365 giorni, Libroarbitrio

“come Florio e Biancofiore” Comtessa de Dia

un treno un abbraccio

Vorrei tenere il mio cavaliere
nudo, per una notte intera, tra le mie braccia.
Vorrei di gioia tutto inondarlo
ed essere col mio corpo il suo cuscino
ché affascinata ne sono più di quanto
non fu di Florio Biancofiore…

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365 giorni, Libroarbitrio

Trasformazione del romanzo cortese e della favola mitologica

Roma 18 febbraio 2013

Originalità del Boccaccio

Ad opera del Giovanni Boccaccio la lingua fiorentina trovò uno sbocco nuovo, confermando nel corso del Trecento, sul piano della letteratura, la sua egemonia fra i dialetti italiani. Una dimensione nuova acquisita infatti  con lui la prosa narrativa in volgare, che Dante aveva tentato nella Vita Nuova prima di impegnarsi nella prosa dottrinale, e che era adoperata nella novellistica a scopo morale, negli  Exempla dei predicatori e nei volgarizzamenti di opere storiche e romanesche. Ammiratore di Dante e Petrarca, la cui venerazione egli contribuì ad introdurre in Firenze, Boccaccio apparteneva in realtà ad una generazione diversa, pur essendo di pochi anni più giovane del Petrarca. Trasferitosi per studio a Napoli, presso la corte angioina, ove la tradizione letteraria cortese doveva aver mantenuto gran parte della sua originaria dignità, formò il carattere del giovane Boccaccio e proprio in questa atmosfera si avvia alla prima produzione narrativa verso uno stile non in tutto corrispondente alla tradizione del romanzo cortese.

Il “Filocolo” scritto a Napoli 1336 rivela le complesse istanze culturali con le quali il Boccaccio affrontava la narrativa cortese. Nel groviglio della trama e nella molteplicità degli episodi, che danno l’impressione del farraginoso, bisogna vedere in realtà la presenza di  quella tradizione narrativa fondata appunto sulla ricchezza delle peripezie  e dei motivi più disparati. La vicenda dei due giovani Florio e Biancofiore, infatti, offerta come esempio di un amore indissolubile, che supera ogni difficoltà e ogni prova, è inserita in una storia più vasta, che include la lotta fra cristiano e saraceni, spaziando dalla Spagna all’Africa, al lontano Oriente e infine Napoli e a Roma. Elementi epici e cavallereschi si mescolano a favolosi motivi orientali, con l’inclusione del magico e del fiabesco, mentre la rappresentazione della nobile società napoletana con i suoi eletti svaghi e con le sue splendide feste combina il gusto del meraviglioso con l’interesse per la descrizione dell’attuale vita mondana, come avviene appunto nel romanzo cortese.

A domani

LL

Per maggiori ed ulteriori spunti di lettura il testo preso in questione è:
La Letteratura nella Storia d’Italia
Editore Il Tripode