365 giorni, Libroarbitrio

finisce tutto ciò che passa – L.L.

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Fanno male
perché sanno di poterselo permettere
devoti
alla Madonna dei loro incubi
che conoscono a memoria
e per renderli più interessanti ed appetibili
ne cambiano gli zigomi, il colore dei capelli
il sapore di un bacio, il tragitto nel sogno
ma non il finale al risveglio.
Quello, il risveglio, uguale da sempre
lo odiano ma ci si appigliano
già dapprima d’addormentarsi.
All’odio ci si aggrappano
denti stretti e fiato corto
come fosse salvezza, e chissà,
forse lo è, e allora ti uccidono l’amore,
si uccidono l’amore, così
che tutto possa tornare ad essere
controllabile
gestibile, ignobile, odiabile.
E tutto passa, un sospiro di sollievo,
e finisce qui.
Ma tu, non l’accettare.
Non farti rubare l’amore.
Magari
calcia i piedi al pavimento
corri in picchiata e sbatti il corpo nudo contro un muro
o resta pure immobile a sguardo cieco
mentre il tuo stesso cielo ti diluvia addosso
e se ci riesci piangi
e se le lacrime non escono ora
bé, credimi, usciranno poi.

Lié Larousse

 

 

 

 

 

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365 giorni, Libroarbitrio

con la speranza affamata fuggiva indisturbata – 1886

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Cantarellando, senza
tremare, la prigioniera
dalle mani logore
raccolse tutte le cose
polverose, i suoi denari
di un’altra epoca,
riguardò nell’angoli dove la sera
già tesseva le sue tele d’ombra
e tentò la porta vigilata
dai ragni centenari,
con la speranza affamata
fuggiva indisturbata.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Vedo vedooo… DuediRipicca

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Preferirai sempre la pazzia. Rischierai tutto. Sarai il buffone e il saggio di corte, farai quello che nessuno è stato mai capace di fare. Ti rispetterai non rispettando ciò che ti impedisce di volare, di sognare, e camminerai in precario equilibrio su di un filo teso piuttosto che averlo attorno al collo.

Godrai del corpo dell’orgasmo del piacere. Morderai leccherai toccherai scoprirai tutti i sensi gustando il grande senso di tutto.

E un giorno ti dimenticherai ti perdonerai e vivrai dentro la tua testa senza il bisogno di specchiarti e volerti vedere per forza perché saprai essere e sentirti essere.

E allora amerai. Sceglierai qualsiasi possibilità d’amare e d’essere amato. L’impossibile sconclusionata complicata certezza che ferisce. L’incorreggibile eccessiva costante che guarisce.

E sarai casa ovunque. E dormirai beato.

DuediRipicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

La solitudine dei numeri uno -Fibra

 

Questo libro mi sfoglia,
la spogliarellista mi spoglia,
come il circo circonda un bambino di ricordi,
prima che arrivano i soldi
lingue che girano come le anguille,
la calma è lontana come le antille,
non devi farlo mi avevano avvertito
mi sono perso come l’appetito.

Vengo al mondo,
mi butto sfondo,
come dietro a tutto non capisco,
come andare al cinema in cina annuisco,
esco cresco il mondo è manesco
calcio pugno spinta schiaffo mastico miti
quando fumo vado in alto dolomiti,
vedo come va poi lo faccio anch’io
la vita è un viaggio ciao addio,
parole di ghiaccio così tante che c’ho un freezer
per il mio linguaggio,
e tu sei un raggio di sole che si dissolve come questo discorso
e io resto solo un’altra estate come l’anno scorso

La solitudine dei numeri uno, due,tre
notti che non chiudo gli occhi,
parlo con gli orchi,
ricordi che girano come panni sporchi,
lavaggio rapido start,
non gridare che ci sentono tutti ti prego
ricordi Bastardi
spendo i soldi
e ti scordi, degli anni
come quando sogni,
se sbagli in pubblico e la gente ride,
sbaglia meno chi ha poche idee.

