365 giorni, Libroarbitrio

“Eppure er mare” di Cesare Pascarella

Roma 27 giugno 2013

Eppure er mare

Eppure er mare…er mare, quann’è bello,

che vedi quel’azzurro der turchino,

che te  ce sdraj longo lì vicino,

te s’apre er core come ‘no sportello.

Che delizia! Sentì quel ventarello

salato, quer freschetto fino fino

dell’onne, che le move  er ponentino,

 che pare stieno a fa’ a nisconnarello!

Eppure, sotto a tutto quel celeste,

ma, dico, dimme un po’, chi lo direbbe

che ce coveno sotto le tempeste?

Cusì uno, finché non ce s’avveza,

che te credi che lui ce penserebbe

si fino a dove arriva la grannezza?

di

Cesare Pascarella

Cesare Pascarella poeta dilettale fu anche pittore specializzato nel disegno di figure animali. Protagonista dei suoi scritti è il popolano patriottico e liberale, de La scoperta de l’America, da cui è tratto il passo di Eppure er mare è in esso è ben rappresentato, così come in Storia nostra, che racconta a suon di battute e comici spropositi la storia d’Italia dall’inizio del Risorgimento.

A domani

LL

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