365 giorni, Libroarbitrio

Iacopo Vittorelli

Roma 11 maggio 2013

Guarda che bianca luna!

Guarda che bianca luna!

guarda che notte azzurra!

Un’aura non sussurra,

non tremola uno stel.

L’usignoletto solo

va da la siepe a l’orno,

e sospirando intorno

chiama la sua fedel.

Ella che il sente appena,

già vien di fronda in fronda,

e par che gli risponda:

“Non piangere, son qui.”

Che dolci affetti, o Irene,

che gemiti son questi!

Ah! mai tu non sapesti

rispondermi così.

di Iacopo Vittorelli

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Francois-Marie Arouet. La lotta contro il fanatismo religioso e l’arroganza politica

Roma 9 maggio 2013

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Il Settecento Illuministico fu vissuto da grandi personaggi che oltre a studiare le lettere furono grandi scienziati dell’essere umano e delle sue innate doti comunicative, pertanto non possiamo non dedicare una pagina a Lui,  Francois-Marie Arouet, detto Voltaire.

Parigino di nascita, rientra nella sua patria dopo ventotto anni di assenza per ammirare la sua opera Irène nel 1778, la sua ultima commedia, in questa occasione non più giovane ma bensì ottantenne e con la fama di studioso delle scienze filosofiche, viene applaudito e acclamato dall’enorme folla che si riunì per l’occasione.

La sua morte in quello stesso anno fu il degno epilogo di una vita dedicata alla lotta contro il fanatismo religioso e l’arroganza politica, in cui l’impegno sociale si univa a una prosa tanto elegante quanto sarcastica e graffiante.

Voltaire fu il padre spirituale dell’Illuminismo francese, l’emblema stesso del movimento, caratterizzando tutta la sua opera con l’espressione sorridente che è ben evidente in tutte le opere pittoriche che lo ritraggono ove si allude all’ironia con la quale egli caratterizzò tutto il suo lavoro, i suoi scritti e il suo pensiero.

Nonostante ciò, nei suoi primi anni della maturità, non erano mancati momenti di difficoltà: il filosofo fu arrestato due volte e rinchiuso alla Bastiglia per ordine degli arroganti nobili, le cui prepotenze non si stancava di denunciare.

Il barone di Rohan lo fece persino bastonare brutalmente dai servi, dopo essersi rifiutato di battersi a duello con lui, un semplice borghese figlio di un ricco notaio parigino.

A trent’anni, costretto all’esilio a Londra, entrò in contatto con la cultura inglese, subendo l’influenza della  filosofia di Locke e del metodo scientifico inaugurato da Newton, che non cessò mai di divulgare sul continente.

Nel 1746, riconciliatosi con la corte, soprattutto per i buoni uffici della Pompadour, fu ricevuto solennemente  nell’Académie e nominato storiografo di Francia.

 

A domani

LL

 

In copertina:

Portrait de Voltaire
Atelier de Nicolas de Largillière
Musée Carnavalet