365 giorni, Libroarbitrio

Young e i pensieri notturni sulla vita, la morte e l’immortalità: storia di un’autobiografia

Roma 21 maggio 2013

Nato a Upham nello Hampshire nel 1683 Edward Young compì gli studi a Oxford e manifestò precocemente un talento letterario versatile ed elegante. Intrapresa la carriera ecclesiastica fu cappellano del re Giorgio II e rettore Welwyn.

Dopo la pubblicazione di due tragedie classicheggianti, di sette satire dal titolo L’amore della gloria, passione universale, e della raccolta poetica Carme sull’ultimo giorno, che non gli diedero il successo ambiziosamente cercato, divenne celebre con Il lamento, ovvero pensieri notturni sulla vita, la morte e l’immortalità composto tra il 1742 e il 1746.

E’ un’elegia autobiografica, scritta dopo la morte della moglie e altri lutti familiari, in cui si anticipa il tema preromantico della meditazione notturna sulla tomba.

La lunga riflessione religiosa in nove libri, o “notti”, è opera emblematica della cosiddetta “graveyard school” o “scuola cimiteriale”, costituita da un gruppo di poeti, che portarono il culto della sensibilità a livelli di morbosità quasi patologica, concentrando la loro attenzione su tutte le tematiche relative alla morte, ai cimiteri e  alle lugubri atmosfere notturne.

Morì nello Hertfordshire nel 1765 e la sua opera si diffuse e influenzò tutta la poesia preromantica europea.

A domani

LL