365 giorni, Libroarbitrio

LE STREGHE – Gianluca Pavia

le-streghe

L’uomo tende a chiamare
streghe
le donne di cui
teme il potere,
la loro magia
che accende le luci
alla torre più alta
come a un monolocale
fuorimano.
Le teme
perché mai si chinano
se non
per fare l’amore.
E io la amo
la caccia alle streghe,
le scovo nei pertugi
più scuri
e insieme
balliamo l’ultimo tango.
Una rosa tra i denti,
spine sul palato
un bacio denso sangue,
e insieme
accendiamo la luce.

Gianluca Pavia
DuediRipicca

365 giorni, Libroarbitrio

Chapeau! – DuediRipicca – per e a tutte le vittime di tutte le catastrofi…

La parola è magica,
sa volare
e rimanere su carta,
agli angoli del cuore.
Rianima l’anima,
ci passa su col sapone.
Riflessi lenti
di luce
fendono il nulla,
rischiando di rischiararlo.
La parola
sa trasformare
il frastuono del mondo
in un notturno
di Chopin.
Chapeau!

365 giorni, Libroarbitrio, Pubblicazioni

RiNato – L.L. per “Rebirth – Photo Project di Eduardo Fiorito”

bambina nel tempo - fotografia di Eduardo Fiorito

Avvengono accadimenti sottili
nel succedere della vita
inseguire riflessioni costanti
che costantemente sfuggono
vorticando suggestioni nella mente
e non si sa raccontare
il pensiero intriso d’immagini
farlo proprio e poi perderlo
prima di narrarlo
allora, in questo momento scegli
di partire e creare
la storia di un viaggio
che canterà di un tempo
lungo due anni
di lungimiranti visioni ammirate
esoterica cognizione umana
dove a fare da guida è il proprio Io
unico ideale compagno
col primo passo scalpitante d’infante
curioso osserva l’obiettivo
gettandosi alla scoperta
della nascita la ricerca
della terra ne fotografa la sostanza
del cielo viene alla luce l’entità sacra
dell’essere
uomo
si diviene nel mezzo
ed estrapola la magia
del rinascere rinato
nel cammino mistico dell’esplorazione
manipolata dall’umana natura.

 L.L.

11.02.2016
REBIRTH
Vernissage
dalle 18:30 alle 21:30
presso Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi 1A
Roma
http://www.eduardofiorito.com

365 giorni, Libroarbitrio

L’illusionista Sylvain Chomet e il confine del disarmonico mio

disponetevi tutti ad una discreta distanza
voi là
miei mostri
miei provocatori
difformi e dissennati
miei dispari miei differenti
voi miei dissepolti
miei disturbatori di disordine
disponetevi tutti da quella parte
proprio là
quello
è il confine del disarmonico, mio.

l'equilibrio

365 giorni, Libroarbitrio

“Ode su un’urna greca & Ode a un usignolo” John Keats

Ricardo Fernandez Ortega

Avere un sorso di vino!
Da lungo, lungo tempo
raffreddato nelle profonde caverne della terra,
dal sapore di Flora, di campagna verde,
danze, canti provenzali, e allegria solare!
Poter bere una coppa colma del caldo Sud,
colma di rossa, vera Ippocrene,
con perle, bollicine scintillanti all’orlo,
e la bocca una purpurea macchia;
potessi io bere, e non visto abbandonare il mondo
e via, con te svanire nella foresta oscura.

Via! Via! Volerò da te, 
non portato da Bacco e dai suoi leopardi,
ma sulle ali invisibili della poesia,
anche se lenta e dubbiosa la mente indugia:
con te, di certo, tenera è la notte…
Ma qui non c’è alcuna luce,
se non quella che dal cielo le brezze hanno soffiato 
attraverso verdeggianti oscurità
e tortuosi sentieri di muschio

365 giorni, Libroarbitrio

Lié Larousse e il Guerriero Poeta

L.L.

