365 giorni, Libroarbitrio

A UN SEMAFORO – di Gianluca Pavia

poesia Pavia

Era un semaforo.
E’ stato a un semaforo su via Ostiense
di quelli dove il bangladino si digievolve 
in supersayan di settordicesimo livello,
e ti ha già venduto tutto, anche la tua macchina
e lo stronzo col suv ti taglia la strada
perfino così, praticamente da fermo
e governo ladro, se piove
governo ladro e fascista a 5 stelle
piove merda a catinelle.
E’ stato a un semaforo sull’Ostiense
di quelli che durano un’eternità,
quanto Le quattro stagioni di Vivaldi
– o una 4 stagioni del pizzaiolo egiziano
a lievitazione naturale dei miei coglioni –
e i pischelli di Libetta escono marci dall’after
ed è ancora rosso,
e il Papa rappa l’Angelus per avvicinare i giovani
e il Gazometro prende fuoco
ed è ancora rosso acceso,
e Optimus Prime è diventato vegano
il rosso del semaforo un Kandinsky monotono
– arancione meccanico, 20:01
odissea nel traffico romano – .
Quando la spia della riserva è accesa
dal Pleistocene, il tuo diesel era ancora un T-Rex
e gli harleysti picchiano stronzi fighetti su T-Max
i piccioni ti prendono di mira
e una blogger, nella Micra
– truccandosi nel retrovisore –
tampona il suv di prima
e fanno il CID come fosse amore
e passano altri 9 mesi, al semaforo
per dare luce verde, gialla e rossa
a un figlio terrapiattista,
radicalchic e trapper.
E’ stato a quel semaforo sull’Ostiense,
adesso verde,
marcia in folle freno a mano tirato
il mondo tutto un clacson
a questo semaforo sull’Ostiense
ho capito che senza di te
non riesco ad andare avanti.

Ci vediamo sabato 15 presso la Biblioteca Longhena
per Presentazione del libro “Black-out” di Gianluca Pavia
Chi non viene può restarsene al semaforo

365 giorni, Libroarbitrio

Ellery Queen : il racconto poliziesco

Roma 19 novembre 2013

Ellery Queen

Sotto lo pseudonimo di Ellery Queen si celano due scrittori statunitensi, i cugini Frederic Dannay (1905-82) e Manfred B.Lee (1905-71).

Figli di immigrati polacchi, cresciuti in un ambiente molto povero, pubblicarono il loro  primo romanzo, La poltrona  n°30, nel 1929.

Seguirono numerosissimi romanzi e racconti polizieschi, quasi tutti centrati sulla figura dell’investigatore Ellery Queen, abilissimo nella soluzione di enigmi che richiedano grandi capacità di osservazione e deduzione.

Tra i romanzi, tradotti in molte lingue e spesso sceneggiati  per il cinema e la tv, sono da ricordare soprattutto Il paese del maleficio (1942), Il gatto dalle molte code (1949), Il re è morto (1952).

Famosissimi non solo negli Stati Uniti, i cugini Donnay e Lee hanno contribuito all’affermazione del genere narrativo “giallo”  non solo come autori, ma anche per la capacità di raccogliere attorno alla rivista da loro fondata nel 1941 l’  “Ellery Queen’s Mistery Magazine”, l’opera dei migliori scrittori della narrativa poliziesca.

A domani

Lié Larousse