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Edgar Allan Poe: “Il racconto fantastico e grottesco dell’Ottocento” (seconda parte)

Roma 1 luglio 2013

Nato a Boston, negli Stati Uniti, nel 1809, ebbe un’infanzia difficilissima, segnata dall’abbandono da parte del padre e dalla morte precoce della madre, traumi psicologici che segnarono profondamente il suo carattere.

Adottato da un ricco mercante, studiò prima in Inghilterra e poi, per breve tempo, in America, all’Università di Richmond, in Virginia.

Dopo aver pubblicato una prima raccolta di poesie, si arruolò nell’esercito ma venne espulso dall’Accademia militare per indisciplina.

Iniziò poi la pubblicazione dei primi racconti, alternando successivamente l’attività di giornalista e critico letterario a quella di narratore.

Negli anni Quaranta produsse e pubblicò i suoi migliori racconti, che gli diedero una notevole celebrità.

Nel 1847 una nuova tragedia sconvolse la sua vita: la morte della giovanissima moglie Maria Clemm che lo portò ad una vita isolata, allucinata, ossessionata dai ricordi.

Sconvolto nella mente e debilitato dall’alcolismo, morì a Baltimora nel 1849.

Poe è considerato uno degli iniziatori dei maestri del genere fantastico-horror e anche uno dei precursori del romanzo poliziesco.

I suoi racconti fantastici, ispirati alla tradizione del romanzo gotico inglese, o “nero”, fatto di ambientazioni lugubri, sinistre, misteriose e di episodi terrorizzanti, riflettono la sofferenza psicologica sperimentata in vita.

Poe ha saputo tradurre questi incubi in pagine di grande lucidità e potenza espressiva, tanto da essere considerato un grande interprete della scrittura romantica, uno scrittore maledetto, inimitabile nel suo genere: Gli assassini della rue Morgue, La caduta della casa degli Usher, Il pozzo e il pendolo, Ligeia, Il cuore rivelatore, il gatto nero, Tamerlano e altre poesie, Le avventure di Gordon Pym, Il corvo e altre poesie, Racconti.  

Alcuni di questi racconti sono stati ripresi per la sceneggiatura di famosi film.

A domani

LL

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