365 giorni, Libroarbitrio

L’altro. Io stesso – Jorge Luis Borges

lo stendino di farfalle

Con cosa posso trattenerti?
Ti offro povere strade, tramonti disperati, la luna dei laceri sobborghi.
Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato a lungo, molto a lungo, la luna solitaria.
Ti offro i miei antenati, i miei morti, i fantasmi che i vivi hanno onorato oggi col bronzo.
Ti offro ogni intuizione racchiusa nei miei libri e quanta virilità o buon umore ha la mia vita.
Ti offro la lealtà di un uomo che non fu mai leale.
Ti offro la mia essenza, salvata non so come, quel centro del cuore che non tratta parole, non traffica coi sogni e non è mai toccato dal tempo, dalla gioia o dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una rosa gialla vista anni fa al tramonto, prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni di te stessa, teorie su di te, notizie vere e sorprendenti al tuo riguardo.
Ti posso dare la mia solitudine, le mie tenebre, la fame del mio cuore; cerco di allettarti con l’incertezza, il pericolo, la sconfitta.

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365 giorni, Libroarbitrio

dove d’aspre albe – L.L.

in sogno

Tetri cammini d’aspre albe

si materializzano sul fondale di vite disordinate,

inghiottite da dottrine illogiche,

ormai prive della loro stessa essenza.

Spazi di materia oscuri,

remote regioni della speranza

dove la verità è brutale ma vale più di una favolosa menzogna,

dove per vivere non serve il caotico clangore della realtà

ma l’inquieto ottimismo di corpi avvinghiati nel sogno

dove evaporare questo indicibile mio amore di te.

L.L.