365 giorni, Libroarbitrio

Hermann Hesse “Al mio amore”

Roma 26 novembre 2013

Appoggia alla mia spalla

il tuo capo pesante, e taci

e gusta di ogni lacrima

l’agrodolce, inerme fondo.

Verranno giorni,

in cui tu di sete morirai

e angosciato di queste lacrime

invano nostalgia avrai.

Posa sui miei capelli

la mano; pesante è il mio capo,

la mia giovinezza,

mi hai rubato.

E’ perduto per sempre

lo splendore della giovinezza, la fonte di gioia,

che mi sembrò così inesauribilmente ricca,

solo collera e dolore rimasero

e notti e notti senza fine,

in cui il cerchio delle antiche passioni

crudele febbrile ferito attraversava

i miei sogni a occhi aperti.

Solo in rare ore di pace

talvolta si avvicina la giovinezza

a me, timido e pallido ospite,

e geme e sul cuore mi preme…

Posa sui miei capelli
la mano; pesante è il mio capo,

la mia giovinezza,

mi hai rubato.

Hermann Hesse nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la letteratura.

L’interesse per il misticismo orientale e le componenti irrazionalistiche del pensiero, il rapporto dialettico tra sensualità e spiritualità, ragione e sentimento, sono gli elementi più significativi della sua opera letteraria, che, anche dopo tanti anni, continua a riscuotere un grande successo di pubblico.

Hesse muore a Lugano nel 1962

A domani

Lié Larousse