365 giorni, Libroarbitrio

“A Dio preghiera di un poeta”

Paul-Verlaine

O padre nostro, trono d’oro, che nei cieli stai,
o Dio, cosmico sovrano, senza fine, etereo Tutto,
occhio totale, totale energia, totale reggimento,
più arcaico del tempo, alfa e omega d’universo,
base dei beati in assoluto, bagliore d’astri in firmamento,
tu, padre, tu ordisti maestà di sole e fiaccola
di luna, e fonti e fiumi e suolo e mare
vivificando il cosmo, nell’empio totale del tuo soffio;
celesti, terresti, gente stremata nell’abisso,
sotterranee schiere, tutte adempiono al tuo cenno.
Ora t’invoco, io, che sono cosa tua, qui dalla mia polvere,
dolente, passeggero, o mio Dio, io uomo minuto di fango
trafitto dal senso di colpe, in scorrere di pianto.
Ti supplico, padre senza morte, e dunque tu sorridi,
estirpami passione di mondo che strega i miei pensieri
e fascini d’inferno e dismisura dell’orgoglio.
Intridimi sempre nel cuore con corrente perenne del tuo soffio
perché t’ami eternamente, o mia Potenza estrema.

Angelo Poliziano

365 giorni, Libroarbitrio

Saffo

nebulosa

“Alcuni la dicono figlia di Simeone, o di Camone, o di Eutarco; altri, infine, di Scamandrònimo. Nativa di Ereso, in Lesbo, poetessa lirica, nata verso il 630 a.C., nell’epoca del grande  Alceo, poeta anch’esso che la soprannominò “Usignolo”. Andò sposa a Cèrcila, un uomo molto ricco. Ma esistette anche una Saffo, nativa di Mitilene, in Lesbo. Costei, per amore di Faone, si gettò in mare dalla rupe di Leucade. Alcuni affermano che ogni sua poesia sia dedicata a questo loro grande amore.”

Policromo trono antimorte Afrodite
figlia di Cielo, doloso telaio, te, accarezzo:
non imbrigliarmi in amarezze e ansie,
o Forza, questa febbre!

No! Devi apparire. Ora: se in passati giorni
sentivi i miei richiami nelle altezze,
e mi dicevi sì! Lasciavi padre, casa,
e fosti qui

guidando il carro d’oro. Passeri d’amore erano
il tuo volo rasente  terre buie,
teso gorgo d’ali che rigano
l’azzurro.

Eccoli! Qui! Tu, Miracolosa
ridente in occhi viva vita
mi domandavi il nuovo patimento, il senso
del mio nuovo grido

oggetto d’assoluto desiderio mio,
febbre del mio io bruciato “Chi dovrei piegare
all’intimità con te? Chi non è leale
con te, Saffo?

Chiaro: se fugge, veloce ti pedinerà.
Se non prende doni, doni donerà.
Se non ti sente sua, intima da ora ti vorrà,
anche se non hai intenzione…”.

Vieni, per me. Adesso. Toglimi pesi
di desolazione. Quanto la mia febbre brama
che maturi, tu maturalo! Adesso! Tu, dea,
battiti per me!

La sua arte era un assolo ispirato, di getto, un ricamo di parole  e di note sempre nuovo, che dipingeva sentimenti e battiti del cuore istantanei, ricordi di pochi minuti fa, il calore di una vita in diretta che nessuna mediazione appanna. Tutto cristallo puro, semplice, presente. Il presente è il tempo verbale di Saffo. Al presente lei prega, si tormenta, assapora l’attimo, dolce o acre che sia.

E allora penso che magari Amore è questa semplicità dell’essere Sé nell’Io che necessita solo della parola silenziosa della scrittura, che diviene voce quando colui che ispira tali turbinanti folli accorati impudici sinceri sentimenti ne legge tra le labbra il sospiro abbeverandosi l’animo e il cuore.

Magari Amore è la pace che gli dona questo mio dolce pensarlo.

