365 giorni, Libroarbitrio

I FANTASMI DEL NATALE – GIANLUCA PAVIA & LIE’ LAROUSSE/2dR

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Non è colpa di Dio
se ci scartiamo come regali
riciclati da un altro Natale
se le uniche palle rimaste
– trite e ritrite –
penzolano tristi
da un albero spelacchiato
non è colpa di Cristo
se ci scambiamo segni di pace
come malattie veneree
se i Magi hanno confuso
una scia chimica
per quella della cometa
non è colpa del bue e dell’asinello
se la mucca è pazza
e maiali e polli hanno l’influenza
né dei pescatori d’anime
se siamo finiti in una rete
che la lacera
l’anima
non è colpa della Madonna
se non c’è rispetto per le donne
se Cristo si è fermato ad Eboli
a chiedere indicazioni
e se i pochi valori rimasti
li abbiamo venduti al compro oro
no, non è colpa loro
ma dell’uomo
se oggi ti senti così vuoto
se i fantasmi del Natale
Passato Presente Futuro
sono ectoplasmi spietati
ma va bene, io li aspetto
Xanax in blister
e un fucile da Ghostbusters.

Gianluca Pavia & Lié Larousse /2dR DuediRipicca

#ifantasmidelnatale

 

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+ LUCE|FIAMMIFERI ILLUSTRATI – MARZIA GRILLO & LAURA

+ LUCE | FIAMMIFERI ILLUSTRATI

La nostra Poesia accende e illumina!
Un grazie davvero speciale per questo regalo a Marzia Grillo e a Laura per aver scelto i nostri libri per “+ Luce| Fiammiferi illustrati” un progetto di promozione artistica di letteratura a livello nazionale, con una realizzazione tutta artigianale: ogni scatolina di fiammiferi al suo interno contiene anche una poesia scritta a mano!

Per chi desidera ordinarle per la propria libreria, gallery o anche per regalarle a Natale può trovarle domani in una serie Limited Edition a noi dedicata durante l’evento Una Serata Ad Arte in via delle Tre Cannelle 8, o anche scriverci a duediripicca@yahoo.com

Le scatoline + Luce| Fiammiferi illustrati sono realizzati anche con le cover di libri e le poesie di scrittori del panorama letterario classico e contemporaneo.

Gianluca Pavia #spietatesperanze Miraggi Edizioni
Lié Larousse #lié Miraggi Edizioni
DuediRipicca www.libroarbitrio.com

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LO SO, LO SAI – GIANLUCA PAVIA

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Vorrei trovarti qui
in questa mattinata
gelida.
Cambieresti,
lo so,
la sabbia del gatto
e le sfumature
d’ogni nuvola,
una ad una.
Metteresti su il caffè,
ne sentirei l’odore
tra le lenzuola
che sanno ancora
di te,
e me ne parlano.
Canteresti Battisti
sotto la doccia,
lo so,
e poi il phon
un po’ di crema
e torneresti a letto
a fare ancora
l’amore.
La tv in sottofondo
e parleremmo, lo so
rideremmo
morderemmo carne pallida
come il corpo di un Cristo
che non aveva alternative.
Scordandoci del caffè
e dei piatti da lavare
e del cane da scendere,
saremmo il sole
sotto questa diluvio,
ma l’arca è affondata
affogando due d’ogni specie,
specie noi due.
E tu non ci sei,
non ci sarai
e lo so, lo sai
il perché.

poem by Gianluca Pavia
DuediRipicca
paint by Ben Goossens

#SPIETATESPERANZE
Miraggi Edizioni

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POKER D’INCUBI E’ AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO UN DOPPIO APPUNTAMENTO CON GIANLUCA PAVIA & LIE’ LAROUSSE – 2dR –

Presso lo stand G130, Padiglione 2, Alter Ego Edizioni e Augh Edizioni fino al 22 maggio, e oggi alle 17:20 saremo ospiti con il Premio letterario Racconti nella Rete al “Superfestival” la prima vetrina dei Festival culturali ospitata all’interno della XXX edizione del Salone del libro di Torino. Saranno presenti il Presidente del Premio Demetrio Brandi ed alcuni autori vincitori del premio che parleranno della loro esperienza letteraria e dei racconti inseriti nell’antologia Racconti nella Rete edita da Nottetempo. Brandi illustrerà la nuova edizione del premio riservato a racconti brevi e soggetti per cortometraggi.
Vi ricordiamo che il termine ultimo per l’invio del materiale al Premio Racconti nella Rete 2017 è il prossimo 31 maggio
Gianluca Pavia Lié Larousse DuediRipicca
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“Levati” Bill Manhire

Quello che veramente ami
è la tua vera eredità
Ezra Pound

alors on danse

Tanta parte del pianeta è fragile:
cose che sbattono sul filo,
oggetti su un piatto, una macchina che sbanda sui campi…

Cioè: brusco, condizionale
e, come al solito,
breve: così che ancora una volta si prende il proprio posto.
Ma metti che un giorno guardando fuori

dalla finestra aperta
si vedesse la mortalità
nel grigio scarabocchio
d’un ragazzo con in mano una mela?

Fragilità. Brevità. Bellezza, persino.
Luce dello spazio a disposizione.
E cos’è la gioia?
Persino una matita lo può indicare.

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La novella seicentesca, l’inizio della tipografia editore.

Roma 27 marzo 2013

La novella del Seicento non continua l’eredità dell’impostazione boccaccesca che fino al Cinquecento si era conservata: tentativi di ripeterla o di rinnovarla falliscono mentre invece si afferma come significativa la tendenza a portare questo genere alla misura della conversazione come esempio, aneddoto ed epigramma.

La Toscana, assente nel romanzo, è invece qui presente nel gusto dei morti, delle facezie, del gioco linguistico. Alcuni scrittori hanno voluto rintracciare nei racconti brevi sparsi in opere di letteratura artistica o in commenti eruditi o in lettere o in discorsi accademici quei valori letterari che scarseggiano  nella novellistica vera e propria. Nondimeno questi racconti, anche se talvolta felici, sono parte integrante  dei testi nei quali appaiono e non costituiscono una consapevole e autonoma scelta stilistica.

Il dialetto in questo periodo non è uno strumento di conoscenza o avvicinamento alle classe popolari, ma anch’esso una forma di compiacimento, di singolarità o di esasperazione letteraria. Per questo si è arrivati a definire questo percorso “narrativa popolareggiante” piuttosto che narrativa dialettale.

I maggior esponenti di questo periodo storico letterario identificativo nella novella seicentesca o narrativa popolareggiante sono Giulio Cesare Croce e Basile. Quest’ultimo crea nelle sue novelle un mondo di fantasia spesso più letteraria che artistica e più popolareggiante che non popolare. Mancheranno dunque nel Seicento, come ho appena detto, i grandi ed importanti contenuti di novelle nelle quali lo scrittore  si esprime o si cerca.

In questo secolo e in questo contesto letterario si afferma un primo tentativo di organizzazione culturale e, in qualche modo, industriale, pertanto fiorisce il mestiere del tipografo editore. Così i tipografi editori di Venezia con l'”onorato mestiere”  fanno convergere  libri nelle loro botteghe  per diffondere le  opere di tutta l’Italia e non solo, spesso anche straniere. La tipica silloge di novelle del Seicento non porta perciò il nome di un autore solo, ma è piuttosto un complesso di cento novelle e di quarantasei diversi autori di ogni parte d’Italia:
Le novelle amorose dei signori accademici Incogniti. Venezia, eredi del Sarzina, 1641. Con questa raccolta nascono le prime antologie italiane.

A domani

LL