365 giorni, Libroarbitrio

“Kant”

20101110_russi

Il bosco smeraldo un sortilegio quando il vento
shhhh
fate piano foglioline
o poveri i rami si spezzeranno per il vostro troppo ciondolare,
non sono mica burattini di pezza e legno,
e filo di spago nei vostri sottili piccioli!
Il mare argenteo un sortilegio quando il vento
shhhh
fate piano onde
o povere le acque si dissiperanno dal vostro troppo giogo di cavalcare ,
non sono mica fonti per abbeverarsi
e bocche di spuma nella vostra impercettibile perturbazione!
E voi tutti quale prodigio quando
shhhh
la materia è assente
l’equazione è cielo spazio tempo
il fenomeno la vibrazione
e di nulla si teme in bilico
perché sull’alluce sei equilibrio!

L.L.

“Secondo Kant, gli uomini non possono conoscere la realtà in sé, ma possono soltanto avere l’esperienza possibile di essa. I fenomeni costituiscono il mondo così come appare ai nostri sensi, e non come esso è. Questa concezione del fenomeno ha molto influenzato il modello psicodinamico della psicologia, e le teorie che studiano le interazioni tra mente, cervello e mondo esterno.”

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Immanuel Kant e il “procedimento critico”

Roma 30 maggio 2013

Sfogliando alcune pagine di un testo di studio, anche questa volta, mi sono imbattuta in una frase che per me ha dello straordinario, fantastico e meraviglioso. Di seguito la riporto:

La vita del più importante filosofo dell’era moderna (forse di tutti i tempi) fu straordinariamente priva di avvenimenti.

Ma di chi? Stiamo parlando di Immanuel Kant.

A questo punto non possiamo non continuare a leggere con stupefacente emozione la normalissima vita di un essere straordinario.

Kant nasce in una famiglia borghese devota ai pietisti quindi ricevette un’educazione rigorosamente religiosa.

Dal 1741 frequentò gli studi universitari in filosofia, matematica e la fisica di Newton. Le ristrettezze economiche lo portano ad abbandonare gli studi ed a lavorare presso nobili famiglie come precettore.

Nel 1756 ottiene la libera docenza e un modesto incarico di professore a konigsberg la sua città natale.

Qui decide di rimanerci definitivamente rifiutando anche incarichi molto prestigiosi, per attendere con serenità agli studi e all’insegnamento.

Per la stessa ragione, dopo attenta riflessione, decide di rimanere celibe.

Negli ultimi anni di vita soffrì di disturbi celebrali che gli impedirono di scrivere.

Vuota di avvenimenti mondani, la vita di Kant fu però densa di scoperte, crisi, intuizioni e svolte intellettuali; attraversando un percorso che iniziò sul piano della ricerca scientifica (sul modello del sapere newtoniano), si confrontò poi con le tesi scettiche di Hume, per arrivare in fine all’intuizione del procedimento critico .

Un percorso che lo stesso Kant descrisse come una specie di romanzo filosofico, ossia come il traumatico passaggio da un sonno dogmatico alla scoperta di una grande luce.

Per riassumere non c’è  bisogno di vivere avvenimenti straordinari o catastrofici, la luce è già dentro di noi, dobbiamo solo svegliarsi dal grande sonno.

Ovviamente mio opinabile parere.

A domani

LL