365 giorni, Libroarbitrio

Quantequantequantequantequante!

– Quante verità esistono?

365 giorni, Libroarbitrio

Bhagavadgita e tanti auguri per i nostri due anni Libroarbitrio!

Manara Hommage

Sono seme eterno di tutti gli esseri,
ragione dell’uomo razionale,
gloria in chi è illustre.

Nei forti sono la forza
libera da smania e da passione.

Nelle creature sono un desiderio
che mai è in conflitto con la giustizia.

Amen

L.L.

( mia rispettabilissima traslucidazione traduttoriale dallo psico sanscrito )

365 giorni, Libroarbitrio

“La sera della festa” Gibran

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Era scesa la notte e le tenebre inghiottivano la città, mentre le luci splendevano nei palazzi, nelle casupole e nei negozi. La folla, con indosso l’abito della festa, si accalcava per le strade, e sul volto della gente comparivano i segni della celebrazione e della contentezza.
Io preferivo evitare il clamore della moltitudine e camminavo da solo, meditando sull’Uomo la cui grandezza si stava onorando, e riflettevo sul Genio dei Secoli che nacque in povertà, visse in virtù e morì sulla croce.
Meditavo sulla torcia ardente accesa dallo Spirito Santo in quell’umile villaggio della Siria…Lo Spirito Santo che aleggia in tutte le epoche e che permea con la Sua Verità una civiltà dopo l’altra.
Quando giunsi ai giardini pubblici, mi misi a sedere su una semplice panchina e comincia a guardare tra gli alberi spogli, in direzione delle strade affollate; ascoltavo gli inni e i canti della festa.
Dopo un’ora di profonda meditazione, mi guardai a fianco e fui stupito di trovare un uomo seduto accanto a me, che con un rametto tracciava sul terreno delle figure indistinte. Trasalii perché non lo avevo visto né udito avvicinarsi, ma mi dissi “E’ solo come me”. E dopo averlo ben osservato, mi accorsi che, malgrado gli abiti antiquati e i capelli lunghi, si trattava di un uomo di una certa dignità, meritevole d’attenzione. Parve percepire i miei pensieri, perché mi disse, con voce profonda e calma: – Buona sera, figlio mio-.
– Buona sera a te-, risposi con rispetto.
Ed egli riprese a disegnare mentre il suono stranamente rasserenante della sua voce continuava a riecheggiarmi nelle orecchie. Gli rivolsi nuovamente la parola, dicendo – Sei forestiero in questa città?-.
– Sì, sono forestiero in questa città come in qualsiasi altra-, replicò. Per confortarlo aggiunsi: – Durante questi giorni di festa, un forestiero dovrebbe riuscire a dimenticare di essere un estraneo, perché la gente si dimostra gentile e generosa-. Egli replicò stancamente: – Sono ancor più forestiero in questi giorni che in qualsiasi altro-. Detto questo, volse lo sguardo al cielo limpido; i suoi occhi esplorarono le stelle e le sue labbra ebbero un fremito, quasi avesse rinvenuto nel firmamento l’immagine di un paese lontano.

Gibran

Per arrivare a te
non c’è altra via che il volo d’angeli
per arrivare a te
non c’è altra via che nuotare  nei grani di salsedine
L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Come è bella la sera in mezzo ai monti!” Emilio Praga

fratelli

Come è bella la sera in mezzo ai monti!
Te ne ricordi?…ti ricordi quando
si vagheggiava i rapidi tramonti,
e tornavamo a braccio, e sussurrando:
com’è bella la sera in mezzo ai monti?
O pace, o solitudine, o dolcezze!
Tu appoggiavi i piedini al focolare,
ed io la testa fra le tue carezze;
e il lieto grillo era il nostro compare:
o pace, o solitudine, o dolcezze!
Chi, chi di noi più puri e più beati
in quei giorni d’affetto e di mistero?
Ti ricordi i progetti inargentati
dal vago argento che maschera il vero?
Chi, chi di noi più puri e più beati?
Tu prevedevi un serto alle mie chiome,
io per te meditavo un paradiso;
tu inghirlandavi d’alloro il mio nome,
io d’amor sempiterno il tuo sorriso…
tu prevedevi un serto alle mie chiome!
O sante gioie, o speranze divine!

A te questa poesia  fratello mio,
e le sue parole
che possano accompagnarti alla sera ,
cullarti nel sonno ,
donarti poi  placido amato risveglio.

L.L. 

365 giorni, Libroarbitrio

Charles Baudelaire “Elevazione”

Roma 23 marzo 2014

Un uomo e una donna che osservano la luna C.D.F.

Sopra gli stagni, sopra le vallate,
i monti, i boschi, le nubi, il mare,
oltre l’etere, oltre l’astro solare,
oltre i confini delle sfere stellate,
spirito, tu ti muovi con agilità,
e come un buon nuotatore nell’estasi dell’onda,
con gioia percorri l’immensità profonda
con indicibile e virile voluttà.
Fuggi lontano da questi morbosi miasmi;
vola a purificarti in un’aria superiore,
e bevi, come un puro e divino liquore,
il chiaro fuoco che colma spazi limpidi.
Alle spalle affanni e grandi pene,
che pesano sull’esistenza brumosa.
Fortunato colui che con ali vigorose
si lancia in regioni serene  e luminose,
libera i suoi pensieri al cielo
come allodole quando è mattino,
e sulla vita vola  e facilmente comprende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Eugenio Onegin” di Aleksandr Puskin

Roma 18 febbraio 2014

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Lettera di Tatiana a Onegin 

” Vi scrivo – che altro più? Che cosa posso dire ancora? Lo so, ora sta alla vostra volontà punirmi col disprezzo. Ma voi, se troverete almeno una briciola di pietà per il mio triste destino, non mi abbandonerete.
Dapprima avrei voluto tacere; credetemi, non avreste mai conosciuto la mia vergogna, se io avessi avuta la speranza di vedervi nel nostro villaggio, pur raramente, pure una sola volta la settimana; di udire soltanto la vostra conversazione, di dirvi una parola almeno, e poi pensare, pensare sempre ad una cosa soltanto, giorno e notte, fino al nuovo incontro…Un altro!…No, a nessuno al mondo avrei dato il mio cuore! E’ stato decretato nell’alto consiglio divino…E’ volontà del cielo: io sono tua; tutta la mia vita è stata un pegno del fedele incontro con te; so che tu mi sei stato mandato da Dio, fino alla tomba tu sarai il mio angelo custode. Tu mi sei apparso nei sogni; prima ancora di vederti, tu mi eri caro; il tuo sguardo meraviglioso mi faceva languire; nell’anima mia da tempo risuonava la tua voce…”

A domani
Lié Larousse

 

365 giorni, Libroarbitrio

Walt Whitman: Per te, Democrazia

Roma 14 giugno 2013

 

Vieni, renderò il continente indissolubile,

creerò la razza più splendida su cui il sole abbia mai

brillato,

creerò terre divine e seducenti,

con l’amore dei compagni,

con l’amore dei compagni che dura tutta la vita.

Pianterò amicizie folte come gli alberi lungo i fiumi

d’America, e lungo le rive dei grandi laghi, e per tutte

le praterie,

costruirò città inseparabili, con le braccia l’una al collo

dell’altra,

con l’amore dei compagni,

con il vigoroso amore dei compagni.

Tutto questo io ti dono, o Democrazia, per servirti, ma

femme!.

Per te, solo per te io recito commosso questi canti.

di

Walt Whitman

A domani

LL