365 giorni, Libroarbitrio

finisce tutto ciò che passa – L.L.

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Fanno male
perché sanno di poterselo permettere
devoti
alla Madonna dei loro incubi
che conoscono a memoria
e per renderli più interessanti ed appetibili
ne cambiano gli zigomi, il colore dei capelli
il sapore di un bacio, il tragitto nel sogno
ma non il finale al risveglio.
Quello, il risveglio, uguale da sempre
lo odiano ma ci si appigliano
già dapprima d’addormentarsi.
All’odio ci si aggrappano
denti stretti e fiato corto
come fosse salvezza, e chissà,
forse lo è, e allora ti uccidono l’amore,
si uccidono l’amore, così
che tutto possa tornare ad essere
controllabile
gestibile, ignobile, odiabile.
E tutto passa, un sospiro di sollievo,
e finisce qui.
Ma tu, non l’accettare.
Non farti rubare l’amore.
Magari
calcia i piedi al pavimento
corri in picchiata e sbatti il corpo nudo contro un muro
o resta pure immobile a sguardo cieco
mentre il tuo stesso cielo ti diluvia addosso
e se ci riesci piangi
e se le lacrime non escono ora
bé, credimi, usciranno poi.

Lié Larousse