365 giorni, Libroarbitrio

Teniamoci stretti che c’è vento forte – Guido Catalano

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Teniamoci stretti che c’è vento forte
che ci porta via
teniamoci stretti facciamoci stretti
bellezza mia
abbracciamoci coi bracci
aggambiamoci con le gambe
addentiamoci
annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli
incastriamoci le dita dei piedi
diamoci le mani
guardiamoci senza mai dimenticarci di guardarci
dentro gli occhi
c’è un vento così forte
che ci porta via

teniamoci stretti che c’è vento forte
ancoriamoci
l’una all’altro
l’altro all’una
finché non calma
e se non calma
perché potrebbe non calmare – bada – potrebbe
se ci molliamo

saremo scaraventati via lontano
sarà poi difficile trovarci
forse impossibile
dimenticheremo le nostre voci
le nostre facce
dimenticheremo ciò che ci piaceva dirci e farci

dunque
teniamoci stretti
che c’è vento forte
bellezza mia

io ti tengo stretta
mia unica bellezza
che tu mi tieni

ed io sia maledetto
sia maledetto io, non dio
se mollo questa presa di salvezza.

 

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365 giorni, Libroarbitrio

ALASKA – Elio Germano , Claudio Cupellini

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“Viviamo tutti in un mondo che mette al centro di tutto la felicita’.
Tutti pensiamo che sia uno degli obiettivi principali
e per ottenerla cerchiamo di scavalcare il prossimo.
Ci arricchiamo sempre a danno di qualcun altro
fino a capire che
la vera felicita’
e’ dare qualcosa a qualcun’altra piuttosto che prendere.
Alaska e’ fatto di romanticismo,
slanci e visceri fin dentro la sfera dell’irrazionale.
C’e’ anche qualcosa di epico,
nel senso che e’ anche una favola
con tanto di draghi e cavalieri”

E.G.

365 giorni, Libroarbitrio

“Dimostrazione” Les Murray

porta nel bosco

No. Non da me. Mai.
Non un passo nella vostra marcia,
non una nota nel vostro unisono,
raglio che si fa latrato.
Striscioni solcati una fiumana,
esibizioni di forza priva del voto,
strozzatevi con queste pillole in quartine.
Mai riconoscerò le vostre pretese,
neppure se innalzaste Gesù Bambino
a Presidente del Paese di Bengodi
o ululaste per l’Elisir trovato,
m’irretirebbero le vostre aspettative
di casta. Superumani nell’accusa,
vorreste reclutarmi per un mondo
di gente riempita di sputi, gente
che fugge davanti la poesia che avanza.
Qualunque sia il vostro discrimine di classe
io provengo da una assai più in basso,
un paria per le mode da voi escogitate ed
imposte. Quel che la massa fa non è mai pulito,
non all’inizio, non quando ammannito ai media,
non quando polizia. Le prime dimostrazioni
che vidi, prima degli striscioni, erano
contro di me, solo, per due anni, ogni giorno
cori, con intermezzi di semi-conciliatorie
punzecchiature, e una sussiegosa viltà morale
che affettava profonda repulsione. Il vostro
ordine del mondo l’ho scoperto allora.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Il lampo” Giovanni Pascoli

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E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in un sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto,
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.