365 giorni, Libroarbitrio

“Dracula” Bram Stoker

Patrizia Risaliti - Due

“Due” opera pittorica di Patriza Risaliti 

Diario di Jonathan Harker
Quando ho scoperto d’esser prigioniero, una sorta di ira selvaggia si è impadronita di me. Correvo su e giù per le scale, provando le porte una ad una, e scrutando da ogni finestra che trovavo; ma dopo un po’ sono stato sopraffatto da una sensazione di totale impotenza. Ripensandoci adesso, dopo qualche ora, credo di essere stato fuori di me, perché mi sono comportato come un topo in trappola. Alla fine, certo dell’inutilità di qualsiasi tentativo, mi sono seduto con calma – la stessa con cui ho sempre affrontato gli eventi della vita –  e ho cominciato a pensare cosa fosse meglio fare. Ci sto ancora pensando, e finora non ho trovato una soluzione certa. Solo di una cosa sono sicuro: è inutile parlarne al Conte. Egli sa bene che sono prigioniero; e poiché è stato lui a volerlo, avrà le sue ragioni, e se gliene chiedessi spiegazione mi darebbe certo false risposte. A mio parere, il mio unico piano può essere tenere per me quanto so, tutte le mie paure, e stare con gli occhi ben aperti. So bene che o sono i miei timori a ingannarmi, come accade ai bambini, oppure mi trovo in una situazione molto difficile. 

J.H.

365 giorni, Libroarbitrio

Olindo Guerrini : “verista, eversivo, crepuscolare”

Roma 5 luglio 2013

Ma quando il dubbio mi risveglia, quando

via per la nebbia del mattin tranquille

sfuman le larve che segui sognando,

colle man mi fo velo alle pupille

e mi guardo nel core e mi domando:

sono un poeta o sono un imbecille?

Anticipatore del Crepuscolarismo, anticonformista, di fede socialista, Guerrini nacque a Forlì nel 1845.

Visse a Bologna come bibliotecario dell’università e in questa città ebbe l’opportunità di conoscere e stringere amicizia con Carducci e Panzacchi.

Nel 1877, con il titolo Postuma e il nome di Lorenzo Stecchetti, il poeta finse di pubblicare i versi di un cugino morto di tubercolosi.

La raccolta suscitò scandalo e polemiche per l’audacia dei suoi contenuti erotici e satiri.

Successivamente Guerrini riunì le sue poesie in lingua italiana nei volumi Le Rime e Nova Polemica, le liriche in dialetto in Sonetti Romagnoli.

In tutta la produzione poetica ostentò la sua adesione letteraria al Verismo, la posizione anclericale ed eversiva, una vena comica di origine popolaresca.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Lord George Gordon Noel Byron: il cuore sepolto.

Roma 23 maggio 2013

cuore disegno Francesca Cortona

Il poeta Byron si identifica nel mito del vate romantico, bello e tenebroso, trasgressivo e stravagante, libero e appassionato. Sono molto pochi i poeti illuministi preromantici che scelgono di intraprendere questa strada.

Figlio di un nobile dissoluto, il barone John Byron, detto “Jack il Matto”, che ha dilapidato il patrimonio familiare, Lord George Gordon Noel Byron nasce nel 1788 a Londra e cresce ad Aberdeen, in Scozia, con una madre che odia, in ristrettezze economiche.

Infatuato di una lontana cugina, a dodici anni scrive per lei i primi versi. Nel 1805 entra al Trinity College di Cambridge, e l’anno dopo pubblica anonimamente una raccolta, subito ripudiata.

Nel 1808 si trasferisce nel castello familiare di Newstead Abbey, a Nottingham, e in seguito occupa il suo seggio alla Camera dei Lord.

Secondo gli usi dell’aristocrazia inglese, nel 1809 parte per il grand tour: Lisbona, Spagna, Malta, Grecia, Albania, Turchia.

Tornato a Londra nel 1811, si mette in luce per il fascino e l’abilità oratoria, pubblica vari discorsi e i primi due canti del Pellegrinaggio del cavaliere Aroldo, ottenendo subito fama.

Alcuni critici lo stroncano, gli uomini lo invidiano, le donne e il bel mondo se lo contendono. Ma nel 1816, all’apice della gloria  e di un successo travolgente, parte per un esilio volontario e senza ritorno. Si lascia alle spalle il breve matrimonio con Anne Isabella Milbanke, l’ipocrisia dei suoi censori e ogni sorta di maldicenze sul suo conto.

In realtà a ridurlo alla fuga sono gli scandali: un rapporto incestuoso con la sorellastra Augusta Leigh e i fondati sospetti sulla sua omosessualità ( nell’Inghilterra del primo Ottocento la pena per i “sodomiti” consiste nell’impiccagione preceduta da gogna).

Fa tappa a Ginevra, dove incontra l’amico Shelley con la fidanzata e la di lei sorellastra Claire, che mette subito incinta. La neonata, Allegra, viene chiusa in convento presso Ravenna, dove morirà giovanissima.

Nel 1817 Byron sbarca aVenezia: deve fermarsi pochi mesi, ma vi resterà tre anni. Qui naturalmente primeggia nell’egoismo erotico, impara l’armeno, l’italiano, il veneto, legge Pulci, Ariosto, e Boiardo, diventa un maestro nel poema eroicomico, scrive Il lamento di Tasso, un drammatico e appassionato canto d’amore per Eleonora d’Este, e i primi cinque  dei XVI canti del Don Juan, il suo capolavoro incompiuto.

La vendita della proprietà di Newstead  Abbey non lo libererà dai suoi problemi economici, ma soprattutto il senso di inappagamento che lo accompagnerà per tutta la vita.

Nel 1819 riceve la visita di Shelley, che lo trova trascurato, capelli lunghi e grigi, sciatto dedito a una sessualità sfrenata.

La sua vita cambia radicalmente quando si innamora della contessa  diciottenne  Teresa Guiccioli, moglie di un uomo ricco, il cui fratello lo convince ad entrare nella Carboneria.

Ramingo in varie città italiane, scrive senza tregua drammi e poesie:: Ravenna gli ispira l’appassionata Profezia di Dante, in cui fa esprimere all’autore della Commedia la propria visione sulla futura liberazione dell’Italia; a Pisa fonda un periodico politico-letterario, compone altri canti del Don Juan e lavora alla splendida traduzione del  Morgante Maggiore di Pulci.

Ma il naufragio di Shelly nella baia di Lerici lo indice a cercare il proprio naufragio.

Nel 1823 accetta la proposta della Commissione greca di Londra  di recarsi in Grecia per aiutare la guerra di indipendenza  contro i turchi. Parte entusiasta, cercando un epilogo che dia un senso al suo ossessivo ” bisogno di fatalità”. Forse sogna una fine gloriosa, ma muore di febbre reumatica, nel 1824, a Missolungi.

I greci lo piangono come un eroe della loro lotta.

Il suo corpo viene imbalsamato, il cuore sepolto a Missolungi .

La salma è tumulata nella cappella familiare di Newstead.

A domani

LL

Disegno in copertina:
The Heart machine
di Francesca Cortona

Spunto di lettura:

Poesia, Vite di poeti
Fondazione poesia Onlus
Testo scritto da Maria Franguli