365 giorni, Libroarbitrio

Rosari – Collezione Oriunda Jewels

Lié Larousse ph Gabriele Ferramola

 

.se i nostri sogni
combaceranno anche domani
al tuo risveglio
vi porterò con me.

 

Per la Collezione di Rosari artistici di Oriunda jewels

Un grazie speciale a Valentina Barella artigiana del gioiello, ideatrice del marchio #OriundaJewels, per l’amore buono e sincero che mette in tutte le sue creazioni.

Fb: www.facebook.com/oriundajewels
web: www.oriundajewels.com
mail: oriundajewels@gmail.com

Il Laboratrio
ABOUT Fucina Orafa Milano
Via Francesco De Sanctis 34, 20141 Milano

Fotografia di Gabriele Ferramola

Vivete con amore 

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

.favela romana. – Lié Larousse

promo-lie libro per discografia e editoria IULM MILANO

 

.conosco il sapore dell’asfalto
a lacerare la pelle, a rompere ossa
e quello del sangue nella bocca,
l’immondizia a macerare in strada
a marcire sotto casa
a parte la puzza di merda, e i vermi e i topi
questo non è niente
preoccupati invece
di quella che trovi nel cervello della gente
di chi si spaventa facile e strilla forte
perché sa pure stare zitto
che per quelli come me
la paura s’è fatta pietà e ha indossato
i panni infami della morte giovane,
e tu potrai sentirti forte quanto ti pare
ma se vedessi da dove vengo io
camminando le mie strade
prendendoti questi occhi e questa testa
messo piede qui
ti tremerebbero le gambe
ma tu non m’ascolti
e visto che tanto insisti
che vuoi farti un giro turistico a tutti i costi
per selfare la nostra miseria, lo schifo e la povertà
non devi arrivare fino in Brasile
né andare tanto lontano
né Napoli, né i sotto borghi di Milano
metti via il portafogli
e prendimi per mano
che dove vuoi andare tu
ti ci porto io
e te lo giuro
il biglietto è gratis
e solo andata.

_______*______

Il mio nuovo romanzo sta arrivando, di cosa parla?
È la storia di un guerriero, un giovane uomo che combatte a mani nude,  corre l’anno 1885 e HA FAME. #boxingnews
_______*______

@lielarousse #poetry #ritratto #like4like#photography #free #roma#photooftheday #words #instagood#poesia #leggere #followme #picoftheday#blackandwhite #sunday #scrittore#editorial #hot #frasi #money#contemporaryart #art #writer #reading#night #girl #photo di @gabriele_ferramola_photo progetto letterario di @duediripicca @gianluca_pavia #booklover #romanzo

365 giorni, Libroarbitrio

E’ “TEMPO DI LIBRI” POKER D’INCUBI ALLA FIERA DI MILANO

fiera milano

Bella gente di Milano e dintorni
dal 19 al 23 aprile con POKER D’INCUBI e tanti amici scrittori saremo presenti alla nuova fiera nazionale dell’editoria!
Alter Ego stand F32, padiglione 2, Fiera Milano Rho, e VOI?
Non venite a trovarci?

https://www.amazon.it/PokerdincubiDuediRipicca/dp/8893330644

Gianluca Pavia e Lié Larousse
DuediRipicca #POKERDINCUBI
Alter Ego Edizioni

365 giorni, Libroarbitrio

ALASKA – Elio Germano , Claudio Cupellini

alaska--258x258

“Viviamo tutti in un mondo che mette al centro di tutto la felicita’.
Tutti pensiamo che sia uno degli obiettivi principali
e per ottenerla cerchiamo di scavalcare il prossimo.
Ci arricchiamo sempre a danno di qualcun altro
fino a capire che
la vera felicita’
e’ dare qualcosa a qualcun’altra piuttosto che prendere.
Alaska e’ fatto di romanticismo,
slanci e visceri fin dentro la sfera dell’irrazionale.
C’e’ anche qualcosa di epico,
nel senso che e’ anche una favola
con tanto di draghi e cavalieri”

E.G.

