365 giorni, Libroarbitrio

La poesia di Vittoria Colonna

Roma 2 marzo 2013

Michelangelo suo devoto

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Grazie alla risolutezza del suo temperamento Vittoria Colonna si affermò con successo agli albori del Cinquecento. L’inizio è scandito da versi in memoria del marito defunto, poesia e preghiera si fondono indissolubilmente creando a rigor di rime una luce avvolgente attorno all’amato Ferrante d’Avalos divenendo egli stesso il suo sole. Sempre più incline a meditare sul sacro, Vittoria si dedica alla poesia religiosa celebrativa dell’amore divino nutrendosi di classiche letture. I riflessi del platonismo, le inquietudini dell’età riformistica, sul piano letterario, il magistero di Petrarca , influenzeranno la sua scelta di una produzione letteraria  di rigorosità morale, limpida e nitida, ove le ombre imperfette del suo “Io” non  possano oscurare alcuno dei veri sentimenti “perché ogni sentimento umano si dissolve nell’incandescenza della carità. L’unico Sole è Cristo”. Pertanto anche se in un primo momento la sua opera può apparire fondata su di  un eccessivo autocontrollo talle dubbio viene svelato al suo esordio, quando sceglie il marito come destinatario di liriche ispirate al Canzoniere petrarchesco ” in cui l’amore è adulterino (secondo antica tradizione), e pertanto illegittimo da un punto di vista cristiano” . Ella si muove nel segno di una letteraria trasgressione , infrangendo un topos costruisce tutta la sua opera di poesia.

Il più celebre fra i suoi devoti fu Michelangelo che le dedica pensieri scritti e opere pittoriche definendola “donna alta e sincera donata dal Cielo alla terra sott’un candido velo”  .

Dalle arti tutte allo stile di vita, Vittoria Colonna, rappresenta la perfetta espressione del Rinascimento.

A domani

LL