365 giorni, Libroarbitrio

Riepiloghiamo la poesia nel secolo XVII

Roma 29 aprile 2013

La civiltà letteraria della poesia così come quella artistica e musicale nel secolo XVII viene definita con il termine Barocco, termine infatti che si fa risalire a tutto il Seicento.

La poesia di questo secolo è caratterizzata da un senso d’angoscia ed inquietudine, questi sentimenti approdano col  disfacimento dei valori appartenuti al “classicismo” quando gli autori abbandonano i vecchi modelli, con non poca difficoltà, mettendo in dubbio ogni loro certezza, andando alla ricerca di nuove forme artistiche letteraria più vicine ai canoni del pensiero corrente.

Si afferma così un’epoca di continua sperimentazione del linguaggio, della parola come suono, della parola come immagine, dell’invenzione di strutture lessicali e di stile.

I componimenti a noi pervenuti oggi sono ricchi di un’estrema varietà linguistica, di una catena di ardite metafore e arguzie stilistiche, da una copiosa mescolanza di elementi sensuali e spirituali, con il volere unico di suscitare scompiglio e meraviglia.

La poesia di questo secolo è affiancata anche da grandi scoperte ed invenzioni, quindi sostenuta da importanti figure della corte e dell’aristocrazia, per questo è in essa presente il sentimento sfuggente del tempo, del piacere, della bellezza e della morte.

Il carattere irrequieto e a volte intensamente contraddittorio è fortemente simboleggiato dalle vicende biografiche dei suoi poeti: molto spesso uomini dalla vita avventurosa, viaggiatori coinvolti in amori tragici, in duelli e risse, prigionieri traditi da loro stessi, dalla loro necessità di sconvolgere il presente volgendosi  ad una dimensione onirica .

A domani

LL