365 giorni, Libroarbitrio

IRRAGGIUNGIBILI – Gianluca Pavia & Lié Larousse/2dR

street art

Poco importa quello che avranno da dire
predicatori d’invidia
messia dell’ego
come un eco
che si perde
nelle stanze vuote
della loro vita
piena d’odio
perché non hanno altro
per sentirsi vivi
che provare ad ucciderci,
ma siamo vento frastuono
fulmine
siamo luce all’orizzonte
per loro
sempre irraggiungibile.

2dR

DuediRipicca
#IRRAGGIUNGIBILI #book

https://www.amazon.it/Spietate-speranze-Gianluca-Pavia/dp/8899815445

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.noi a noi. – Lié Larousse

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.il tuo viso nei miei capelli
dalla finestra nuvole rasoterra
ancora sveglia la notte stretta al cuscino
e noi a noi
labbra alla nuca
nudo questo cielo d’inverno
ferocemente calmo
mentre fuori è niente
e di nessuno.

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PASSEGGIAVA LE NUVOLE – GIANLUCA PAVIA

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Per lei il sesso era un gioco,
tana libera tutti
e poi ognuno per sé.
Passeggiava le nuvole
tacco dodici via l’altro
senza accorgersi mai
d’essere felice.
Il giorno che precipitò
da lassù,
beh,
quello non si scorda.
Sfracellate anca
caviglie e scatola cranica
ai piedi di uno stronzo
che la calpestava con cura
guardando le cosce
di chi passeggiava le nuvole.
Non si è più ripresa,
ormai vive in clinica
su una sedia a rotelle
e continua a ripetere
che il sesso è riflesso dell’amore
ma l’amore non è riflesso del sesso.
Nessuno sa cosa voglia dire,
nessuno la capisce
– è la testa rotta, forse –
dicono,
o magari la solitudine.
L’unica cosa certa
è che non passeggia più le nuvole.

G.P.
DuediRipicca
Miraggi Edizioni Alter Ego Edizioni
#JOELREA

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FORSE SI – DuediRipicca

L'immagine può contenere: una o più persone, nuvola, cielo, oceano, scarpe, spazio all'aperto e natura

Non devi, per la tua esistenza
essere grato a nessuno,
nemmeno specchiarti
per piacere ad alcuno,
forse sì, parlare a te stesso
e vedere se lì dentro
c’è ancora qualcuno.
Non devi piccarti le labbra
saggiando la lama,
né sfiorare l’ipossia
per raggiungere la cima,
concediti il lusso
di un salto nel vuoto.
Abbandonato alla corrente
giù, in picchiata
volando volendo cadere
e frantumarti al suolo
e forse sì,
startene un po’ così
fermo.
Le ferite aprono lente la carne
lento ne rivola fuori il sangue,
scorticato nasce un livido
la gestazione del tuo dolore
cauterizzato dallo scandire
dell’istante che va.
Sorriderai,
non in cima, ma sulla strada
per andare dove vai
per essere chi sei,
anche se forse
ancora non lo sai,
o forse sì?

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SCRIVO – Gianluca Pavia

Friedrich Caspar David - Viandante sul mare di nebbia

Inseguo parole che svaniscono
tra le labbra
non è il momento giusto,
mi dico.
E’ lo stress
i cazzi, i smazzi,
ripeto.
E il talento allora?
Il genio?
Non dovrebbero essere più forti?
È che le persone mi stanno sul cazzo
scrivo il mio mondo per perdermici dentro,
un labirinto
senza filo da seguire.
Ma anche gli artisti, gli intellettuali
non li tollero proprio,
vomitano paroloni in pose da divi
aforismi stantii e tartine marce
flash e autoscatti
torture medievali chiamate reading.
Tutti fulgidi geni,
tutti a districare l’inestricabile,
tutti senza nulla da dire.
Allora me ne sto a casa,
stappo un rosso
e guardo fuori dalla finestra
il mondo fuori di testa
e scrivo,
scrivo il mio mondo per perdermici dentro.

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Ricominciamo a dirci ti amo – Andrew Faber

your love nearly killed me. Kiss me!-Tina Maria Elena

Se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
e spesse volte
accade, credimi,
se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
inevitabilmente
romperei i coglioni
a te che mi ascolti
a me che lo dico
e agli altri che invidiano.
Anzi no.
A loro forse no.
Che son bravi quelli la
già
ad uccidersi da soli.

Se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
salterebbero in aria
tutti i depositi di rabbia sparsi
tra il tuo cuore
e il mio
ma anche
i sette nuovi pianeti scoperti dalla nasa
e
le fitte intercostali che colpiscono in silenzio
mentre dormi
la notte
e fanno male
come un cazzo di Ti amo
non detto.
Ora io non so
se una fitta intercostale
può saltare in aria
ma
se io ti dicessi che ti amo
per ogni sacrosanta volta
in cui lo penso
probabilmente, sì.

Se ti dicessi che ti amo
per ogni sacrosanta volta
in cui lo penso
sarei un uomo saggio.
Ma la saggezza
m’insegni
arriva sempre
a stomaco pieno
dopo tre birre
e un numero considerevole di baci.
In mancanza di birra
va ancora bene del vino rosso
in mancanza di baci
si resta fermi un turno
o peggio
si finisce in prigione
ma senza passare dal Via.

