365 giorni, Libroarbitrio

Edward Young: “il giorno segue la notte”

Roma 20 maggio 2013

Il giorno segue la notte

Il giorno segue la notte

e la notte il giorno che muore, sorgono le stelle

e tramontano e risorgono,

dando esempio alla terra.

Guarda come la gaia estate

con la sua ghirlanda verde e i fiori d’ambrosia

appassisce nel pallido autunno,

come il grigio inverno

gelido di brina e burrascoso

spazza via i frutti dorati dell’autunno

per poi sciogliersi nella molle primavera,

che dalle tiepide stanze e meridione chiama

con tiepidi aliti la calda stagione. Ogni cosa

per rifiorire ingiallisce, come in una ruota

ove tutto affondi per poi risalire.

Metafora dell’uomo che passa e non perisce,

con una lieve distinzione tra il simbolo e l’oggetto,

la Natura s’avvicenda, e intanto l’uomo avanza:

eterni entrambi, ma cerchio l’una e linea l’altro;

gravitante per la prima, dove l’uomo si leva involo.

L’animo tremante e ardente come fiamma

rivolge al cielo un anelito

a cui zelo e umiltà porgono ali.

Nel multiforme mondo materiale

tutto muore a nuova vita. E tale vita nata dalla morte,

spiega la vastità della materia senza posa.

Neanche un solo atomo

l’Altissimo disperde una volta creato.

da Il lamento, VI

A domani

LL