365 giorni, Libroarbitrio

“Niente parole d’amore per un fucile” Cesare Oddera

 

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Un fucile uccide
Per questo è stato creato
Non ha scelta
Niente parole d’amore, per un fucile
La sua bocca è tuono
La sua lingua un lampo
La sua voce è morte
Solo questo sa dire
Un fiore è bellezza disarmata, disarmante
Bellezza che incombe alta
al di sopra delle lame affilate
dell’erba spada
Lassù l’ha posto il sangue della terra,
noi tutti, i globuli rossi
del piano economico mondiale,
il tramonto che arrossa
quelle stesse lame
E ugualmente esso non ha scelta
È venuto al mondo come simbolo
e morirà su una bandiera
Ora, io sono certo di non sbagliare
quando affermo che Erica
è nata per l’amore,
per tenere i fiori lontani dalle bandiere
e gli uomini lontani dai fucili
E nemmeno per Erica c’è scelta
L’amore non sceglie
Si fa scegliere
Un fucile, un fiore, Erica
Morte, bellezza, amore
Questi i loro nomi
Questi i loro compiti
E da ragazzo
ho corso a spaccapolmoni
lungo prati sterminati
E da soldato mi sono addormentato
stretto ad un fucile
E se l’ho fatto è perché
questi sono i compiti
di un ragazzo e di un soldato
Calpestare le bandiere
e dormire abbracciato alla morte
E dopo, solo dopo, da poeta
ho raccolto in fila
la bellezza di tutti i fiori
e ognuno di essi l’ho armato
con un fucile di morte
Poi ho sistemato Erica
dall’altra parte dell’amore
e ho dato l’ordine
Perché questo è infine
il compito di un poeta:
mischiare le carte
e gridare “fuoco!”

dal blog di marcellomeo.wordpress.com

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Il sole è tramontato” Emily Bronte

Roma 25 febbraio 2014Emily Bronte

 

Il sole è tramontato e le onde dell’erba
oscillano tetre al vento della sera
l’uccello è volato via dalla vecchia roccia grigia
e cerca il caldo rifugio di un nido.
Nel solitario orizzonte intorno a me
nulla vedo nulla sento
se non il vento lontano
che sospira sul mare di erica.

A domani
Lié Larousse

 

365 giorni, Libroarbitrio

Moya Cannon “Colline”

Roma 12 dicembre 2013

Moya Cannon

Le mie colline  selvagge  avanzano altere,
e forse ho cercato, dopo tutto, nonostante tutto,
di liberarmi di loro,
delle mie buie colline blu,
che per me sono state la metà
del perimetro del mondo.
Così in basso mi sono chinata per cantare l’erica,
aggiustando il mio amore
in modo che elegantemente entrasse
in una disinteressata conversazione?

Chi penso di ingannare?
Conosco queste colline meglio dell’erica.
Conosco il blu delle loro spalle delicate.
Conosco il rosso dell’erba che cresce negli alti stagni
e gli appassionati chiarori e le oscurità
degli alti laghi paludosi.
E so anche come,
nelle tenebre invernali,
sentirò queste umide colline ululare nel mio sangue
come lupi.

Moya Cannon è una delle nuove voci della poesia irlandese.

E’ nata nel 1956 nell’Eire, a Dunfanaghy, città della contea di Donegal.

Ha pubblicato la sua prima raccolta poetica dal titolo Oar nel 1990, ricevendo importanti riconoscimenti.

A domani

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Il senso della natura : Emily Bronte e le sue sorelle

Roma 26 luglio 2013

Sorelle Bronte

Mi soffermai intorno a esse sotto quel cielo benigno,

guardai  le falene svolazzare tra l’erica e i convolvoli, rimasi

ad ascoltare il dolce vento che  soffiava tra le erbe , e mi

chiesi  se mai si potesse pensare  a tormentosi sonni per

quelli che dormivano in quella quieta terra.

versi  finali di “Cime tempestose

Il nome di Emily Bronte, nata a Thornton nel 1818, è strettamente legato a quello delle due sorelle Anne ( Agnes Grey, 1847) e Charlotte (Jane Eyre, 1847).

Le tre scrittrici condivisero la vita isolata nelle selvagge  brughiere dello Yorkshire, la passione per i poeti romantici, la composizione poetica, la creazione di un mondo immaginario, da loro chiamato Gondal, nel quale furono ambientate molte delle loro liriche e storie.

Emily pubblicò i suoi versi, pervasi da un profondo senso della natura, assieme alle sorelle con pseudonimi maschili: Poesie di Currer, Ellis e Acton Bell.

Il suo capolavoro è il romanzo Cime tempestose, opera ricca di passionalità e suggestioni simboliche inquietanti.

Morì di tisi come quasi tutta la sua famiglia, ad Haworth nel 1848.

Il sole è tramontato e le onde dell’erba

oscillano tetre al vento della sera

l’uccello è volato via  dalla vecchia roccia grigia

e cerca  il caldo rifugio di un nido.

Nel solitario orizzonte intorno a me

nulla vedo nulla sento

se non il  vento lontano

 che sospira sul mare d’erica.

Emily Bronte

A domani

LL