365 giorni, Libroarbitrio

Viaggio – Lindze

Circo

E scopro di
Essere
me stesso
solo in movimento.

Nella transizione
continua
da una posizione e l’altra.

Nella trasformazione
improvvisa di un equilibrio
e uno squilibrio.

Vivo nel moto perpetuo,
in guardia
o nel processo di passarla
anche questa volta,
nella pulsazione
ritmica del dolore e
in quell’istante in cui
non sento nulla
e nell’attimo dopo,
quando
una fitta mi devasta.

Della meta me ne fotto,
vivo solo
in quella scheggia
di tempo
di follia
che mi porta
da un
luogo
e in un altro.

365 giorni, Libroarbitrio

Lui: l’Albero – Howard Nemerov

Signor Nove

Essere un gigante e non parlarne,
rimanere al proprio posto;
significare la presenza costante del processo
e sembrare sempre lo stesso;
essere saldo come roccia e sempre tremante,
avere insieme duro aspetto di morte
e la tenera, fluida essenza del crescere,
il proprio Essere ingannevolmente coperto di corazza,
il proprio divenire ingannevolmente vulnerabile.
Essere così resistente e ricevere così bene la luce,
generosamente offrendo conoscenza proibita
di tante cose del cielo e della terra
per le quali altrimenti non avremmo parole.

365 giorni, Libroarbitrio

Thomas Stearns Eliot “Animula”

Roma 18 novembre 2013

T.S.Eliot

” Esce di mano a Dio, l’anima semplicetta”
Giunge in un mondo piatto di luci cangianti e rumore,
che è chiaro o scuro, umido o secco, freddo o caldo;
sgattaiola fra le gambe di sedie e giocattoli,
avanza ardita, si spaventa subito,
si rifugia nel cantuccio di braccia e ginocchia,
vuole essere rassicurata, trova piacere
nella fragranza luccicata dell’albero di Natale,
trova piacere nel vento, nel sole che splende e nel mare;
studia i giochi di luce sul pavimento
e i cervi che corrono intorno a un vassoio d’argento;
confonde quel che ha intorno con la fantasia,
appagata dalle carte e da re e regine,
dalle imprese delle fate e dai racconti della servitù.
Il duro fardello dell’anima che cresce
imbarazza e offende sempre più, di giorno in giorno,
di settimana in settimana, sempre più offende e imbarazza
con gli imperativi di “essere  e sembrare”,
“si può e non si può”, desiderio e controllo.
La pena di vivere e la droga dei sogni
raggomitolano l’animuccia nel vano della finestra
protetta dall’Enciclopedia Brittanica.
Esce di mano al tempo l’anima semplicetta
irresoluta ed egoista, sgraziata, zoppa,
incapace di andare avanti o retrocedere,
temendo la calda realtà, il bene offerto,
negando il pungolo del sangue,
ombra delle proprie ombre, spettro nel proprio buio,
lasciando carte in disordine in una stanza polverosa,
vivendo per la prima volta nel silenzio dopo il viatico.

Prega per Guiterriez, avido di velocità e potenza,
per Boudin, dilaniato da un’esplosione,
per questo che fece un’ingente fortuna,
e quello che andò per la sua strada.
Prega per Florent, che i segugi uccisero fra i tassi,
prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita.

Da T.S.Eliot, Il sermone del fuoco, a cura di Massimo Bacigalupo, “Corriere della sera”, Milano 2012

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Muhammad Iqbal “La Luna Nuova”

Roma 3 novembre 2013

Muhammad Iqbal poeta

E’ naufragata la nave del Sole, nelle acque è affondata del Nilo

e ne galleggia ora sull’acque,ondeggiante, un frammento.

Goccia nel gran vassoio del cielo il sangue purissimo  del crepuscolo,

quasi che una lancia sottile abbia aperto le vene del sole!

O il firmamento ha rubato un orecchino alla sposa della Sera?

O è il liquido pesce d’argento che guizza nell’acque del Fiume?

Senza squilli di campanelle s’avvia ora la tua carovana,

e orecchie umane non posso udire il tuo passo leggero.

Tu mostri agli occhi dell’uomo  come si declina e si cresce:

la patria tua dov’è? A quale paese te n’ vai?

O astro errante colorato di quiete! Portami con te lontano,

ché spina di nostalgia pungente mi penetra l’anima ora.

Brama di luce m’agita in questa stretta dimora,

vagabondo fanciullo che vuol fuggire leggero dalla scuola triste

dell’Essere!

Da Muhammad Iqbal, Poesie, a cura di Alessandro Bausani, Guanda, Parma 1957.

A domani

Lié Larousse