Magari Amore è la pace del pensarlo a me vicino.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

Seneca “Il Tempo” (X parte)

Roma 14 marzo 2014

Solo una voce. Desidero solo quella voce. Sua soltanto. Ogni altra inutile a proporsi. Ecco sì. Qui. Parlami. Penetrami negli orecchi. Nella mente. Sciogliti nel caldo del mio fiato liquido salmastro delta delle mie cervella putrefatte.
In che anno stiamo? Devo andare da Biagio per un drink di quelli forti! Come Biagio è morto? Ma in che anno stiamo?
L.L.

Alberto Giacometti

 

Seneca
Il tempo X

La vita si divide in tre momenti:
passato, presente, futuro.
Di questi il presente è breve, il futuro il dubbio,
il passato certo.
Se quest’ultimo la sorte ha perduto ogni potere:
il passato non può più dipendere
dal capriccio di alcuno.
…è la parte sacra e inviolabile del nostro tempo:
sta al di sopra di tutti gli eventi umani,
fuori dal dominio della sorte,
non presenta incognite, non è toccata da povertà
o malattie, non può essere sconvolta né esserci
strappata: la si possiede così com’è per sempre,
senza brividi. …basta un cenno e il passato ci
starà davanti e lo potremo valutare e trattenere…
Il presente è brevissimo, tanto da poter sembrare
inesistente; infatti è sempre in movimento,
scorre, precipita,
cessa di essere prima ancora di arrivare…

Sulla certezza del passato dissento, e siccome fin da bambina so che i miei pensieri vengono ascoltati dai morti, caro Seneca, se desideri controbattere sai dove trovarmi.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Straniero alito di mare”

Roma 2 marzo 2014

Mare di ghiaccio F.C.D.

Da sospiri di corallo voi scintillio d’argento dal fiato della marea voi straniero alito di mare venite spinto a sovrastarci tutti tra onde impietose a scontrarvi col cielo per farlo vostro vostro soltanto ed essere dell’etere dominatore creato da turbine di sale e sabbia concepito dalla mente di Costei che con irrequieta vertigine narra le vostre gesta mio Signore con liquido indelebile inchiostro per farvi al mondo conoscere alla sua digiuna gente e ora che di voi scrivo ogni tutto temo più dell’attimo prima dell’originario terrore mio nel contemplare la vostra oscura luce più del primo udire voi voce musicata da blu abissi voi magnificenza della perfezione quale ritraete e sì è vero siete il mio Dio e sì è vero siete il mio Demone e io sono la Terra già vostra grafite tra gli astri destinatavi da epocali ere percossa dalla opalescente salsedine saliva vostra che irrora questo terreno corpo costellato da spiragli di universi infiniti segreti celati introvabili pure per Costei che lo possiede e voi masticate vento nelle mascelle digrignando fogli madreperla scolpiti nell’apice dell’essere dell’umanità tutta corroso dell’intemperia che tenta di scalfirvi ma nulla può contro la volontà vostra di combattente e nulla può contro la volontà mia di devota dell’incontrovertibilità d’agognarvi qui nel culmine scalfito dall’immondo desiderio quando di solennità altera sopraggiungete donandomi la pace che solo la perdizione adula.  

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Notte di Luna” Joseph Von Eichendorff

Roma 28 febbraio 2014

Notte di luna

Era come se il cielo, pacato,
avesse baciato la terra,
così che di lui, tra lo splendore
dei fiori, la terra dovesse sognare.
Una brezza passava tra i campi,
le spighe dondolavano appena,
piano i boschi sussurravano
nella notte di stelle serena.
Larghe le sue ali
spiegò la mia anima,
per i campi quieti volò
come se andasse a casa.

“Questa poesia  è per te mio Sole, con essa ti auguro il buongiorno, e mille altri Buongiorno! Ove con la tua luce risplenderai sul mio volto il tuo riflesso e  seppur il cielo sarà oscurato dalla notte e dal compassionevole maltempo riempirai l’anima mia, la memoria, il mio cuore di tuo fulgore così ch’io non possa mai dimenticare come con note di musica morbida tu riesca tale dono sussurrare.”

A domani
Lié Larousse 

365 giorni, Libroarbitrio

Ottava Elegia Romana di Johann Wolfgang Goethe

Roma 26 febbraio 2014

C.D.F.

