365 giorni, Libroarbitrio

SCONSACRATA FAMIGLIA -Gianluca Pavia

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Rilassati,
prendi aria
tempo
e sdraiati su un prato.
Non ti dannare
gli uomini son fatti
così:
mentono, rubano,
uccidono;
toccano, leccano,
abbandonano;
siamo animali
con la pretesa
d’essere umani.
Il nome del padre
paghiamo
schiacciati dalle sue colpe
sommate a quelle
della consorte.
Espiamo
invece di respirare,
abbiamo appreso il male
da chi vantava
di volerci bene,
lascia stare
nessuna famiglia
è normale.
Perfino Caino
aveva problemi
con i suoi,
se ci pensi
nessuno li ricorda
assieme.

Gianluca Pavia
DuediRipicca

 

 

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365 giorni, Libroarbitrio

L’illusionista Sylvain Chomet e il confine del disarmonico mio

disponetevi tutti ad una discreta distanza
voi là
miei mostri
miei provocatori
difformi e dissennati
miei dispari miei differenti
voi miei dissepolti
miei disturbatori di disordine
disponetevi tutti da quella parte
proprio là
quello
è il confine del disarmonico, mio.

l'equilibrio

365 giorni, Libroarbitrio

“Levati” Bill Manhire

Quello che veramente ami
è la tua vera eredità
Ezra Pound

alors on danse

Tanta parte del pianeta è fragile:
cose che sbattono sul filo,
oggetti su un piatto, una macchina che sbanda sui campi…

Cioè: brusco, condizionale
e, come al solito,
breve: così che ancora una volta si prende il proprio posto.
Ma metti che un giorno guardando fuori

dalla finestra aperta
si vedesse la mortalità
nel grigio scarabocchio
d’un ragazzo con in mano una mela?

Fragilità. Brevità. Bellezza, persino.
Luce dello spazio a disposizione.
E cos’è la gioia?
Persino una matita lo può indicare.

365 giorni, Libroarbitrio

“Solo” Edgar Allan Poe

Tramonto sul mare di Ostia G.P.

Fotografia di Gianluca Pavia

Da bambino non ero come gli altri,
non vedevo come gli altri vedevano,
né le mie passioni scaturivano
da una fonte comune, e le mie pene
non avevano la stessa sorgente.
Il mio cuore, poi, non si destava
alla gioia in armonia con gli altri.
Io, tutto ciò che amai, l’amai da solo.
Allora, nell’infanzia, nell’aurora
d’una vita tempestosa, trassi
il mistero che ancora m’imprigiona
da ogni abisso del bene e del male,
e dal torrente o dalla sorgente,
dalla roccia rossa della montagna,
dal sole che tutto m’avvolgeva
nel suo autunno colorato d’oro,
dal fulmine del cielo che improvviso
mi sfiorava, scoppiava accanto a me,
dal tuono, dalla furia della pioggia,
e dalla nube che prendeva forma
di un dèmone ai miei occhi,
mentre il resto del cielo era sereno.

365 giorni, Libroarbitrio

” Elogio dell’ombra” Jorge Luis Borges

credi nei campi di grano

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca nel cielo.
Mi dicono che è la luna, ma
che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi danno un po’ di paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io dica il loro nome.
I libri della biblioteca non hanno lettere. Se li apro appaiono.
Se sfoglio l’atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi prende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron fa parte della battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Lodato sia l’amore in cui non c’è né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Lodato sia l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’inferno.
Chi entra in un fiume entra nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi gioca con un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Nel deserto ho visto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è niente di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole le sta inventando.

365 giorni, Libroarbitrio

“Il buongiorno” John Donne

CloudAtlasRecensioneInAnteprima

Con stupore mi domando, tu e io
che facevamo prima di amarci?
Non eravamo ancora svezzati?
A qualche rozzo, infantile piacere abbiamo succhiato?
O nell’antro dei sette dormienti abbiam russato?
Era così. Ma tolto questo piacere,
tutto il resto è fantasia.
E se mai qualche bellezza ho vista
e desiderata e avuta, non era che un sogno di te.