Lié Larousse nasce in un circo itinerante tra stoffe di taffetà ruvida seta in baco e carta straccia. Non sa che giorno fosse né l’anno né la direzione che prese il treno, forse spinto sulle rotaie dal canto stridulo di ogni palpitante sterzata o forse dalle urla del parto di un’ipotetica madre immaginata sotto ogni forma. Quel che è certo, è che, quell’ammasso di ferro legna e carne in transito era vivo, colmo di saltimbanchi, clown, bestie, lustrini e paillette.

– Lié faceva caldo, quello, si me lo ricordo, ma fuori di qui cara, un freddo, quello anche mi ricordo, e poi non insistere con me, chiedi a Mr Freak ti saprà dire di più – .
Mr Freak, bellissimo, alto l’inimmaginabile irremovibile dal suo sgabello con la fisarmonica in grembo e l’armonica alla bocca, appena la vedeva sbucare dal nulla la spostava di lato col bastone argenteo imperando -Fsthgrfth!- .

Lié continuò a chiedere.

Chiese a tutti, ai giocolieri con le clave, a Sir Amour il clown così tanto triste d’esser meravigliosamente felice,  al mangia fuoco Evviva con la tutina gialla aderente e le polpette puzzose di petrolio, alla signorina Edena la donna più bella dell’universo con tre capezzoli, ai due antichi teatranti Ostilis, a Cano lo straordinario pianofortista quadrupede, al triste Robért col trucco sempre al contrario e il diario nascosto che solo lei sapeva dove trovare.
Nulla.
Nebbia .
Ombre.
Ogni risposta una chiusura di porte senza maniglie.
Inerme ad ogni ingresso riappariva lui, bellissimo, ad attenderla sempre, l’incomprensibile Mr Freak.

Ma si narra che fu all’imbrunire di un tempo senz’etere, che un uomo, con la mascella serrata e gli occhi di sangue, vestito di cicatrici d’acciaio salì sulla carrozza 17 di quel malridotto treno. Stese una coltre di cellulosa ricoprendo l’intera cabina che iniziò a riempirsi d’acqua di mare e le sue mani elettrizzate dalle correnti vorticarono una tempesta di dipinte parole e pesci mille colori nuotavano balzando di vagone in vagone e sabbia dorata ondeggiava nella forma dei desideri e zampilli d’acqua cristallina si infrangevano contro lamiere e corpi componendo musica di tutte le note. Gli abitanti del treno si precipitarono ad ammirare la magia, e tra chi applaudiva entusiasmato e chi vociferava pettegolezzi la voce dell’incomprensibile Mr Freak, bellissimo, alto l’immaginabile irremovibile dal suo sgabello con la fisarmonica in grembo e l’armonica alla bocca, mise tutto a tacere imperando:
– Lié, lui è il Guerriero Poeta. Tuo Fratello! –

Così oggi, ad un età inconsapevole, con i capelli spagliati di un colore incolore, vi presento storie di genti del mondo, com’erano e in astratte forme come saranno, qui, dietro le quinte di questo palcoscenico fluttuante leggerete l’idillio della vita degli esseri quali siamo dove conduce. Col mio unico ricordo. Vero. Solo mio. Che d’improvviso di giorno o in sogno m’appare, col profumo caldo di neve silenziosa e sale marino.

Lulù

Come è nel vostro verbo
sarò acqua
liscia e trasparente
 fluirò via
mescolerò cammini

e gradino 
dopo gradino
scoprirò chi sono
creando già da ora
il mio oggidomani
grazie 
Guerriero Poeta.
Lié

365 giorni, Libroarbitrio

Corrado Govoni “La Trombettina”

Roma 17 settembre 2013

La Trombettina

Ecco che cosa resta

di tutta la magia della fiera:

quella trombettina,

di latta azzurra e verde,

che suona una bambina

camminando, scalza, per i campi.

Ma, in quella nota sforzata,

ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi,

c’è la banda d’oro rumoroso,

la giostra coi cavalli, l’organi, i lumini.

