365 giorni, Libroarbitrio

Socialmente disturbata o disturbata dal sociale? – L.L.

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Ancora non l’ho capito
Sarà
Perché io non mangio
quello che voi mangiate
Perché io non parlo e non sto zitta
come voi dite o tacete
Perché io non dormo
come, dove e quando voi dormite
Perché io nascondo il mio volto
quando voi invece non fate vedere la vostra faccia
Perché io amo la pittura delle nuvole e giocare col cielo
mentre voi amate plasmarvi dai plasma impilati nei centri commerciali
Perché io sono puntuale e ho i capelli rossi
voi non avete orologi e occhi solo per le bionde e le brune
Perché io non sono commestibile, gestibile né digeribile
voi ingurgitate gestite e digerite tutta la merda che vi passano per “alta cucina”
Perché io nonostante tutto rido e sono felice
voi avete musi lunghi e ridete per deridere
Perché io sono complicata come quello che scrivo
mentre a voi piacciono le cose facili, parole frasi cliché da cogliere al volo e copiare
Perché io non sono niente che già conoscete e il nulla di sicuro
e in un primo momento volete stare con me
ci fate su pure un bel pensierino
ma l’attimo dopo
il cervello v’è andato in tilt
e ve ne state alla larga
nei vostri limiti di tutto questo essermi diversi

Ed ora, come sempre, state pensando
– che stronza, arrogante e presuntuosa.

Io mi sento solo sola.

Ma per carità,
restate dove state!

 

 

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365 giorni, Libroarbitrio

“una vetrata” Charles Bukowski

manara

i cani e gli angeli non sono
molto diversi.
vado spesso in questo posto
a mangiare
alle 2 e 30 circa del pomeriggio
perché tutti quelli che mangiano
lì sono particolarmente tonti
contenti semplicemente di essere vivi e
mangiano fagioli
accanto a una vetrata
che trattiene il calore
e tiene lontane le macchine e
i marciapiedi.

ci danno gratis tutto il
caffè che riusciamo a bere
e ce ne stiamo seduti e beviamo in silenzio
il caffè nero è forte.

è bello stare seduti in un posto
nel mondo alle 2 e 30 del pomeriggio
senza che ti strappino la carne
dalle ossa, anche
se siamo tonti, lo sappiamo.

nessuno ci dà fastidio
non diamo fastidio a nessuno.

gli angeli e i cani non sono
molto diversi
alle 2 e 30 del pomeriggio.

ho il mio tavolo preferito
e quando ho finito
raccolgo i piatti, i piattini,
la tazza, le posate
ordinatamente –
il pegno che pago alla mia buona sorte –
e quel sole
fa un buon lavoro
dappertutto
qui
nel
buio.