365 giorni, Libroarbitrio

Haiku di Yosa Buson

Roma 23 febbraio 2014

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Sono in fiore le azalee
nel villaggio lontano tra i monti.
Riso bianco bollito.

E’ notte, l’orchidea
nasconde nel profumo
lo splendore del suo fiore.

La giornata di ieri è passata,
quella di oggi se ne va.
Così la primavera si allontana.

Rugiada bianca.
Una goccia per ogni spina
di rosa canina.

Sopra le foglie cadute
rumore di passi lontani
di colui che aspetto.

Più sola ancora
dell’anno scorso.
Crepuscolo autunnale.

Cade una pioggia lieve,
senza rumore, sul muschio.
Quanti ricordi del passato!

Yosa Buson nacque da una famiglia contadina a Kema, nella provincia di Settsu, nel 1715.
Ancora molto giovane si stabilì a Edo, dove frequentò una scuola di poesia e imparò a comporre Haiku da prestigiosi maestri. Nello stesso periodo studiò anche presso una scuola di pittura dove approfondì le sue conoscenze sulla storia dell’arte orientale e acquisì una propria tecnica grafica. Per alcuni anni praticò la pittura come attività primaria, poi la sua produzione artistica si intensificò anche nella poesia, che divenne specchio della sua sensibilità visiva e coloristica.
Assieme a Basho, Issa e Shiki, Yosa Buson è concordemente ritenuto uno dei più grandi maestri dell’Haiku, per la sua funzione innovativa e riformatrice.
I temi tipici di questo genere poetico, la natura e gli oggetti, furono da lui ripresi con l’inedita introduzione di elementi autobiografici e sentimentali, e trasformati in simboli.

A domani
Lié Larousse

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365 giorni, Libroarbitrio

Kobayashi Issa “La mia primavera”

Roma 3 agosto 2013

Kobayashi Issa

Con occhi invidiosi
insegui la farfalla
uccellino in gabbia!

“La nostra casa”:
freschezza
di queste parole.

E’ in fiore il susino,
l’usignolo canta
ma io sono sola!

Paese di montagna:
la luna piena autunnale
entra nella mia zuppa.

Gocce di pioggia cadono
qua e là
zanzare variegate!

Quando morirò
fai la guardia alla mia tomba
piccolo grillo.

Tra i fiori del tè
i passerotti
giocano a nascondino.

L’uccellino prepara il nido.
Non sa che taglieranno
l’albero.

Kobayashi Issa 

Originario di Kashiwabara, Issa considerato uno dei maggiori poeti giapponesi.

Rimasto orfano a quindici anni andò a vivere a Edo, l’attuale Tokyo,per apprendere l’arte dell’haiku.

Dopo alcuni anni prese a girovagare per il paese facendo visita a illustri poeti e traendo dai nuovi ambienti conosciuti motivi di ispirazione per le sue composizioni.

Si sposò, ma nel giro di pochi anni, uno alla volta, gli morirono i quattro figli e la moglie.

Si risposò, ma il matrimonio fu un fallimento.

Fu colpito da una grave malattia e un incendio gli bruciò la casa.

L’opera più nota di Issa, La mia primavera, è un “haibun”, cioè una sequenza di haikai  alternati a brani in prosa, che rispecchiano fatti ed emozioni della sua vita.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Letteratura seicentesca in Oriente: viaggiare per Basho.

Roma 9 aprile 2013

Nel 1644 a Ueno nasce Matsuo Basho. Destinato a diventare samurai come i suoi predecessori, Basho, da giovane presta servizio a Todo Yoshitada figlio del generale di Ueno e  studioso dello haikai :la poesia “a catena”, i cui versi erano composti da più autori, secondo schemi alternati. Dopo la morte del padrone tornò nella casa d’infanzia e nel 1672 si trasferì a Edo, oggi l’attuale Tokio.

In pochi anni, nonostante cambiasse spesso lo pseudonimo con il quale firmava le proprie opere,  la sua fama di poeta si diffuse, e cominciò ad avere allievi.

Seguace e praticante del Buddhismo zen, Basho cercò nuovi stili, nuove fonti di ispirazione, per raggiungere la perfezione artistica, la dimensione in cui vita e arte fossero armonicamente fuse.

Nel 1682 pubblica la raccolta in versi “Minashiguri” – Castagne vuote – ispirati alla poesia Tang. Successivamente, con il ripetersi di numerosi viaggi, nascono splenditi resoconti in prosa e in versi: il diario del viaggio verso casa s’intitola ” Nozarashi kiko” – Note di viaggio di un teschio – ma il suo capolavoro letterario è “Oku no hosomichi”- Lo stretto sentiero dell’Oku – che racconta il viaggio compiouto nel 1689, assieme al compagno Sora, nel nord dell’isola Honshu.

La peregrinazione come percorso dello spirito e fonte d’ispirazione poetica è stata un topos della tradizione classica cinese e giapponese, ma Basho la portò ad esiti supremi, perché l’ haikai non fu soltanto un semplice genere poetico ma l’espressione dei sentimenti, del cuore, e doveva avere eleganza e raffinatezza, esprimere la verità eterna in un modo vivo e sperimentale.

Egli educava quattro principi fondamentali del genere poetico Haikai: la mistica serenità sabi, la guida shiori,la sottigliezza hosomi, la leggerezza karumi.

Pochi giorni prima di morire scrisse la sua ultima poesia:

Ammalato durante il viaggio

il mio sogno spazia

nel deserto.

A domani

LL