365 giorni, Libroarbitrio

ASTINENZA – GIANLUCA PAVIA

 

La distanza è astinenza
se la carne brucia
a caccia d’altra carne,
pelle per pelle
gemito su gemito,
una tremolante dipendenza
e conati di vomito.
Metro al secondo
per grammo di risa al quadrato,
il costo della clinica
che dovrebbe ripulirci,
una riabilitazione palliativa
per 28 giorni
di allucinazioni dilanianti,
o forse solo fantasmi
in sospensione
nel pulviscolo dei ricordi.
La nube ocra dei tuoi occhi
come il primo tiro
come il primo bacio
come il primo ago
e poi
il flash dello sballo.

poesia di Gianluca Pavia
DuediRipicca
#SPIETATESPERANZE Miraggi Edizioni

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.Lié. di Lié Larousse – Miraggi Edizioni – Poesia e Fotografia –

Copertina libro .Lié. di Lié Larousse - Miraggi Edizioni

In questa raccolta lo stile originale dell’autrice è un bisturi che scivola lungo il tessuto del quotidiano, pronto a sezionare via vividi istanti raccontati dal brusio di un mercato affollato come dagli angoli più bui, della strada o dell’animo umano fa poca differenza. Una carrellata a velocità e intensità alternate, che non disdegna alcuna sfaccettatura, mettendo a fuoco uomini e donne, sogni, ansie, fondi rotti e bicchieri vuoti; sempre a caccia di una bellezza invisibile quanto l’essenziale. Sono pagine semplici, perché Lié scrive come vive, come cogliere fiori in un campo minato. Allora le emozioni possono esplodere da un momento all’altro, nascoste nel cuore di una bambina astronauta o negli avanzi che mutano in frigo, disseminate tra le righe a braccetto con gli scheletri e le speranze che ognuno seppellisce in sé stringendo i denti per fingere che la vita sia quel che sia, illudendosi di poterci sopravvivere ancora. O forse è proprio questo romantico illudersi a darci la forza per dare un senso a questa vita ingarbugliata, che scivola via troppo velocemente senza curarsi delle cicatrici che lascia dietro di sé. Perché, come scrive l’Autrice, la realtà è forse un inferno, ma l’inferno è un buon posto dove vivere e morire.

Prefazione di Gianluca Pavia

per .Lié. di Lié Larousse edito da Miraggi Edizioni in vendita in tutte le librerie del globo ma anche su Amazon:
https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

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www.libroarbitrio.com

Copertina e Fotografie interno libro di Gabriele Ferramola
www.gabrieleferramola.it

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SPIETATE SPERANZE di GIANLUCA PAVIA – MIRAGGI EDIZIONI – 85 POESIE

Spietate Speranze

Dalle acque salate in tempesta venne catturato Caspar David. Turner nel frattempo combatteva coi venti del cielo che oscuravano tramonti nascondendo le albe. Claude Monet visse di vista che puntava all’osservazione dell’instabilità del tempo, facendo della neve, del mare e della sua donna la sua più piccola sorgente d’acqua; e Van Gogh con le sue infinite distese di grano e girasoli, petali d’olio rivolti al sole, faceva risiedere la follia nel colore, desiderandolo, perché si riconosceva nella nascita di quell’inchiostro per cui viveva; e poi Salvador Dalì, per cui le ombre apparivano solo di notte accanto alla sua musa amata, e le immaginifiche forme del buio. Uomini immersi nella suggestione che dona viaggiare con la mente, unico attimo quando la ragione consiglia la verità assoluta. Oggi, in questa nostra epoca degli anni dieci del nuovo secolo, Gianluca Pavia scandaglia poesia con parole dense come mosto, che sgorgano dalla follia d’animo, e mani e cuore irrequieti. Osservatore di ogni espressione della terra, esploratore dell’invisibile, mente che focalizza le sfaccettature del mondo nel quotidiano cammino alla vetta più alta, senza temere lo scontro con l’Io e il Sé, impasta pensieri, ispirazioni, idee ed intenzioni in versi e prosa, come una pennellata ad olio, e una sferzata veloce d’acquerello, dipinge scrittura ma col tratto ostinato dell’inchiostro con cui annusa e graffia la carta. La sua bottega d’artista è la strada, il pontile nascosto tra sabbia e mare, il peggior bar della sua periferia, il letto continuamente disfatto, locali stracolmi di fantomatiche figure del caos, la pineta e l’erba fresca, il cielo notturno e quello accecante di mezzogiorno, lo scorcio d’etere che squarcia un meraviglioso paesaggio, vede oltre delineando pianeti ancora sconosciuti, dando loro voce, e la possibilità di smaterializzarsi per rinascere nuovi astri.

Prefazione di Lié Larousse

quarta

per Spietate speranze di Gianluca Pavia edito da Miraggi Edizioni in vendita nelle librerie di ovunque e anche su Amazon:
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#spietatesperanze #miraggiovunque

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.ciao. – Lié Larousse

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.ciao
ti presento questo cuore
l’ho appena massacrato e ucciso
tieni
il suo cadavere
ma non piangerlo
ballaci sopra,
ti presento questi occhi
lividi e rotti, come queste
due ali smozzicate
e senza più piume
volaci dentro, e guarda
quanto troppo vedo
quanto troppo sento
quanto troppo voglio,
dopo siediti, e riposa
ti presento questo presagio
sempre lo stesso
m’osserva sull’uscio
non mi volto ma so
la morte è una porta
per me sempre aperta
perciò approfittane adesso
baciami
ciao.

