365 giorni, Libroarbitrio

“Al mare canto” Shakespeare

mare ghiaccio

Coloro che sono i favoriti  delle stelle
si vantino di pubblici onori e titoli superbi
mentre io, cui fortuna simili trionfi nega,
gioisco in disparte di ciò che più onoro

tu sei tutta la mia arte, e innalzi
in alto sapere la mia rozza ignoranza,
e come può mancare alla mia Musa l’invenzione
finché tu respiri poeta, tu che versi nelle mie rime
te stesso, dolce argomento, troppo eccellente
per essere ripetuto  da pagine volgari?

Oh ringrazia te stesso se qualcosa in me
scopri degno della tua attenzione;
chi è così muto da non saper scriver di te
quando tu stesso dai luce all’invenzione?

365 giorni, Libroarbitrio

“Nuda ma dipinta” Luciano Folgore

Hielo Natalia Deprina

E questo lungo desiderio di godere
è una zattera di felci,
che mi trasporta, su liquidità verdi,
in un fresco pellegrinaggio
verso una città di alberi.
Ciglia socchiuse.
Lampada verde del sole.
La mia casa sarà d’ora di giunchi
e gli uomini saranno forse
piccoli fili d’erba
con goccioline di rugiada.

365 giorni, Libroarbitrio

“Costa occidentale” Lana Del Rey

Mi bacerà mai

Giù nella costa occidentale, hanno le loro icone
Le loro luci stellari d’argento, le loro regine e cicloni
E tu hai la musica, hai la musica in te, non è vero?
Giù sulla costa occidentale, amano i loro film
Le loro auto dorate e le groupies rock-n-roll
E tu hai la musica, hai la musica in te, non è vero ?
Mi spingi più forte lungo la strada
Mi sento più calda del fuoco
Come essere e fare sentire che io sono una ragazzina ma credo di sapere
Non dici di sapere ciò che devi sapere, uomo sei tu che desidero!

365 giorni, Libroarbitrio

“della piccola utopia” Jorie Graham

disegno ponyo e suske

guardo pesciolini,
migliaia,
sciamare,
ognuno un minuscolo muscolo,
ma anche, senza poter creare corrente,
fare del loro unisono (girando,
ripiegandosi,
entrando e uscendo dal loro unisono all’unisono)
fare di se stessi una corrente visiva,
che non può trasportare o smuovere d’un
attimo la spirale dell’acqua che scende e che sale,
la scia delle barche che ciclica infine ribatte sulla banchina,
là dove incontrar la resistenza più profonda,
acqua che sembra squarciarsi
(ha questi strati), una corrente vera benché per lo più
invisibile che manda nel visibile (pesciolini) uno sfrecciare
veloce che impone il cambiamento –
è questa la libertà. Questa è la forza della fede.
Nessuno ottiene ciò che vuole.
Non sarà mai più lo stesso.
Il desiderio è essere puro.
Quel che ottiene è sempre mutato. Sempre più
ogni minuto iridescente, da cui permea l’infinito,
e la dismemoria, certo, il riverbero di qualcosa
alla deriva. Qui, mani piene di sabbia,
che faccio filtrare nel vento, guardo giù e dico
prendi questo, questo ho salvato di me,
prendilo, svelto! E se ascolto
ora? Ascolta, non ho detto nulla. Era solo
qualcosa che ho fatto.
Non potevo scegliere le parole.
Sono libera d’andare.
Non posso certo tornare indietro.
Non a questo.
Mai.
E’ un fantasma posato sulle mie labbra.
Qui: mai.

365 giorni, Libroarbitrio

“La confessione di un figlio del secolo” Alfred de Musset

1800

Capitolo Primo

PER SCRIVERE la storia della propria vita, occorre prima aver vissuto; non è pertanto la mia storia ch’io scrivo.
Colpito, ancor giovane, da un’abominevole malattia morale,  narro ciò che m’è accaduto nel giro di tre anni. Se fossi malato solo io, non ne direi una parola; ma poiché ve ne sono molti altri che soffrono dello stesso male, scrivo per quelli, senza curarmi di sapere se baderanno a me: ché, nel caso in cui nessuno se ne occupasse, avrò pur sempre tratto dalle mie parole il frutto di aver guarito me stesso; e, come la lepre presa al laccio, avrò roso la zampa imprigionata.

Solo è vero
che quei turbini sono attraversati,
da che mondo è mondo,
da sette personaggi sempre i medesimi:
il primo si chiama speranza,
il secondo coscienza,
il terzo opinione, 
il quarto desiderio,
il quinto tristezza,
il sesto orgoglio,
il settimo si chiama uomo.

Pertanto prendete il tempo come viene
e il vento come soffia.

365 giorni, Libroarbitrio

“Il buongiorno” John Donne

CloudAtlasRecensioneInAnteprima

Con stupore mi domando, tu e io
che facevamo prima di amarci?
Non eravamo ancora svezzati?
A qualche rozzo, infantile piacere abbiamo succhiato?
O nell’antro dei sette dormienti abbiam russato?
Era così. Ma tolto questo piacere,
tutto il resto è fantasia.
E se mai qualche bellezza ho vista
e desiderata e avuta, non era che un sogno di te.

365 giorni, Libroarbitrio

“Il dio vicino” di Rabindranath Tagore

Moon 

Se vuoi riempire la tua brocca, vieni, vieni al mio lago.
L’acqua bagnerà i tuoi piedi e ti mormorerà
il tuo segreto.
La traccia della pioggia vicina è già sulla sabbia,
le nuvole sono basse sulla linea azzurra
degli alberi come i folti capelli sopra i tuoi occhi.
Conosco bene il ritmo dei tuoi passi:
batte nel mio cuore.
Vieni, vieni al mio lago, se devi riempire la tua brocca

365 giorni, Libroarbitrio

“Anima” San Juan de la Cruz

Regno

Dove ti sei nascosto,
amato, lasciandomi gemente?

O se nel tuo specchio argentato
disegnassi d’improvviso
quegli occhi che tanto desidero,
che porto in me scolpiti!

O fonte cristallina!