Perciò mi siedo lì
davanti a te
e aspetto
anche quando
mi vien su
il criminale
che mi guardi
sorridi di brutto
e non son tipo
da stupirmi facile
io
mentre tu
ragazza dagli occhi miracolosi
non andresti
mai
mai lasciata sorridere a vuoto.

Non ho nessuna fretta.
Ascoltami.
Nessuna fottutissima
fretta
che tu mi dica
di ripetertelo
ancora
una volta.
Anche solo una volta
al giorno.
E poi.
Per sempre.
Ancora.
E per sempre

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POKER D’INCUBI/2dR – HUGO PRATT/FlavioSolo

2dR -POKER D'INCUBI - SOLO

E allora GRAZIE A TUTTI VOI!
A meno di pochi mesi dall’uscita di POKER D’INCUBI
stiamo andando in PRIMA RISTAMPA!
E allora CONTINUATE A LEGGERCI sulle vostre nuove copie, continuate a seguirci su carta e web, ma soprattutto continuate a seguire ogni vostro santissimo incubo! E se ancora vi manca la carta giusta:
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Omaggio di Flavio Solo al Hugo Pratt _ Ostia 2015 _
insta@flaviosolo
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Fotografie di Gabriele Ferramola
insta@gabriele_ferramola_ph
www.gabrieleferramola.it

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Gianluca Pavia e Lié Larousse
DuediRipicca
#pokerdincubi
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2dR - POKER D'INCUBI - SOLO

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COMUNQUE VADA SARA’ DUEDIRIPICCA

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Eccoci
figli del male
ci ha detto bene
graziati dal mare
dalle parole
dalla musica con cui danzare
sul filo sottile
della nostra follia
colpevoli senza appello
d’inestricabili sogni
ad occhi aperti
che di ansie
e d’incubi
teniamo un Poker
già bello che servito
beviamo sale
mangiamo polvere
ma il sole ci bacia
la luna ci fa l’amore
perché scaviamo il buio
per scovare l’invisibile
e scoprire
che la dea bendata
spara sempre alla cieca.
Ma va bene così
perché bruciamo
passato e presente
per congelare ogni istante
speso con la nostra gente
sfidando il diavolo
ad un gioco truccato
tanto, comunque vada
sarà DuediRipicca!
 
Sfidate il diavolo anche voi, leggete POKER D’INCUBI
 
Gianluca Pavia Lié Larousse
Fotografo Gabriele Ferramola
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365 giorni, Libroarbitrio, Pubblicazioni

POKER D’INCUBI – DuediRipicca

Ci dicono: FA PAURA! FA PIANGERE! FA INCAZZARE! FA RIDERE! FA VENIRE I BRIVIDI! VOGLIA DI SCRIVERE, DI SCAPPARE, DI NON ANDARSENE, DI SUSSURRARE, DI GRIDARE, DI SAPERE!
E allora se vuoi sapere perché, e soprattutto se vuoi dirci ANCHE TU la tua, LEGGI POKER D’INCUBI!
E’ facile: clicca il link di seguito ed acquistalo on line:
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oppure ordinaci dal tuo libraio di fiducia, o fatti un giro per gli scaffali in libreria, una qualsiasi in tutta l’Italia, e poi siediti al bancone e bevi, sicuro ci trovi lì…

Gianluca Pavia – Lié Larousse
DuediRipicca

 

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UNO – POKER D’INCUBI – DuediRipicca

Osservo ogni capo,
ogni schiena,
ogni indumento.
Sono tutti seduti tranne due uomini infondo alla sala, un cameraman e un’inserviente del museo annaffiato da scadente acqua di colonia che entra ed esce di continuo avvampando la stanza del suo tanfo infastidendomi abbastanza.
La cerco
spostandomi di seduta in seduta.
Scalpito
ma devo stare attento a non dare troppo nell’occhio.
La cerco lei, quell’Uno tra tutti.
I due uomini in fondo all’aula si siedono enunciando il programma e suoi orari.
Schivo,
indietreggio e slitto di due sedute
a destra per cambiare prospettiva.
La stano.
Acciuffo il grigio dei suoi capelli,
la spalla, il gomito, il polso, e le dita che vive impugnano la penna, quella penna ancora sazia d’inchiostro.
Inspiro ed espiro l’aria intrisa d’aroma di carne di corpi sconosciuti più Uno,
inspiro ed espiro l’aria che umida si mischia al sapore di stoffa dei tanti sedili logori più Uno,
inspiro ed espiro la peluria rada sulla sua pelle raggrinzita tra avambraccio e gomito. L’armonia del piegamento svelto e ripetuto del polso mi eccita penetrandomi nella mente…

Continuate a leggere UNO nel vostro Poker d’incubi e se ancora non lo avete acquistato fatelo ora:
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lo trovate anche sugli scaffali nelle migliori librerie, e al bancone, dei peggiori bar.

Nel frattempo che voi nostri lettori vi scapicollate per andare ad accaparrarvi la vostra copia di POKER D’INCUBI e vi ci Selfate, noi ci teniamo a ringraziare Paolo Restuccia e Enrico Valenzi INESTIMABILI TUTTO della Scuola di scrittura Omero dove sono nate idee di controllo e spunti incontrollati dei nostri racconti.

 

Lié Larousse – Gianluca Pavia

DuediRipicca
#POKERDINCUBILIVETOUR