365 giorni, Libroarbitrio

una poesia quasi inventata – Charles Bukowski

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ti vedo mentre bevi a una fontana con minuscole mani blu, no, le tue mani non sono minuscole sono piccole, e la fontana si trova in Francia da dove mi hai scritto l’ultima lettera e ti ho risposto senza avere più tue notizie.
scrivevi sempre poesie folli su
DIO E GLI ANGELI, tutto in lettere maiuscole, e
conoscevi artisti famosi e quasi tutti erano tuoi amanti, e ti risposi, va bene così, continua pure, entra nella loro vita, non sono geloso perché non ci siamo mai visti. ci siamo trovati vicini quella volta
a New Orleans, separati da mezzo isolato, ma non ci siamo mai
incontrati,
mai toccati,
così tu andavi con la gente famosa e scrivevi sulla gente famosa e ovviamente scopristi che le persone famose si occupano solo della propria fama – non della bella ragazza che si sveglia la mattina per scrivere poesie in lettere maiuscole su
DIO E GLI ANGELI.
sappiamo che Dio è morto, ce l’hanno detto, ma a starti a sentire non ne ero più sicuro. forse era per via delle maiuscole. eri una delle migliori poetesse e lo dissi agli editori,
ai redattori
<< pubblicatela, pubblicatela, è matta ma ha un tocco magico. non c’è falsità nel suo fervore.>>

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