365 giorni, Libroarbitrio

.storia di una storia che non finirà mai di essere scritta. – Lié Larousse

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.storia di un mago
che sapeva fare solo magie d’apparizione
ma che nella vita voleva fare anche altro,
tipo le magie di sparizione
ma lui sapeva fare solo il mago delle magie d’apparizione
allora una sera troppo arrabbiato decise di farla finita!
ed apparì al contrario,
restando immobile di spalle al suo pubblico
tanto per dare l’idea
che sarebbe sparito
o che almeno se ne sarebbe andato,
prima o poi.

L.L.

DuediRipicca Miraggi edizioni
#SERGIOMARTINEZPINTOR #lecirque

365 giorni, Libroarbitrio

L’Ottocento e i princìpi fondamentali della libertà e della nazionalità

Roma 7 giugno 2013

L’Ottocento è in tutta Europa anzitutto il secolo dell’esaltazione dei due fondamentali princìpi della libertà e della nazionalità.

Essi non sono solo gli elementi condizionatori della vita politica: sempre più l’atteggiamento politico diviene un aspetto della vita spirituale, si lega strettamente alle esperienze culturali contemporanee, e la stessa attività letteraria diviene sempre più esplicitamente un modo di fare politica.

Deriva di qui l’importanza d’individuare con esattezza il nascere all’inizio dell’Ottocento di queste due idee guida di tutta la vita spirituale del secolo, nel loro configurarsi in modo nuovo e originale, nettamente diverso da quanto poteva essere stato sentito ed espresso intorno agli stessi temi nei secoli precedenti.

L’idea di libertà è posta alla base di tutta la vita spirituale del secolo, diviene il senso intimo, il filo conduttore, l’esigenza di fondo di tutto il suo svolgimento storico fino ai giorni nostri così da diventare da idea a mito, un valore religioso: appunto la “religione della libertà” appare una delle grandi conquiste del nuovo spirito umano.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Locke: la mente è un foglio bianco

Roma 8 maggio 2013

Sfogliando un libro per la nostra ricerca sull’Illuminismo mi sono imbattuta in questa frase “la mente non inventa idee”,
-Impossibile!- ho pensato e sfogliando indietro le pagine ho fatto le miei presentazioni con Locke.

John Locke è un altro studioso classico prima e autodidatta poi, non sazio e mai soddisfatto dell’educazione culturale ricevuta a Oxford che definiva uno studio fondato su inutili ricerche e parole oscure, si interessò alle scienze mediche e letterarie.

Da qui nascono le polemiche contro le teorie cartesiane: Cartesio ritiene che taluni, come opinione incontestabile, che nell’intelligenza vi siano certi principi innati, certe nozioni primarie, altrimenti dette nozioni comuni, caratteri per dir così, impressi nella nostra mente, che l’anima riceve fin dal primo momento della sua esistenza, portandoli con sé nel mondo.

Locke, invece, dimostra con argomenti tratti dall’esperienza l’inesistenza delle idee innate, i bambini, i pazzi , i selvaggi non possiedono alcuna idea di Dio né dei fondamentali principi geometrici. Ciò dimostra sperimentalmente che  nella conoscenza nulla vi è di innato e tutto è appreso dall’esperienza. Per illustrare questa teoria, Locke ricorre a una metafora divenuta celebre: la mente umana è alla nascita una tabula rasa, un foglio bianco su cui la pratica del mondo esterno e la riflessione dell’individuo su se stesso imprimeranno quei segni che chiamiamo conoscenza.

Risulta quindi falsa l’idea fondamentale del Razionalismo cartesiano, per cui determinate verità evidenti e intuitive debbano essere per forza precedenti a qualsiasi esperienza.

Voi cosa ne pensate?

A domani

LL