365 giorni, Libroarbitrio

“Ode su un’urna greca & Ode a un usignolo” John Keats

Ricardo Fernandez Ortega

Avere un sorso di vino!
Da lungo, lungo tempo
raffreddato nelle profonde caverne della terra,
dal sapore di Flora, di campagna verde,
danze, canti provenzali, e allegria solare!
Poter bere una coppa colma del caldo Sud,
colma di rossa, vera Ippocrene,
con perle, bollicine scintillanti all’orlo,
e la bocca una purpurea macchia;
potessi io bere, e non visto abbandonare il mondo
e via, con te svanire nella foresta oscura.

Via! Via! Volerò da te, 
non portato da Bacco e dai suoi leopardi,
ma sulle ali invisibili della poesia,
anche se lenta e dubbiosa la mente indugia:
con te, di certo, tenera è la notte…
Ma qui non c’è alcuna luce,
se non quella che dal cielo le brezze hanno soffiato 
attraverso verdeggianti oscurità
e tortuosi sentieri di muschio

365 giorni, Libroarbitrio

“Fight Club” Chuck Palahniuk

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La saliva di Tyler ha avuto due effetti. L’umidità del bacio sul dorso della mia mano ha trattenuto le scaglie di lisciva mentre bruciavano. Questo è stato il primo effetto. il secondo è stato che la lisciva brucia solo se combinata con l’acqua. O con la saliva.
“Questa è una bruciatura chimica” ha detto Tyler, ” e farà un male da cani come non hai mai provato”.
Si può usare lisciva per aprire tubature ostruite.
Chiudi gli occhi .
Un impasto di lisciva e acqua può aprire un buco in una padella di alluminio.
Una soluzione di lisciva e acqua è capace di dissolvere un cucchiaio di legno.
Combinata con l’acqua, la lisciva sfiora i cento gradi e riscaldandosi mi brucia il dorso della mano e Tyler mi posa le dita sulle dita, le nostre mani aperte sui miei calzoni sporchi di sangue, e Tyler dice di prestare attenzione perché questo è il momento più importante della mia vita.
“Perché tutto quello che è stato finora è una storia” dice Tyler, “e tutto quello che ci sarà dopo è una storia”.
Questo è il momento più importante della nostra vita.
La lisciva che mi si è appiccicata nella forma esatta del bacio di Tyler è un falò o un ferro da marchiatura o una fusione di nucleo atomico sulla mia mano alla fine di una lunga, lunga strada che mi immagino a miglia da me. Tyler mi dice di tornare indietro e stare con lui.
La mia mano se ne va, minuscola e all’orizzonte in fondo alla strada.
Guarda il fuoco che continua a bruciare, solo che adesso è oltre l’orizzonte. Un tramonto.
“Torna al dolore” dice Tyler.
Questo è il tipo di meditazione guidata che usano ai gruppi di sostegno.
Non pensare nemmeno alla parole dolore.
Se la meditazione guidata funziona per il cancro, può funzionare per questo.
“Guardati la mano” dice Tyler.
Non guardarti la mano.
Non pensare alla parola ustione o carne o pelle o bruciore.
Non ascoltarti piangere.
Meditazione guidata.
Sei in Irlanda. Chiudi gli occhi.
Sei in Irlanda l’estate dopo che hai lasciato l’università e stai bevendo in un pub vicino al castello dove giorno dopo giorno i torpedoni sfornano truppe di turisti inglesi e americani venuti a baciare la Pietra di Blarney.
“Non estraniarti” dice Tyler, “il sapone e il sacrificio umano vanno a braccetto.”
Lasci il pub in un torrente di uomini, camminando nell’imperlato e bagnato silenzio veicolare di stare dove è appena piovuto. E’ notte. Finché arrivi al castello della Pietra di Blarney.
I pavimenti del castello sono marciti e tu sali gli scalini di roccia con il nero che si fa sempre più fitto di qua e di là a ogni alzata. Tutti ammutoliscono nell’ascesa e nella tradizione di questo piccolo atto di ribellione.
“Ascoltami” dice Tyler. “Apri gli occhi.”
“Nella storia antica” dice Tyler, “i sacrifici umani venivano celebrati su una collina sopra un fiume. Migliaia di persone. Ascoltami. Si facevano i sacrifici e i corpi venivano cremati su una pira.
