365 giorni, Libroarbitrio

“Ces flots jumeaux de lait bien épaissi” Pierre de Ronsard

Klimt

Ces flots jumeaux de lait bien épaissi
vont et revont  par leur blanche vallée
comme à aon bord la marine salée,
qui lente va, lente aussi…

Questi flutti gemelli di latte addensato
vanno e ritornano per la loro bianca valle,
come alla sua riva la salsa marina,
che lenta va, e così lenta ritorna.

Una distanza si crea tra loro come
tra due monti una strada spianata,
bianca di tutta la neve già caduta,
quando d’inverno s’addolcisce il vento.

Là due rubini alti s’elevano rosseggiando,
e i loro raggi completano l’avorio
che in ogni parte unito e tondo cresce.

Là tutto l’onore, là tutta la grazia abbonda
e la bellezza, se mai ne esiste al mondo,
vola e soggiorna in quel bel paradiso.

365 giorni, Libroarbitrio

Rainer Maria Rilke sensitivo e impressionistico

Roma 11 agosto 2013

“Non ho né amata,

né casa,

nessun posto dove vivere”

Irrequieto,  Rainer Maria Rilke, spinto alla ricerca per la ricerca della vita nella morte, della morte nella vita, fino al loro compimento, almeno letterario quando, agli albori del Novecento canta nei Sonetti a Orfeo l’approdo definitivo della vita quando giunge all’incontro con la sua gemella morte, ed esse incontrandosi si presentano come due aspetti di un’unica affermazione.

Orfeo, il dio della metamorfosi e del congedo, insegna all’uomo che, a dispetto della sua caducità, può innalzarsi ad attimi di estatico appagamento nominando le cose e godendone esistenza e contatto:

Signore: è tempo. L’estate era immensa.
Deponi sulle meridiane la tua ombra,
e libera sulle campagne i venti.

Fa’ che gli ultimi frutti siano colmi,
da’ loro altri due giorni di tepore,
conducili a maturità ed infondi
nel denso vino l’ultimo sapore.

Chi non ha casa, ormai più non edifica.
Chi ora è solo, a lungo resterà in solitudine,
a scriver lunghe lettere, a leggere, a vegliare,
e qua e là inquieto per i viali
tra le foglie che turbinano a errare.

da Giorno d’autunno

Le composizioni, in cui convivono poesia, filosofia e squarci discorsivi, fanno intendere il lungo cammino iniziato con il sensitivo e impressionistico debutto, fino a questi tardi blocchi di versi vigorosi e aspri, dove il vedere e il dire oggettivo vengono relativizzati a favore di un’arte che prende coscienza delle istanze ultime dell’uomo.

A domani

LL