Lié Larousse
DuediRipicca
poem by .Lié. edito da Miraggi Edizioni
#manaralafemme #ciao

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.continuiamo a prenderci così lasciandoci perdere. – Lié Larousse

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.forse
basterebbe non starci troppo a pensare
che tanto domani prima o poi,
e intanto mi tieni a te
non mi lasci andar via
dovrei starti alla larga, ma tu
non provi nemmeno a mettermi in guardia
che uno come te
con una come me
come m’hanno sempre detto tutti
ma tu no, anzi
assottigli gli occhi
inspiri dal naso
la canna appena girata
in bilico sulle labbra
sputi fumo
ubriaco gridi
– Mbé, domani prima o poi che?
finiremo male, e allora?
se crollerà la chiesa in piazza
o quel vecchio palazzo all’angolo
o il ponte di Brooklyn, allora non c’è domani
ma pe’ cristi, cristiani e poveri pendolari!
per noi invece no, dici
basta che continuiamo a prenderci così
lasciandoci perdere così
e non è nemmeno domani
perché se lo fosse mi diresti
– Guardame, ‘o vedi, è già domani, e io
sto ancora qui, co’ te.

 

https://www.instagram.com/lielarousse/

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.a voler esserti non sono. – Lié Larousse

Claudia Giraudo Il dono di Icaro

.adesso per te
vorrei essere come te per me
capace
d’afferrare con forza tra le mani
il tuo viso sfatto e indolenzito
dal cuore abbattuto a caccia,
e sparare via il buio
imbrattandoti tutto di luce e pace
ma non sono capace
se non di starmene qui
da nessuna parte e dappertutto, per conto mio
e scrivere
di desiderare d’essere
chi non so essere.

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IRRAGGIUNGIBILI – Gianluca Pavia & Lié Larousse/2dR

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Poco importa quello che avranno da dire
predicatori d’invidia
messia dell’ego
come un eco
che si perde
nelle stanze vuote
della loro vita
piena d’odio
perché non hanno altro
per sentirsi vivi
che provare ad ucciderci,
ma siamo vento frastuono
fulmine
siamo luce all’orizzonte
per loro
sempre irraggiungibile.

2dR

DuediRipicca
#IRRAGGIUNGIBILI #book

https://www.amazon.it/Spietate-speranze-Gianluca-Pavia/dp/8899815445

https://www.amazon.it/Lié-Larousse/dp/8899815429

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.noi a noi. – Lié Larousse

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.il tuo viso nei miei capelli
dalla finestra nuvole rasoterra
ancora sveglia la notte stretta al cuscino
e noi a noi
labbra alla nuca
nudo questo cielo d’inverno
ferocemente calmo
mentre fuori è niente
e di nessuno.

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PASSEGGIAVA LE NUVOLE – GIANLUCA PAVIA

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Per lei il sesso era un gioco,
tana libera tutti
e poi ognuno per sé.
Passeggiava le nuvole
tacco dodici via l’altro
senza accorgersi mai
d’essere felice.
Il giorno che precipitò
da lassù,
beh,
quello non si scorda.
Sfracellate anca
caviglie e scatola cranica
ai piedi di uno stronzo
che la calpestava con cura
guardando le cosce
di chi passeggiava le nuvole.
Non si è più ripresa,
ormai vive in clinica
su una sedia a rotelle
e continua a ripetere
che il sesso è riflesso dell’amore
ma l’amore non è riflesso del sesso.
Nessuno sa cosa voglia dire,
nessuno la capisce
– è la testa rotta, forse –
dicono,
o magari la solitudine.
L’unica cosa certa
è che non passeggia più le nuvole.

G.P.
DuediRipicca
Miraggi Edizioni Alter Ego Edizioni
#JOELREA

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FORSE SI – DuediRipicca

L'immagine può contenere: una o più persone, nuvola, cielo, oceano, scarpe, spazio all'aperto e natura

Non devi, per la tua esistenza
essere grato a nessuno,
nemmeno specchiarti
per piacere ad alcuno,
forse sì, parlare a te stesso
e vedere se lì dentro
c’è ancora qualcuno.
Non devi piccarti le labbra
saggiando la lama,
né sfiorare l’ipossia
per raggiungere la cima,
concediti il lusso
di un salto nel vuoto.
Abbandonato alla corrente
giù, in picchiata
volando volendo cadere
e frantumarti al suolo
e forse sì,
startene un po’ così
fermo.
Le ferite aprono lente la carne
lento ne rivola fuori il sangue,
scorticato nasce un livido
la gestazione del tuo dolore
cauterizzato dallo scandire
dell’istante che va.
Sorriderai,
non in cima, ma sulla strada
per andare dove vai
per essere chi sei,
anche se forse
ancora non lo sai,
o forse sì?