“Puoi piangere” dice Tyler. “Puoi andare al lavandino e farti correre acqua sulla mano, ma prima devi sapere che sei stupido e che morirai. Guardami.
“Un giorno” dice Tyler, “tu morirai e finché non saprai questo, per me sei inutile.”
Sei in Irlanda.
“Puoi piangere” dice Tyler, “ma ogni lacrima che cadrà nei fiocchi di lisciva sulla tua pelle ti lascerà l’ustione di una bruciatura.”
Meditazione guidata. Sei in Irlanda l’estate dopo il college e forse è qui dove per la prima voltahai desiderato l’anarchia. Anni prima di conoscere Tyler Durden, prima di aver pisciato per la prima volta nella crème anglaise, hai appreso piccoli atti di ribellione.
In Irlanda.
Sei su una piattaforma in cima alle scale in un castello.
“Puoi usare l’aceto” dice Tyler, “per neutralizzare la bruciatura, ma prima devi arrenderti.”
Dopo che centinaia di persone sono state sacrificate e cremate, dice Tyler, dall’altare è scivolato fuori un efflusso denso e bianco che è sceso verso il fiume.
Prima devi toccare il fondo.
Sei su una piattaforma in un castello d’Irlanda in un’oscurità senza fondo tutt’attorno ai bordi della piattaforma e davanti a te, a un braccio di buio di distanza, c’è una parete di pietra.
“La pioggia” dice Tyler “è caduta anno dopo anno sulla pira bruciata e anno dopo anno si bruciavano persone e la pioggia filtrava attraverso le ceneri del legno per diventare una soluzione di lisciva e la lisciva si combinava con il grasso disciolto dei sacrifici e un efflusso denso e bianco di sapone è fuoriuscito dalla base dell’altare ed è sceso verso il fiume.”
E gli uomini irlandesi intorno a te con il loro piccolo atto di ribellione nell’oscurità, si avvicinano al bordo della piattaforma e si fermano sul bordo del buio senza fondo e pisciano.
E gli uomini dicono avanti, piscia la tua speciale piscia americana sontuosa e gialla di troppe vitamine.
Sontuosa e cara e buttata via.
“Questo è il momento più importante della tua vita” dice Tyler, “e te ne sei andato altrove e te lo stai perdendo.”
Sei in Irlanda.
Oh, e sei lì che lo fai. oh, sì. Sì. E senti l’odore dell’ammoniaca e della dose quotidiana di complesso B.
Dove il sapone è caduto nel fiume, dice Tyler, dopo mille anni di gente uccisa e pioggia, gli antichi hanno trovato che i loro vestiti erano più puliti se li lavavano proprio lì.
Sto pisciando sulla Pietra di Blarney.
“Cazzo” dice Tyler.
Sto pisciando dentro i miei calzoni neri con le macchie di sangue rappreso che stomacano il mio capo.
Sei in una casa in affitto a Paper Street.
“Questo è un segno” dice Tyler. Tyler è pieno di informazioni utili.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Licenze Poetiche” Aldo Palazzeschi

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Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu.
Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto
queste piccole corbellerie: sono il suo diletto.
Cucù rucù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!
Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze,
licenze poetiche.

365 giorni, Libroarbitrio

“Di vetro son fatti” Giovanni Boccaccio

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William Turner  – Sunset over a lake

Vetro son fatti i fiumi, e i ruscelli
gli serra di fuor ora la freddura;
vestiti son i monti e la pianura
di bianca neve e nudi gli arbuscelli,
l’erbette morte, e non cantan gli uccelli
per la stagion contraria a lor natura;
Borea soffia, ed ogni creatura
sta chiusa per lo freddo ne’ sua ostelli.
Ed io, dolente, solo ardo ed incendo
in tanto foco, che quel di Vulcano
a rispetto non è una favilla;
e giorno e notte chiero, a giunta mano,
alquanto d’acqua al mio Signor, piangendo,
né ne posso impetrar sol una stilla.