365 giorni, Libroarbitrio

“Fiorirà l’aspidistra” romanzo di George Orwell

vento pioppi

Un vento rigido nemico.
Si avvertiva una nota minacciosa ad ogni sua raffica; il primo ringhio dell’ira invernale.
Due versi d’una poesia agitavano nello sforzo di nascere la mente di Gordon.
…Acerbamente il vento qualche cosa, per esempio il vento torvo, bieco, minaccioso? No, meglio vento bieco. Il vento bieco batte, no, sferza, diciamo…
…I pioppi qualche cosa, i pioppi miti? No, meglio remissivi. Non ci sono troppi aggettivi? Non importa. I pioppi remissivi, pur mo’ nudi. Uhm, non c’è male, anche se un po’ scolastico.

Acerbamente il vento bieco sferza
I remissivi pioppi, pur mo’ nudi.

Bah. “Sferza” è una fregatura per la rima; tuttavia c’è sempre “scherza”, a cui tutti i poeti fin dai tempi di Chaucer hanno sudato sette camicie a trovare una rima decente. Ma l’impulso s’era già spento nella mente di Gordon.
Si fece tintinnare  i quattrini in tasca. Due pence e mezzo penny, più un pezzo da tre penny; due pence e mezzo penny. Il suo spirito era profondamente  invischiato nel tedio;

365 giorni, Libroarbitrio

Per Vostra libera interpretazione

Roma 21 marzo 2013

Trascrivo pochi ma incantevoli versi, dell’iracondo Torquato Tasso, che, così estrapolati, a ogni cosa o  anima fan sognare, prive di altisonanti critiche passate, per Vostra libera interpretazione miei cari amici lettori.

Perché tutto è com’è, e nulla è come realmente appare?

Qual rugiada o qual pianto

quai lagrime eran quelle

che sparger vidi dal notturno manto

e dal candido volto de le stelle?

E perché seminò la bianca luna

di cristalline stelle un puro nembo

a l’erba fresca in grembo?

Perché ne l’aria bruna

s’udian, quasi dolendo, intorno intorno

gir l’aure insino al giorno?

Fur segni forse de la tua partita,

vita de la mia vita.

A domani

LL