365 giorni, Libroarbitrio

“La mia Bohème” Arthur Rimbaud

Arthur Rimbaud

Me ne andavo, coi pugni nelle tasche sfondate,
il mio paltò così diventava ideale;
andavo sotto il cielo, o Musa, a te leale.
Oh amori splendidi e sognanti!
I miei unici calzoni avevano uno strappo.
– Pollicino sognante, sgranavo rime nella corsa.
Il mio albergo era all’Orsa Maggiore.
– Dolce era il fruscio delle mie stelle in cielo.
Io le ascoltavo, seduto ai bordi di qualche strada,
in quelle belle sere di settembre quando la rugiada
sulla fronte aveva lo stesso vigore del vino
e rimando in mezzo a fantastiche ombre,
tiravo, come corde di lira, gli elastici
delle scarpe ferite, un piede accanto al cuore!

Vocali - Arthur Rimbaud

Vocali
Arthur Rimbaud
(scritto originale)

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365 giorni, Libroarbitrio

Arthur Rimbaud: rimando “La mia Bohème”

Roma 20 giugno 2013

La mia Bohème

– Fantasia –

Me ne andavo, coi pugni nelle tasche sfondate,

eppure il mio paltò diventava ideale;

Andavo sotto il cielo cielo, mia Musa, a te leale;

amorose avventure, magnifiche e sognate!

Nei miei soli calzoni un buco s’allargava.

– Sognante Pollicino, sgranavo nella corsa

rime. La mia locanda era lassù, nell’Orsa.

– Soavemente in cielo le mie stelle frusciavano.

E le ascoltavo, ai bordi di qualche strada assiso,

in quelle dolci sere di settembre, col viso

bagnato di rugiada che ha di vino il vigore;

e, rimando nel mezzo di buiori fantastici,

tiravo, come corde di una lira, gli elastici

delle scarpe ferite, un piede accanto al cuore!

di

Arthur Rimbaud

A domani

LL