365 giorni, Libroarbitrio

#IOLEGGO E TU?

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero: – “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda: – “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.
Potrai anche non sapere dove andare, ma saprai con certezza quali libri portare con te! #IOLEGGO E TU?

Gianluca Pavia – Lié Larousse
DuediRipicca

#pokerdincubi
#spietatesperanze
#lié

Alter Ego edizioni – Miraggi Edizioni

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365 giorni, Libroarbitrio

“La pernice e i galli” Jean de La Fontaine & Marc Chagall

La pernice e i galli Marc Chagall

Fra certi galli violenti e poco urbani,
sempre in rissa tra loro e turbolenti,
viveva una pernice.
Lei, femminile, dai modi delicati,
pensava che, essendo una signorina,
e per di più straniera,
i galli, che all’amore son portati,
l’avrebbero trattata con affetto.
E invece quelli, rissosi, scalmanati,
non le portavano un filo di rispetto,
anzi, godevano a prenderla a beccate.
Lei, sulle prime, ci rimase male,
ma poi, vedendo che anche tra di loro
era tutto un beccarsi e uno spennarsi,
dopo un po’ finì per consolarsi
e si disse: ” E’ vero, io deploro
la loro inciviltà,
ma non è colpa loro, poveracci!
Loro usano così, niente da dire.
Non tutte le creature
sono forgiate sullo stesso stampo.
Chi nasce gallo, e chi nasce pernice.
Dipendesse da me, sarei felice
di avere una più onesta compagnia.
Però il padrone della fattoria
ha deciso altrimenti. Ci cattura,
ci taglia le ali e poi ci mette in gabbia
insieme con i galli, senza scampo.
E non degli animali,
solo dell’uomo bisogna avere paura”.

365 giorni, Libroarbitrio

POETA IO?… ” Madrigali moderni” Tullo Gramantieri 1928

Boldini- Il pianista -la-cantante-mondana

Nel dopoguerra.
Di sé.
Fece perdere le sue tracce.
Nessuno conosce.
Nessuno sa.
L.L.

POETA IO?…
Signora,
perché mai a me che in una
lettera, ho detto a voi dell’irrequieta
anima mia, dei sogni miei, del mio
sùbito amor per voi, del gran desio
che m’assalì di voi, sotto la luna,
l’altra notte, voi mi date del poeta?

Poeta io!…Perché?…Se avvien che Amore
mi detti dentro, in bei versi sonati
nel difficile gioco delle rime,
io scrivo come l’anima s’esprime;
– e son parole dolci come canti
poiché dell’imo sgorgano del cuore –

se avvien che porga orecchio all’infinita
canzon che della terra al cielo azzurro
innalza a noi d’intorno la natura,
io, nell’immensità spersa creatura,
unisco la mia voce, il mio sussurro
all’immortale canto della vita.

E allora creder ti fan l’identica
bambina incapricciata
che non vuol sonno prendere
se sola vien lasciata…

Perciò io m’offro subito
a farti compagnia:
ti narrerò la favola
più bella che ci sia!…

e spero poi che varie
volte ti desterai
e ripeter la favola
da capo mi farai…

365 giorni, Libroarbitrio

La poesia degli albori

Poeta

” Carpe Diem” Quinto Orazio Flacco

Non chiedere, o Leuconoe, non ci è lecito sapere,
quale destino abbiano per te e per me deciso gli dèi,
né scrutare gli oroscopi assiri. Meglio accettare
quel che sarà, ti abbia assegnato Giove molti inverni,
o l’ultimo che ora affatica il mare Tirreno
contro gli scogli! Sii saggia, filtra vini, spezza
lunghe speranze, poiché breve è la vita.
Noi parliamo, e intanto il tempo se ne va.
Cogli l’attimo fuggente,
affidati al domani quanto meno puoi.

“Satire” Decimo Giunio Giovenale

A Roma che cosa posso fare?
Non so mentire,
non so chiedere o lodare un libro se è brutto,
ignoro gli oroscopi:
non voglio e non posso
promettere la morte del padre,
non so consultare le viscere delle rane,
non do il mio sostegno a chi ruba,
per questo vado in giro
senza compagnia,
cammino da solo
come fossi uno storpio,
un inutile corpo
che ha perduto il braccio destro.
Chi si apprezza di questi tempi
se non chi è complice,
o chi nel cuore in fermento
non brucia di vergogne nascoste?

“Favole” Fedro

In che modo gli invidiosi mi giudicheranno,
lo so bene, anche se per ora non parlano.
Tutto ciò che parrà loro degno di lode
lo avrà detto Esopo, ma se qualcosa loro piacerà meno,
senza dubbi scommetteranno che l’ho scritta io.

365 giorni, Libroarbitrio

Trilussa e le brevi favolette

Roma 17 ottobre 2013

Trilussa poeta

Felicità

C’è un Ape che se posa

su un bottone de rosa:

lo succhia e se ne va…

Tutto sommato, la felicità

è una piccola cosa.

La tartaruga

Mentre, una notte, se n’annava a spasso,

la vecchia Tartaruga fece er passo

più lungo de la gamba e cascò giù

co’ la casa vortata sottinsù.

Un Rospo je strillò: “Scema che sei!

Queste so’ scappatelle

che costeno la pelle…”.

“Lo so:” rispose lei

“ma, prima de morì vedo le stelle.”

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Fra cronaca e favola: la costruzione del Decameron II

Roma 22 febbraio 2013

La cornice del Decameron

Tre giovani e sette fanciulle, che si ritrovano nella chiesa di S.Maria Novella, decidono di sfuggire agli orrori della peste scoppiata a Firenze il 1348, rifugiandosi sui colli di Fiesole. I loro nomi riprendono in gran parte quelli della precedente narrativa boccaccesca (Fiammetta, Panfilo, Filomena, Emilia) e riflettono simbolicamente la varietà della loro figura  umana, che si rivela nel comportamento e talora nella scelta delle novelle che alternativamente raccontano. Lo svago che occupa quasi completamente le giornate dei nobili giovani è appunto quello di raccontare novelle, ma fra l’una e l’altra c’è l’intermezzo di un canto, e alla fine della giornata si danza e si canta. Non mancava l’osservanza delle pratiche religiose, per le quali viene sospeso il venerdì e il sabato il piacere del favoleggiare. Ogni giorno viene eletto un re o una regina come guida, la quale ha il compito di imporre un tema e di sollecitare i giovani ad illustrato mediante una novella. La prima e la nona giornata e le novelle raccontate in ogni giornata da Dioneo, il più spregiudicato della brigata, si sottraggono all’osservanza del tema, e cioè attribuisce un margine di elasticità allo schema, che  si aggiunge a quella ricerca di varietà che tutta l’opera sostanzialmente persegue.

Ma Boccaccio si adoperava per fare della novella un lavoro altamente impegnato sul piano letterario, oltre a ricalcare gli autorevoli modelli del genere, perché concepiva la successione delle cento novelle in un ordine particolare che conferiva all’opera un senso ben più complesso dell’intrattenimento piacevole e dell’evasione.

A domani

LL