365 giorni, Libroarbitrio

La poesia degli albori

Poeta

” Carpe Diem” Quinto Orazio Flacco

Non chiedere, o Leuconoe, non ci è lecito sapere,
quale destino abbiano per te e per me deciso gli dèi,
né scrutare gli oroscopi assiri. Meglio accettare
quel che sarà, ti abbia assegnato Giove molti inverni,
o l’ultimo che ora affatica il mare Tirreno
contro gli scogli! Sii saggia, filtra vini, spezza
lunghe speranze, poiché breve è la vita.
Noi parliamo, e intanto il tempo se ne va.
Cogli l’attimo fuggente,
affidati al domani quanto meno puoi.

“Satire” Decimo Giunio Giovenale

A Roma che cosa posso fare?
Non so mentire,
non so chiedere o lodare un libro se è brutto,
ignoro gli oroscopi:
non voglio e non posso
promettere la morte del padre,
non so consultare le viscere delle rane,
non do il mio sostegno a chi ruba,
per questo vado in giro
senza compagnia,
cammino da solo
come fossi uno storpio,
un inutile corpo
che ha perduto il braccio destro.
Chi si apprezza di questi tempi
se non chi è complice,
o chi nel cuore in fermento
non brucia di vergogne nascoste?

“Favole” Fedro

In che modo gli invidiosi mi giudicheranno,
lo so bene, anche se per ora non parlano.
Tutto ciò che parrà loro degno di lode
lo avrà detto Esopo, ma se qualcosa loro piacerà meno,
senza dubbi scommetteranno che l’ho scritta io.

365 giorni, Libroarbitrio

Neoclassicismo “Bellezza” valore assoluto

Roma 5 giugno 2013

Sotto il profilo letterario ed artistico l’età napoleonica fu caratterizzata dal neoclassicismo.

Questo movimento fu  sostanzialmente una forma del gusto, che si riferisce ai modelli classici, che ebbe origine verso la metà del ‘700, manifestandosi prima di tutto nelle arti figurative.

Risalgono a quel tempo gli scavi di Ercolano e Stabia con la conseguente diffusione di stampe riproducenti monumenti, sculture e pitture in quella occasione ritrovate, e gli studi archeologici del Winckelmann, un tedesco trasferitosi a Roma, che diffuse il gusto dell’antichità e l’amore per la bellezza concepita classicamente come armonia e proporzione.

Il modello classico passò ben presto dalle arti figurative alla letteratura, favorito dal gusto classicheggiante imperante nel ‘700 e dall’amore per le libere istituzioni repubblicane romane  spesso richiamate alla memoria da pensatori e uomini politici avversi alle monarchie assolute.

Anche durante questo periodo come per tutta l’era napoleonica erano forti i sentimenti rivolti alla disperata ricerca della libertà, ma l’aspetto prevalente del neoclassicismo fu quello ellenizzante.

Affermato il valore assoluto della Bellezza come ideale supremo dell’esistenza, essa fu identificata nell’armonia alla grazia, espressa attraverso la serenità che nasce dal superamento delle passioni, l’equilibrio dei sentimenti, l’esatto rapporto delle proporzioni.

La mitologia fu lo strumento di questa evasione: personaggi ed avvenimenti della vita contemporanea furono descritti attraverso il travestimento  mitologico o paragonati a momenti dei miti antichi, con un gusto decorativo spesso esteriore e coreografico.

Tutto il repertorio mitologico fu ripreso dai letterati che ricantarono antichi miti o nel linguaggio del mito fecero rivivere personaggi ed episodi della vita contemporanea, mentre gli artisti scolpivano, decoravano e dipingevano Napoleone nelle vesti di Giove olimpico o di un eroe invitto della mitica Ellade.

Quindi possiamo dire che il neoclassicismo non fu propriamente una corrente di idee ma fu la forma del gusto, il metodo del dipingere, di scolpire, di costruire e di poetare, ed influì la moda e le cosiddette arti minori.

A domani

LL