365 giorni, Libroarbitrio

La spirale discendente – Lindze

Confession, by Jack Vettriano

Ricordo:
una stanza in penombra,
il caldo afoso che
lucidava i nostri corpi,
e noi due
persi
in un grumo di emozioni.

Ricordo:
quel fragile equilibrio
incrinarsi e quelle
parole inadeguate,
pronunciate già
sapendo che
mai
sarebbero bastate.

E ricordo poi:
il sollievo
nella calma
e in quel silenzio
il tuo respirare
cadenzato,
e la mia veglia
in quella notte d’estate
dove anche i miei pensieri
non davano tregua.

E io così,
insoluto e perso
nelle mie inquietudini
come una fragile farfalla
strappata
da un  rabbioso
uragano.

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365 giorni, Libroarbitrio

Amorecaos – Gianluca Pavia

Amorecaos - G.P.

So che le farfalle
governano gli uragani
e gli scarafaggi l’amore   (e le scimmie sono umani
delle proprie madri,                senza il doppiopetto)

So che l’amore
è qualcosa di semplice
come il caos
e ogni sua legge

365 giorni, Libroarbitrio

Il tempo dell’anima è l’eternità – Margherita Guidacci

Chiara-Fersini-10

Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate – segnate e misurate
senza stancarvi.
Sfilate spilli tra le labbra, come una sarta:
me li appuntate sull’anima
e dite: “Qui faremo un bell’orlo.
Dopo starai tanto meglio.”
Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.
Sono un poeta: una farfalla, un essere
delicato, con le ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.

365 giorni, Libroarbitrio

in fondo alla coda dell’occhio

librarsi

La libellula s’è posata sul ginocchio sinistro accavallato sul destro e le iridi l’ho strizzate in fondo alla coda dell’occhio.
Faccio finta di non vederla.
Da bimba facevo sempre finta di non vedere la libellula posarsi, o la farfalla e la falena anche, mai mai le fissavo, mai mai dopo essermi accorta del loro arrivo continuavo a guardale, ma non voltavo mica la faccia a destra o a sinistra come accavallo le gambe no, rimanevo col faccino dritto dritto, ma le iridi, ah le iridi le strizzavo in fondo alla punta dell’occhio, andandomi a mettere con tutto il mio sguardo in quell’angolino di viso. Da bimba facevo sempre finta di non vedere la libellula posarsi, o la farfalla o la falena anche, non volevo metterle a disagio col mio osservarle e poi gli sguardi attendono sempre qualcosa, tipo quel qualcosa che ad un certo punto deve smuovere quel qualcos’altro, allora io accavallo le gambe e strizzo le iridi in fondo alla punta dell’occhio, e faccio finta di non vedere. Da bimba facevo sempre finta di non vedere la libellula posarsi, o la farfalla e la falena anche, non volevo proprio guardarle perché volevo che loro si sentissero libere di volare via quando gli pareva a loro, volevo che nessuno le indicasse, volevo che nessuno le spaventasse, che nessuno provasse a toccarle, e più di ogni altra cosa al mondo, da bimba, volevo proprio starmene da sola, come ora, che la libellula s’è posata sul mio ginocchio sinistro accavallato sul destro e le iridi l’ho strizzate in fondo alla coda dell’occhio.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“La ragazza che giocava con il fuoco” Stieg Larsson

falena

Quello era il nocciolo del problema.
Non esisteva praticamente nessun dubbio che una strega come Lisbeth Salander avesse fatto in tempo a procurarsi un certo numero di nemici nel corso degli anni.
L’avvocato Bjurman aveva però un grosso vantaggio.
A differenza di tutti gli altri che per un motivo o per l’altro potevano essersi arrabbiati con la ragazza, lui aveva accesso illimitato alle sue cartelle cliniche, alle relazioni degli assistenti sociali e a quelle degli psichiatri.
Era una delle poche persone in Svezia a conoscere i suoi segreti più intimi.
Ma la cartella personale che l’ufficio tutorio gli aveva fornito quando aveva accettato l’incarico di tutore della ragazza era breve e sommaria – circa quindici pagine che fornivano un’immagine generale della sua vita da adulta, un riassunto della perizia psichiatrica, la decisione del tribunale di metterla sotto tutela e la revisione contabile dell’anno precedente.
Aveva letto il sunto più e più volte.
Quindi aveva cominciato sistematicamente a raccogliere informazioni sul passato do Lisbeth.
Da avvocato sapeva molto bene come comportarsi per raccogliere informazioni negli uffici pubblici.
In qualità di suo tutore non aveva nessun problema a superare la segretezza che circondava la sua cartella clinica.
Era una delle poche persone che potevano ottenere qualsiasi documento che riguardasse Lisbeth Salander.

365 giorni, Libroarbitrio

Rubén Dario “La conchiglia”

Barbara C. Freeman

Sulla spiaggia ho trovato una conchiglia d’oro
massiccio e ricamata dalle perle  più fini
l’ho accostata all’udito e le grotte turchine
sottovoce mi hanno raccontato di un segreto tesoro…

Formica 

sei farfalla

senza ali.

L.L.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Lacrima di vetro porpora

 

bloodmilk

Bloodmilk – Sting Tung

E poi il cuore mi si è spezzato per davvero.

Di quel davvero che ho letto nei romanzi?

Di quel davvero che ho visto nei film?

Questo non lo so.

Ma so per certo

di avere avvertito pezzi di lui sfuggirmi dal petto

si sono sparpagliati ovunque prendendo altre forme

alcuni ho dovuto inghiottire per non soffocare

altri li ho rigettati via

un pezzetto piccolo piccolo però

una lacrima di vetro porpora

è rimasta incastrata

è sola

e bloccata.

Duole.

L.L.