Come, nel sgocciolare della gronda,

c’è tutto lo spavento della bufera,

la bellezza dei lampi e dell’arcobaleno;

nell’umido cerino d’una lucciola

che si sfa su una foglia di brughiera,

tutta la meraviglia della primavera.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

La Poesia salva la vita

Roma 4 agosto 2013

Poesia

Muse, che tante volto ributtai,

importune correte a’ miei dolori,

per consolarmi sole ne’ miei guai

con tai versi, tai rime e tai furori,

con quali ad altri vi mostraste mai,

che de mirti si vantan ed allori…

Giordano Bruno

Le mie poesie portano un dolce profumo

come nell’aiuola tua preferita il giacinto.

Herman Hesse

E’ povero il mio dono, flebile la mia voce,

ma io vivo il mio essere sulla terra

 è di consolazione a qualcuno…

Evgenij  Baratynskij

Ti servono davvero le mie rime?

Ti danno coraggio e cibo nelle chiare

nelle scure tue solitudini preziose…?

Gerardo Diego

Rima, sonora compagna…

un tempo il tuo bel cinguettare

calmava l’anima mia,

la mia angoscia sapeva addormentare,

mi blandivi e vezzeggiavi,

lontano dal mondo mi portavi

in remote terre di magia.

Aleksandr Puskin

Le parole della poesia, come aboliscono

la morte desiderandola, così annullano

il dolore.

Toti Scialoja

A domani

LL

Spunto di lettura:
Antologia illustrata della poesia
Elvira Marinelli
Demetra Editore

365 giorni, Libroarbitrio

Tutto inizia e finisce con il Circo V

Roma 5 gennaio 2013

L’importanza letteraria dello  spettacolo dei giullari 

Oveunqua eranu iullare,

tutti currunu per iocare:

cythari cum timpani et sambuci,

tutti gianu cantando ad alta voce.

Così viene descritto con incantevole semplicità l’accorrere festoso della gente all’arrivo del giullare. Così l’incanto e la magia avvolgevano lo spettacolo del giullare, la sua esibizione sul palco di legno da lui stesso allestito era un evento colmo di valenze mitiche ed emotive, ma era anche occasione di apprendimento e di conoscenza. I giullari infatti propagavano idee e notizie degli altri paesi; gli avvenimenti storici e di cronaca che essi narravano erano spesso l’unica occasione per mettersi al corrente di quanto avveniva fuori dell’ambito limitato delle proprie mura: il giullare si fa strumento di circolazione delle mode, dei costumi e di pensiero, talvolta anche diventando veicolo di eresia o di idee politiche comunque sovvertitrici. Infatti il re di Francia Carlo VI dovette nel 1395 emanare un editto da cui si evince chiaramente che nei canti dei giullari si trattavano argomenti scottanti e politicamente delicati:

Tratto da un manoscritto dell’epoca, testo francese tradotto in italiano, Gautier  1878

” Noi proibiamo a tutti i dettatori, autori di detti e di canzoni e a tutti gli altri menestrelli e ripetitori di detti che non facciano, dicano, né cantino, né in piazza né altrove, alcun detto, rima o canzone che faccia menzione del Papa, del Re nostro signore, dei signori di Francia,  e a riguardo di coloro cui tocca la cura dell’unione della Chiesa (…) sotto pena (…) di essere messi in prigione due mesi a pane ed acqua”.

Anche in Italia poteva avvenire che i giullari, per passione o interesse, fossero politicamente schierati.

Editto emanato nel 1252 dal podestà di San Gimignano, dove si mette in guardia chiunque dal cantare sui Guelfi e Ghibellini:

” Quod nulla persona castri et curtis S Gem, canere debeat aliquas cantiones inter (…) Guelfis et Ghibillinis.” 

E’ probabile che proprio questa pericolosità politica fosse alla base delle molte persecuzioni ed interdizioni che hanno accompagnato lo svolgersi delle loro vicende lungo il corso dei secoli. E’ comunque grazie a questa funzione di professionista dell’informazione (funzione esplicitamente ammessa nel manoscritto duecentesco della Biblioteca Nazionale di Parigi lat. 14859 ), oltreché dell’intrattenimento, che la sua presenza nelle corti è gradita e richiesta: il migliore, e spesso l’unico, modo per sapere cosa accadeva in luoghi lontani era quello di chiederlo a chi da lontano proveniva.

A domani

LL