365 giorni, Libroarbitrio

“Poema alla mia montagna” Marina I. Cvetaeva

Benoit Courti

Smarriti sotto l’irruenza.
Come? Ancora non lo si capisce!
Io porpora pertinace delle labbra,
tu le tue ciglia (se da me ti fossi lasciato baciare)
– come tacche,
e il dente dorato d’una stella.
Non è inganno la passione, e non invenzione!
E non mente – soltanto non indugiare!
Oh, se fossimo venuti a questo mondo
come plebaglia dell’amore!
Oh, se tutto fosse semplice e alla buona:
Semplicemente – un colle, un poggio…
Si dice – con la vertigine dell’abisso
misurano il livello delle montagne.
Fra mucchi di erica colore del miele,
fra isole di pazienti conifere…
(La quota del delirio è sopra il livello
della vita)
– Prendimi! Tua…

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365 giorni, Libroarbitrio

“Al mare canto” Shakespeare

mare ghiaccio

Coloro che sono i favoriti  delle stelle
si vantino di pubblici onori e titoli superbi
mentre io, cui fortuna simili trionfi nega,
gioisco in disparte di ciò che più onoro

tu sei tutta la mia arte, e innalzi
in alto sapere la mia rozza ignoranza,
e come può mancare alla mia Musa l’invenzione
finché tu respiri poeta, tu che versi nelle mie rime
te stesso, dolce argomento, troppo eccellente
per essere ripetuto  da pagine volgari?

Oh ringrazia te stesso se qualcosa in me
scopri degno della tua attenzione;
chi è così muto da non saper scriver di te
quando tu stesso dai luce all’invenzione?