Quando mi dici, cara, che da bambina non piacevi
alla gente, e tua madre ti disprezzava,
fino a che diventasti adulta in modo discreto, io lo credo:
con piacere ti penso una fanciulla diversa.
Forme e colore mancano anche al fiore della vite,
ma l’acino maturo incanta uomini e dèi.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Il sole è tramontato” Emily Bronte

Roma 25 febbraio 2014Emily Bronte

 

Il sole è tramontato e le onde dell’erba
oscillano tetre al vento della sera
l’uccello è volato via dalla vecchia roccia grigia
e cerca il caldo rifugio di un nido.
Nel solitario orizzonte intorno a me
nulla vedo nulla sento
se non il vento lontano
che sospira sul mare di erica.

A domani
Lié Larousse

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Il sogno s’avvicina” dipinto di Salvador Dalì

Roma 14 febbraio 2014

Salvador Dalì- Il sogno si avvicina

Tira via le mani dal cuore guarda che hai fatto, l’hai strappato e ti stai dissanguando.
Ma perché non ti arrendi a te stesso semplice essere umano.
Perché non cerchi di essere normale come tutti gli altri.
Smettila.
Smettila di cercarti.
Smettila di cercare.
Non esisti.
Non esiste.
Quello che cerchi non esiste.
E’ sì di certo una dolce fiaba la più delicata che tu abbia mai scritto, ma non esiste.
Va bé magari tu ci credi che esista, lo speri, preghi per trovarlo perché lo desideri tanto da sembrarti vero, addirittura possibile ma è solo un’invenzione della tua mente è solo la creazione di un sogno e il sogno è fumo senz’aria che risiede vagabondo nel cervello e ti deride allucinandoti.
Non esiste.
Fidati.
Smettila di cercare.
Godi di quello che hai pure se è immondo sbagliato ingiusto deforme perché l’Amore non esiste.
Perciò smettila di cercare.
Arrenditi.
No!
Non fare così!
Tira via quelle mani dalle cervella, smettila ti ho detto!
Stai imbrattando tutto ti stai smembrando e a me non resta che ripulire questo schifo un’altra volta ancora ma non ho più stracci per raccoglierti, vedi, sono tutti stesi alla 
maestria del nostro Creatore mentre goccioli goccioli giù nel cortile della tua ragione persa.

 Lié Larousse

 

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Impermeabile ed indelebile ’14”

Roma 19 gennaio 2014

Caspar_David_Friedrich_002 Abbazia nel querceto

Pur oggi
per quanto io voglia regalarti rabbia
ho impiastricciato le mie mani
per donarti la più buona delle torte
così che il tuo altezzoso cuore possa
per il tempo di un morso addolcirsi
e far apparire un incredulo sorriso
sul tuo volto costantemente oscuro.
So che il mio amarti
t’è impermeabile
come questa domenica
che è scivolata di colpo nella sera
e presto sarà buio
e subito notte
e già domani.
So che il tuo amarmi
m’è indelebile
ricercarlo in un ricordo
come questa domenica
che è lo scorso lunedì

martedì l’altro
il mercoledì prima
giovedì venerdì sabato di musiche psichedeliche sparate acide nel cervello e tu a guardarmi da sotto
e la domenica senza Signore e poi di nuovo lunedì come questo da rivivere
in un passato che mi catapulta nel presente che non so vivere
perché non lo conosco
perché non so neanche come i miei piedi mi ci abbiano portata fin qui
in questa casa
in questa vita
con questi capelli e occhi
tuttavia il ricordo
torta
candeline
un nebuloso sorriso
che resterà in questo mio mondo
chiunque io sia
chiunque io faccia finta di essere
chiunque io voglia essere
anche se alla fine della corsa  sono identica a te
con la stessa rabbia nel cuore
la stessa ferocia nelle mani applaudenti
e tu resterai sempre tu
ne sono certa
pur oggi
che desidero plasmarmi diversa da te
e invece sono tua copia imperfetta
con la più illusoria dell’idea di cosa sia l’amore
e allora dirò incessantemente sì
sì ancora
alle mia speranza
seppur oggi
più vana di ieri.

Auguri Padre.

A domani
Lié Larousse