365 giorni, Libroarbitrio

“Cosa posso fare – Orientarsi con le stelle” Raymond Carver

La petita obrera. c.1885. Joan Planella i Rodríguez

L’unica cosa che mi va di fare oggi è tenere d’occhio quegli uccelli fuori dalla finestra.
Ho staccato il telefono così i miei cari non possono allungare le mani su di me.
Ho detto loro che il pozzo s’è prosciugato.
Ma da quell’orecchio non ci sentono. Continuano a provarci lo stesso.
Ora non ce la faccio proprio più a sentire della macchina che ha sbiellato un’altra volta.
O della roulotte che credevo d’aver già pagato messa sotto sequestro.
A tutti la fortuna è andata a picco. L’unica cosa che chiedo io è che mi lascino restare seduto
qui ancora un poco. A curarmi il morso che Keeper, il cane pastore, m’ha dato ieri sera.
E a osservare quegli uccelli, che non chiedono un bel niente, tranne un po’ di sole.
Tra qualche istante mi toccherà riattaccare il telefono e cercare di distinguere la ragione dal torto. Fino ad allora
una dozzina di uccellini, non più grandi di una tazza di tè, se ne stanno appollaiati sui rami fuori la finestra.
D’un tratto smettono di cantare e girano la testa.
E’ chiaro che hanno sentito qualcosa.
E si tuffano in volo.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Libero arbitrio” di Gianluca Pavia

Stelle felici su un mare disteso Salvatore Graf

Opera pittorica “Stelle felici su un mare disteso” di Salvatore Graf

Scegliere di vivere
alzarsi la mattina
e pagare le bollette,
essere puntuale
e fare il tuo lavoro,
non uccidere nessuno
e mantenere il decoro,
non sono la stessa cosa.
Abbandonarsi e morire
e assaporare un fiore,
danzare sul tintinnio
fuori la finestra
o magari ascoltare
cosa il silenzio ha da dire
non sono la stessa cosa.
Il confine è sottile,
il capello di una donna tra le dita,
il click prima dello sparo,
il bip dell’emergenza,
lo chiamano libero arbitrio
ma è solo una stronzata,
alza il culo
e vai fuori a vivere
oppure
cambia canale
sarai più fortunato.
Forse.