Questi numeri non chiamano più,
quanti nomi non passano mai di qua,
ai concerti la gente sempre di più,
non si chiude come questa rima salta,
e come salta,
e come salta,
e come e come e come esalta,
e come e come e come è alta,

La solitudine dei numeri uno

365 giorni, Libroarbitrio

Loop infame – Lindze

 

lucifero-roberto-ferri

Ieri notte ho visto una
solitaria stella cadente
finire la sua
discesa nella gloria
di un cielo notturno
ho espresso
il mio desiderio
con un ghigno sghembo
e infame sul volto

di non voler vedere
soddisfatti i sogni
delle altre persone che
come me
in quella notte
di vento e di veglia
l’avessero scorta
nella sua meravigliosa
parabola

poi mi sono seduto
a fumare,
aspettando
la fine del mondo.

365 giorni, Libroarbitrio

Basta l’anima, e se scopri di averla magari in una vita di mancanze riesci a trovare – Lié Larousse

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.cosa ne sai della confusione mentale
quando credi di aver messo tutto in ordine nella testa
e poi una stilettata di follia e la sua vertigine
ti disordinano il cervello disorientandoti
e non capisci più nulla, del nulla cosa ne sai?
quando è così vuoto da riempirti fino all’orlo
e poi trabocca come il bicchiere di troppo
in un’infinita nottataccia di troppo
e sei invischiato in qualcosa di troppo
ed è davvero, troppo più grande di te,
delle botte, dei calci e delle parole picchiate nel mezzo,
attanagliato dalla frustrazione
che fa venire sempre più voglia d’essere disfatti
soddisfatti dall’insoddisfazione
di tutto e di niente
e del tutto e del niente cosa ne sai?
dei sogni infranti, delle speranze dismesse
delle anonime notti insonni
come questa con la musica alle spalle
e la luna che brucia in panne
e di te che domandi che ne sai di domani
e infatti non lo so
ma perché dovrei saperlo?
ma perché? Ma cosa m’importa
di questo famoso futuro
che vorrebbero tutti già vedere
e del presente che abbandonano
mentre vorrebbero tanto viverlo
e il passato
quello è passato, non domandarti come
piuttosto basta, domandati se hai un’anima
ecco cosa ti basta
la tua anima ti basta
se ce l’hai e la vedi e la tocchi e le parli e la senti
magari in una vita di mancanze riesci a trovare
finché saprai tenerla a te.

365 giorni, Libroarbitrio

Canto – Guido Gozzano

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La mia vita è tanto
pari al mio sogno: il sogno che non varia:
vivere in una villa solitaria,
senza passato più, senza rimpianto:
appartenersi, meditare… Canto

365 giorni, Libroarbitrio

La zona cieca – Chiara Gamberale

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La goccia nera.
Qualcosa che quando c’è lei non ci sei più tu.
E’come la perdita dei superpoteri per un supereroe.
Un senso assoluto di fallimento.
I pensieri che ti si sciolgono di dosso.
Sono lo schizzo di sperma di un’eiaculazione notturna.
Il legno marcio di un vecchio galeone affondato.
La cacca quando non ti viene.
La bolletta scaduta.
Sono uno zero.
Nemmeno degno della rotondità di uno zero.
Sono zero virgola due.

365 giorni, Libroarbitrio

un cappotto in piena estate è il prezzo del coraggio – L.L.

pierre julien - the dying gladietor 1779

Pierre Julien – the dying Gladietor – 1779

.indossiamo cappotti in piena estate
di pelle dura ed ossa ancora intere
e ci ripariamo per bene, dentro,
e quel freddo sulla pelle
il morsicarci i denti
non s’attenua certo
ma stai pur certo
che nessuno lo può vedere

chiudi gli occhi un momento
un momento solo
e dimmi se adesso
non stai pensando che
abbiamo tutti ciò che meritiamo
e se non lo meritiamo

o abbiamo mancato di coraggio
quello vero
o ne abbiamo avuto fin troppo