365 giorni, Libroarbitrio

.sono dolci gli uccellini quando cantando al mondo pare di ascoltar di una mano che li carezza. – Lié Larousse

Linda de Luca

Opera di Visual Art di Linda de Luca

.eppure gli uomini non s’affamano
con l’andare dedito alla strada,
i loro artigli non graffiano il cielo
se solo al vento è devoto il cuore
e i miei terrori invece
rapiscono i sogni
rapinati dalla mia impotenza
di quelli che mai vorresti avere incubi
loro non camminano col mio d’andare
però scalfiscono una via nell’aria
– non uccidermi più – vorrei implorarti
ma l’improvviso
quando appari luminoso da quel nulla
è così intriso d’angoscia che non riesco
desistere all’inesistenza di piegarmi
e daccapo m’imprigiono prigioniera
– non uccidermi più – vorrei implorarti
la mia guerra
nel voler colmare la tua cattiveria nel buono
non ha più terra da battere
è estenuata della stanchezza triste
di chi non ha più un solo risveglio
e tu Dio che m’hai addormentata,
m’hai negato la pace
costringendomi a fluttuare su mari
senz’acqua né terre
in lontananza d’approdo
in lontananza dall’uomo.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Lettere a Sibilla Aleramo” Clemente Rebora

green-abyss-giulio-aristide-sartorio

O dei grilli in cadenza solitaria
ai poggi senza stelle
dentro il bagnato alitare dell’aria
tenui serenatelle!

Cos’è la vita con sue le rabbie a voi
persi nei solchi fuori
all’ombra inerte, o di silenzi a noi
dolcissimi cantori?

Anima, intona la tua voce e nulla
non domandare più:
cantati la canzone della culla
mentre declini giù.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“L’illusione” Federico De Roberto

Perché tu manchi sempre in questo sempre fatto d’attimi manchi di più mentre sentirti presente è subito ora adesso profumo di ricordo inventando giorni mai vissuti  sussurrando all’aria preghiere risuono della tua voce nel sogno.
-Perché non mi vieni più a trovare?
Stai lasciando spazio troppo spazio che si fa largo sradicando i cardini delle mie porte di radici asciutte dal tempo a tutti loro ma se voi morti siete capaci come Dio d’ascoltare i pensieri allora ascoltami la mente che ti domanda:
-Vienimi a cercare! Nonno, ohé nonno!… (L.L.)

gDipinto dell’esimio Artista Mabel Rollins Harris ( American )

– Il nonno! il nonno!… Arriva!… Eccolo qui!
Lasciata a precipizio la finestra, ella si mise a correre, insieme con Lauretta, per la casa; gridò dietro l’uscio della camera della mamma: – E’ arrivato!… E’ qui!… – scappò a chiamare le persone di servizio: – Stefana!… Camilla!… – e tornò verso l’anticamera sgolandosi:
– Nonno!…Nonno!…Eccoci, nonno!…
Il nonno, seguito dal portinaio e dal facchino con le valige, era a mezza scala quando ella gli arrivò dinanzi. Abbracciatala e baciatala sulle due guance, esclamò:
– Teresina!…Come stai? Come sta la mamma?
– Bene, nonnuccio… tutti bene!…Anche Lauretta… Dove s’è cacciata?… Toh: eccola lì!…
E scoppiò a ridere perché la sorellina, rimasta indietro, ansimante, scendeva appena allora i primi gradini, uno alla volta, strettamente afferrata alle bacchette della ringhiera. Allora ella risalì di corsa e traversò di nuovo la fila delle stanze, gridando:
– Mamma!… Ohé, mamma, non senti?…E’ arrivato, è qui!
La mamma, ancora un poco pallida, usciva in quel momento dalla sua camera mezzo buia; ella le si buttò addosso, con le braccia aperte:
– Ma vieni!…Fa’ presto!…Eccolo, guarda!
E mentre il nonno, entrato, abbracciava stretto stretto la sua figliuola, ella gli gridava attorno, saltellando, tirandolo per le falde dell’abito, rovesciando domande sopra domande:
– E quando sei partito?…Quanti giorni sei stato per via?…Hai fatto un bel viaggio?… Che si dice in quella brutta Milazzo?… Nonno, ohé nonno!…

