalis

Senza di te che cosa sarei stato,
senza di te che cosa non sarei?
A timore e angosce destinato,
nel vasto mondo solo starei.
Non saprei con certezza che cosa amare,
uno scuro abisso sarebbe il futuro;
e se a fondo il mio cuore si turbasse,
a chi io potrei dire la mia cura?
Solitario, roso da amore e struggimento,
una notte mi parrebbe il giorno;
seguirei soltanto con lacrime ardenti
la vita nel suo selvaggio corso.
Nel  tumulto troverei tormento,
e a casa il cruccio che fa disperare.
Chi resterebbe senza un amico in cielo,
chi resterebbe qui sulla terra?
Ora che Cristo a me si è rivelato
e sono certo della sua presenza,
con quale rapidità la vita con il suo raggio
distrugge le tenebre sconfinate!

da Canti spirituali, I

A domani
Lié Larousse