365 giorni, Libroarbitrio

Quantequantequantequantequante!

– Quante verità esistono?

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“Ma le formiche si decompongono?” di Lié Larousse Premio MY BOOK Tell Your Story

Conosciamo meglio Lié Larousse, l’autrice di MA LE FORMICHE SI DECOMPONGONO, uno dei racconti selezionati nel concorso “MYBOOK Tell Your Story #1” by NAVA.

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Prefazione racconto: MA LE FORMICHE SI DECOMPONGONO

Ma le formiche si decompongono? Ad una domanda consegue sempre una risposta? È il pensiero che assilla la mente del giovane protagonista di questo racconto. La vita percorsa a ritroso nella memoria, percorsa col fiato che annaspa nel gozzo diretto a cercare risposte, percorsa da una memoria che non lascia spazio al dimenticarsi l’istante fondamentale dell’accaduto, e quella domanda, che si riaffaccia nella sua mente sempre, fino a quando il tempo che in passato si è rovesciato perdendosi tornerà oggi, pertanto, riavvolgendosi donerò la pace in una risposta?

Un percorso verso un’unica vana direzione forse, o forse no, tuttavia, ora, noi lettori ci stiamo ponendo un’infinità di domande, a noi stessi, agli altri, dando per scontato di avere tutto il tempo del ticchettio d’orologio dalla nostra parte, eppure ora vi starete domandando perché non si dovrebbe far in tempo a porgere una domanda e a rispondere? Perché dovrebbe esserci qualcosa che lo impedisce? Perché? Perché?Domanda! Domanda! Domanda quanti perché attendono ancora una risposta e quante risposte attendono di essere domandate.

Ed ecco a voi un altro interrogativo con un’unica sicura risposta: Silenzio.

L’autrice: Lié Larousse

Lié Larousse nasce in un circo itinerante tra stoffe di taffetà ruvida, seta in baco e

carta straccia. Non sa che giorno fosse né l’anno né la direzione che prese il treno,

forse spinto sulle rotaie dal canto stridulo di ogni palpitante sterzata o forse dalle urla

del parto di un’ipotetica madre immaginata sotto ogni forma.

Quel che è certo, è che, quell’ammasso di ferro legna e carne in transito era vivo, colmo di saltimbanchi, clown, povere bestie, lustrini e paillette.

– Lié faceva caldo, quello, si me lo ricordo, ma fuori di qui cara, un freddo, quello

anche mi ricordo, e poi non insistere con me chiedi a Mr Freak ti saprà dire di più- .

Mr Freak, alto l’inimmaginabile, appena la vedeva sbucare dal nulla la spostava di lato col bastone argenteo mal fermo farfugliando -fsthgrfth- , linguaggio a lei incomprensibile.

Lié continuò a chiedere.

Chiese a tutti, ai giocolieri con le clave, al mangia fuoco Evviva con la tutina gialla aderente, alla signorina Edena la donna più bella dell’universo con tre capezzoli, al triste Robert col trucco sempre al contrario e il diario nascosto che solo lei sapeva dove trovare. Nebbia. Ombre. Nulla. Ogni risposta era una chiusura di porte senza maniglie, inerme ad ogni ingresso riappariva lui, fermo ad attenderla, sempre, l’incomprensibile Mr Freak.

Così oggi, ad un età inconsapevole, con i capelli spagliati di un colore incolore, mi presento a voi, Lié Larousse, raccontando storie di vita, studio del mondo com’era in astratte forme come sarà, qui, dietro le quinte di un palcoscenico fluttuante, attraverso le mie parole vi farò leggere l’idillio della vita degli esseri quali siamo dove conduce, col mio unico ricordo. Vero.

Solo mio, che d’improvviso di giorno o in sogno m’appare, col profumo caldo di neve silenziosa e sorso salino di maree notturne.

Il tempo scorre dimenticando  le mie conoscenze.

Pertanto scrivo nel mio blog www.libroarbitrio.com cosa mi sono persa, cosa credo di essermi persa nei meandri del dimenticatoio mentale, tra inconscio e incomprensioni vissute nell’indolente età dell’adolescenza, vivendo con l’infantile ricordo del profumo odoroso di carta calda appena impaginata dei nuovi libri , con quello ispido e pungente acre della carta  mangiucchiata dei libri ormai vecchi e maltrattati.

Così nasce Libroarbitrio 365, numeri che rappresentano giorni che passano nel fuggire del tempo attraverso il mio sfogliare, un conto alla rovescia, il tempo in cui studierò, d’accapo o da coda, lo studio della storia della letteratura, dei personaggi che l’hanno resa interessante e feconda, perché il patrimonio della cultura scritta è già nostra ma molto spesso me ne dimentico, è nella nostra memoria, nei nostri racconti, nelle favole e nelle poesie.

Viaggio di una bambina Astronauta è la prima raccolta di poetici scritti di romanticherie.

Scritto da NAVA Design – Ufficio Marketing

http://www.navadesign.com/it/blog/formiche-decompongono-lie-larousse/

 

365 giorni, Libroarbitrio

Walt Whitman “Le più belle poesie”

Roma 24 marzo 2014

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Ohimè! O vita!

Ohimè! O vita! Per queste domande sempre ricorrenti,
per la folla infinita di fedeli, per le città  piene di sciocchi,
per il mio continuo rimproverarmi (poiché che è più sciocco di me
e più infedele?),
per gli occhi invano assetati di luce, per gli oggetti perfidi,
per la lotta sempre rinnovata,
per gli scarsi risultati di tutti, per le sordine folle che vedo
attorno a me avanzare con fatica,
per gli anni inutili e vuoti  di coloro che rimangono,
con il resto di me avvinghiato,
la domanda, Ohimè! Così triste, così ricorrente – cosa c’è
di buono in tutto questo? Ohimè! O vita!

(Risposta) Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire
con un verso.

***

Quando i lillà fiorirono l’ultima volta  nel prato davanti a casa

Quando i lillà fiorirono l’ultima volta  nel prato davanti a casa,
e la gran stella si tuffò presto nel cielo d’occidente, a notte,
io presi il lutto e sempre lo prenderò, ogni volta che torni primavera.
Primavera che sempre ritorni, certo una trinità tu mi porti,
lillà perennemente in fiore e stella che cala ad occidente,
e il pensiero di colui che amo.

O stella possente che cali a occidente!
O ombre della notte – o malinconia notte di lacrime!
O grande stella scomparsa – o nera tenebra che la nascondi!
O mani crudeli che mi trattenete impotente – o anima mia indifesa!
O nuvola severa che mi circondi e non vuoi liberare la mia anima.

Scritta alla morte di Lincoln

A domani
Lié Larousse