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

Edna St. Vincent Millay “L’amore non è cieco”

Roma 22 novembre 2013

Edna St. Vincent Millay

Quando mi lascerai tu,  a me più caro
oggi d’ogni parola che io scriva,
né più sarai il guardiano del mio cuore
di cui sarà ridata a me la chiave –
e non sarai – come mi sembri ora –
il sole, da cui muove ogni splendore
in un cerchiato nimbo, né un infranto
raggio di luna che si tuffa in mare,
di questo istante mi ricorderò
e piangerò, come mi vedi ora,
la tua pena d’amore, come un fiore
timoroso di morte ma assonnato
che osserva un poco languido e sgomento
il vento in cui disperderà i suoi petali.

Da Edna St.Vincent Millay, L’amore non è cieco, a cura di Silvio Raffo,
Crocetti Editore, Milano 2001

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Osip Mandel’stam : i Quaderni di Voronez

Roma 20 novembre 2013

Osip Mandelstam

Non come una bianca farfalla farinosa
renderò il debito di cenere nella terra –
voglio che il corpo dotato di pensiero
si faccia strada, paese:
corpo vertebrato, carbonizzato,
cosciente della propria estensione.

Grida di rami verdiscuri di conifere,
corone profonde come pozzi
trascinano la vita e il tempo caro
appoggiandosi a cavalletti di morte –
cerchi di rami  di conifere decorate con la bandiera rossa,
grosse corone a grandi lettere!

Andavano i compagni dell’ultima leva
al lavoro nei cieli duri
in silenzio la fanteria s’è portata
le esclamazioni dei fucili sulle spalle.

E migliaia di pezzi di artiglieria antiaerea –
di pupille marroni o azzurre – andavano
in ordine sparso – uomini, uomini, uomini –
chi continuerà per loro?

21 luglio 1935

Da Osip Mandel’stam, Quaderni di Voronez, traduzione di Maurizia Calusio, Mondadori, Milano 1995

A domani

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Thomas Stearns Eliot “Animula”

Roma 18 novembre 2013

T.S.Eliot

” Esce di mano a Dio, l’anima semplicetta”
Giunge in un mondo piatto di luci cangianti e rumore,
che è chiaro o scuro, umido o secco, freddo o caldo;
sgattaiola fra le gambe di sedie e giocattoli,
avanza ardita, si spaventa subito,
si rifugia nel cantuccio di braccia e ginocchia,
vuole essere rassicurata, trova piacere
nella fragranza luccicata dell’albero di Natale,
trova piacere nel vento, nel sole che splende e nel mare;
studia i giochi di luce sul pavimento
e i cervi che corrono intorno a un vassoio d’argento;
confonde quel che ha intorno con la fantasia,
appagata dalle carte e da re e regine,
dalle imprese delle fate e dai racconti della servitù.
Il duro fardello dell’anima che cresce
imbarazza e offende sempre più, di giorno in giorno,
di settimana in settimana, sempre più offende e imbarazza
con gli imperativi di “essere  e sembrare”,
“si può e non si può”, desiderio e controllo.
La pena di vivere e la droga dei sogni
raggomitolano l’animuccia nel vano della finestra
protetta dall’Enciclopedia Brittanica.
Esce di mano al tempo l’anima semplicetta
irresoluta ed egoista, sgraziata, zoppa,
incapace di andare avanti o retrocedere,
temendo la calda realtà, il bene offerto,
negando il pungolo del sangue,
ombra delle proprie ombre, spettro nel proprio buio,
lasciando carte in disordine in una stanza polverosa,
vivendo per la prima volta nel silenzio dopo il viatico.

Prega per Guiterriez, avido di velocità e potenza,
per Boudin, dilaniato da un’esplosione,
per questo che fece un’ingente fortuna,
e quello che andò per la sua strada.
Prega per Florent, che i segugi uccisero fra i tassi,
prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita.

Da T.S.Eliot, Il sermone del fuoco, a cura di Massimo Bacigalupo, “Corriere della sera”, Milano 2012

A domani
Lié Larousse