365 giorni, Libroarbitrio

Heinrich Heine: poeta tormentato e giornalista di tipo letterario

Roma 7 luglio 2013

In sogno ogni notte ti vedo

In sogno ogni notte ti vedo,

amichevole tu mi saluti.

In un pianto disperato mi getto

ai tuoi piedi delicati.

Tu mi guardi con aria mesta,

e scuoti la testina bionda,

dai tuoi occhi perle di lacrime

furtive scendono goccia a goccia.

Mi dici in segreto una lieve parola

e un ramo di cipresso è il tuo dono.

Mi sveglio: è sparito il ramo,

e la parola non ricordo più.

Heine nacque a Dusseldorf nel 1797 e ricevette un’educazione illuminista.

Viaggiò a lungo in Italia e in Inghilterra e con la prosa ironica e traboccante di notizie delle sue Impressioni di viaggio inaugurò il giornalismo di tipo letterario.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

L’immaterialismo di Berkeley

Roma 15 maggio 2013

La materia non esiste è pura apparenza. Questa è la dottrina elaborata dal vescovo irlandese George Berkeley agli albori dell’era illuministica.

Esiste solo lo spirito, di cui la mente umana è una componente, e le cose che ci pare di percepire dal mondo esterni  sono solo idee, puri contenuti della mente.

Questa sua dottrina appare fortemente contraria al buon senso  comune: gli oggetti materiali esistono solo nella mente di chi li percepisce e solo nel momento in cui vengono percepiti.

Ragionamenti di questo tipo tendevano a un fine apologetico, ossia dimostrare l’esistenza di Dio: infatti se il mondo non ci appare come una massa caotica di sensazioni soggettive e se riusciamo a sopravvivere in un modo che in realtà non è affatto come ci pare ( ossia materiale ), è solo per il continuo intervento della divinità che ci fornisce in ogni momento  la conoscenza più adeguata alla situazione e al contesto.

Sono tesi estreme, ma ciò che fa di Berkeley un pensatore, un illuminista fra i più studiati nella modernità sono le argomentazioni, veramente sottili e ingegnose, con cui le sostiene.

Non vi ricorda nulla? Matrix?

Questo per rispondere a molti perché di chi mi chiede come mai io abbia ripreso gli studi del passato. Senza il passato e senza coloro che hanno basato le loro vite su studi , anche se a noi oggi appaiono inutili o infondati, non saremmo nulla.

Mio parere, opinabile per chiunque.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Pietro Metastasio

Roma 3 maggio 2013

Nato nel 1698, Pietro Trapassi eredita il cognome grecizzante “Metastasio” da Gian Vincenzo Gravina, critico che fu sua guida negli studi umanistici e che lo inserì all’interno dell’Arcadia con il nome di Artino Corasio.

Quando il Gravina morì nel 1718, Metastasio ereditò anche tutti i suoi beni, e subito dopo, a causa di ostilità di alcuni membri dell’Arcadia e di una delusione amorosa, pensò di trasferirsi a Napoli.

Qui frequentò i salotti mondani, ricercato e stimato per la sua abilità di brillante verseggiatore d’occasione, compose il dramma pastorale Endimione, maturando uno spiccato interesse verso la poesia per musica.

Ne seguono grandi successi come per Gli orti esperidi, la cantata gli valse l’amicizia della cantante Arianna Benti Bulgarelli, che lo convinse a dedicarsi interamente alla scrittura teatrale e melodrammatica.

Nel 1724, per lei scrisse il libretto dell’opera Didone abbandonata, che suscitò un inatteso entusiasmo di pubblico e critica.

Nel 1730 fu chiamato a Vienna da Carlo VI in qualità di poeta cesareo presso la corte degli Asburgo.

Per i futuri cinquantadue anni fu amato e stimato da l’intera corte ove vi rimase fino alla morte.

A domani

LL