365 giorni, Libroarbitrio

La Poesia salva la vita

Roma 4 agosto 2013

Poesia

Muse, che tante volto ributtai,

importune correte a’ miei dolori,

per consolarmi sole ne’ miei guai

con tai versi, tai rime e tai furori,

con quali ad altri vi mostraste mai,

che de mirti si vantan ed allori…

Giordano Bruno

Le mie poesie portano un dolce profumo

come nell’aiuola tua preferita il giacinto.

Herman Hesse

E’ povero il mio dono, flebile la mia voce,

ma io vivo il mio essere sulla terra

 è di consolazione a qualcuno…

Evgenij  Baratynskij

Ti servono davvero le mie rime?

Ti danno coraggio e cibo nelle chiare

nelle scure tue solitudini preziose…?

Gerardo Diego

Rima, sonora compagna…

un tempo il tuo bel cinguettare

calmava l’anima mia,

la mia angoscia sapeva addormentare,

mi blandivi e vezzeggiavi,

lontano dal mondo mi portavi

in remote terre di magia.

Aleksandr Puskin

Le parole della poesia, come aboliscono

la morte desiderandola, così annullano

il dolore.

Toti Scialoja

A domani

LL

Spunto di lettura:
Antologia illustrata della poesia
Elvira Marinelli
Demetra Editore

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365 giorni, Libroarbitrio

Fichte e la teoria dell’uomo libero

Roma 31 maggio 2013

La vita di Johann Gottlieb Fichte sembra confermare il principio fondamentale della sua dottrina:

“non esistono insuperabili limiti oggettivi alla libertà  dell’uomo; ogni individuo, purché lo desideri con l’adeguata intensità, può superare qualsiasi ostacolo e realizzare pienamente  se stesso”.

Nato da una poverissima famiglia contadina conobbe da giovane la miseria, tanto che per aiutare  i genitori fece il guardiano di oche.

La sua straordinaria intelligenza attirò l’attenzione di un ricco nobile della sua città (Rammenau in Sassonia) che gli pagò gli studi.

Si iscrisse alla facoltà di Teologia a Jena e iniziò uno studio appassionato dei testi di Kant, al punto che il suo primo scritto giovanile “Saggio di una critica di ogni rivelazione”, pubblicato anonimo, fu attribuito allo stesso Kant, che dovette intervenire per chiarire  l’equivoco.

Divenuto così improvvisamente celebre, visse per cinque anni lavorando all’Università di Jena un periodo denso di successo  e di opere da suscitare l’invidia dei colleghi.

L’occasione venne dalla polemica sull’ateismo: Fichte, sempre generoso e appassionato nella polemica intellettuale, si espose troppo nella difesa di un suo discepolo, reo di aver sostenuto la tesi che l’ateismo non coincide con l’immortalità e che se l’etica costituisce il nucleo essenziale di ogni religione, si può allora essere religiosi anche senza credere in Dio.

Fichte fu licenziato e dovette, per alcuni versi, ricominciare da capo, ovviamente ci riuscì benissimo.

Lasciata Jena per Berlino, visse dando lezioni private, tornando così ad una condizione di estrema povertà, che accettò con orgoglio, vedendovi un’occasione di crescita morale.

Nel giro di pochi anni tornò all’insegnamento e nel 1810, anno di fondazione dell’Università di Berlino, fu nominato dapprima professore e poi rettore.

A questo straordinario successo contribuì anche l’impegno politico nella lotta contro Napoleone espresso nei Discorsi alla nazione tedesca.

Morì poco più che cinquantenne, forse proprio per un’indiretta conseguenza del suo impegno civile: contrasse il colera dalla moglie ammalatasi curando come infermiera volontaria i soldati negli ospedali militari.

A domani

LL

 

Testo di lettura:

Antologia illustrata di filosofia
Demetra Editore

 

365 giorni, Libroarbitrio

L’uomo più colto d’Europa: Thomas Gray

Roma 16 maggio 2013

Thomas Gray nacque a Londra nel 1716 fu un grande studioso tanto che da i suoi contemporanei venne definito ” l’uomo più colto d’Europa”.

La sua produzione letteraria fu stimolata da un importante viaggio, in compagnia di amici, che egli compì in Francia e in Italia ove approfondì ricerche e  la sua voglia di conoscere nuove culture.

Profondo conoscitore dei classici latini e italiani, della poesia celtica  e scandinava, il poeta compose Il bardo e La discesa di Odino, opere caratterizzate dall’interesse romantico verso l’antico e il primitivo.

L’Elegia scritta in un cimitero di campagna, componimento malinconico sul meditare sulla morte,  diede grande fama all’autore.

Quest’opera, insieme al Lamento di Edward Young, lanciò il genere sepolcrale, che si ispirò anche Ugo Foscolo.

Il pregio di Gray nell’Elegia fu la capacità di trovare un giusto equilibrio tra il misurato classicismo e la forma metrica e del linguaggio da una parte e il malinconico sentimentalismo romantico dall’altra.

A domani

LL

Spunto di lettura:
Antologia illustrata di poesia
Demetra Editore

365 giorni, Libroarbitrio

Clemente Bondi

Roma 6 maggio 2013

Nato a Mezzano Superiore, in provincia di Parma, nel 1742, il gesuita Clemente Bondi fu precettore presso nobili famiglie a Milano e Mantova e bibliotecario e poeta alla corte dell’arciduca Ferdinando a Vienna.

I suoi vasti interessi letterari lo portano a tradurre Virgilio e Ovidio e a comporre poesie liriche, apologhi, epigrammi, poemetti.

Tra le sue opere sono interessanti i brevi poemi La giornata villereccia, La felicità, La moda, e Le conversazioni, nei quali lo stile pulito e rigoroso e il gusto descrittivo denotano la presenza del modello pariniano.

 

DEH! FRA TANTE CHE T’ESCONO DAL SENO

Deh! fra tante  che t’escono dal seno,

macchinetta gentile, un’ora sola

segna, un’ora per me felice almeno!

da  L’orologio

A domani

LL

Spunto di lettura:
Antologia illustrata Poesia
Elvira Marinelli
Demetra Editore